COLOMBIA: LA MATTANZA CONTINUA. UCISO UN ALTRO LEADER SOCIALE 

Sono 52 i leader sociali uccisi in Colombia dall’inizio del 2021: ultima vittima ad essere caduta sotto i colpi delle bande militari è Sandra Liliana Peña governatore del rifugio indigeno La Laguna-Siberia, nel dipartimento di Cauca. 

Sandra Liliana Peña è stata uccisa questa mattina nella sua abitazione da uomini armati che la hanno fatta uscire e poi gli hanno sparato a sangue freddo, la leader sociale è morta durante il trasporto all’ospedale. Nei messaggi diffusi attraverso il social network Twitter, il consigliere del Consiglio Indigeno Regionale di Cauca (CRIC) Ferley Quintero ha aggiunto che il governatore si stava preparando a recarsi nella città di Popayán (capo dipartimento), dove quel giorno era prevista una sessione della Commissione congiunta con il governo nazionale.

Il rifiuto al nuovo fatto di sangue accaduto questa mattina in Colombia è stato generalizzato. Per  l’indigeno Awá e per  il senatore Feliciano Valencia la domanda che si pongono è sempre la stessa: quanti altri leader cadranno a causa dell’inerzia del governo del Presidente Ivan Duque di fronte alla violenza armata.

Le autorità indigene hanno denunciato che Sandra Liliana Peña era stata minacciata nei giorni precedenti il suo assassinio perché si era opposta all’aumento delle coltivazioni illegali nel suo territorio. Coltivazioni che invece fanno gola ai gruppi di narco trafficanti che operano nelle zone rurali.

Resta comunque il fatto che in Colombia la vita delle comunità indigene ed agricole è in pericolo costante anche perché il governo di Ivan Duque, spalleggiato dalla comunità internazionale, non fa assolutamente nulla per impedire il propagarsi della violenza. Dall’inizio dell’anno sono già 52 i leader sociali caduti sotto i colpi delle bande paramilitari e dei narcos che scorrazzano nell’impunità più totale in Colombia.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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