Una manifestazione dei no vax

RIFLESSIONE INDIGNATA SULL’INDIGNAZIONE MISTIFICATA 

di Alessandro Vigilante

 

Torno per una visita di poche settimane dal Brasile (dove risiedo da 25 anni) all’Europa natia, posando in particolare in una città di provincia italiana e succede che risalta subito ai miei occhi una contraddizione abbacinante, che -percepita precedentemente dal Sudamerica – era solo una sensazione indefinita e poco comprensibile: la rabbia e la ribellione NO VAX.

È deprimente rendersi conto di come la perdita di egemonia culturale del pensiero di origine ideologica merxista, o semplicemente progressista, di sinistra, abbia trasformato le sensibilità e le manifestazioni dell’opinione pubblica nei paesi occidentali e soprattutto in quelli di condizioni economiche della fascia medio/alta come quelli europei e l’Italia, nel mio caso.

Non può che risaltare evidente, ad una semplice riflessione sull’attuale congiuntura, che così come l’uscita a destra alienante e fuorviante a livello di risposta sociale alle angherie causate del sistema economico in crisi permanente si sia configurata come “sovranismo”, la speculare uscita a destra a livello di risposta individuale si stia consolidando nello scetticismo NO VAX contro la scienza.

È aberrante che anche alcune coscienze “di sinistra”, con velleità emancipatorie e addirittura sedicenti rivoluzionarie, si lascino trascinare nel solco di tali posizioni pseudo-antagonistiche, nel nome di una presunta necessità formale di coltivare sempre e comunque il “dubbio”, anche rispetto – in questo caso – ad acquisizioni scientifiche universalmente condivise nell’ambito accademico mondiale.

È incredibile come intellettuali stimati, e insospettabili rispetto ad ingenue cadute di stile e razionalità, del calibro di Cacciari e Barbero, per tralasciare la pletora degli pseudo-rivoluzionari antagonisti a prescindere, possano impantanarsi nella mistificatoria palude della negazione di evidenze scientifiche volte chiaramente ad avvelenare i pozzi e a sviare le coscienze dalle reali contraddizioni in atto, in un mondo in cui miliardi di dannati della terra non hanno il benché minimo accesso alle cure sanitarie ed ai vaccini.

Così come negli ultimi decenni ci si è fatti spesso fuorviare a livello politico da simpatie nazionaliste, pensando di contrastare l’incalzante globalizzazione neoliberista, dimenticando la natura ontologicamente internazionalista della lotta solidale dei popoli e delle classi subalterne della Terra; in maniera speculare ci si fa depistare – a livello di indignazione individuale – da sterili ribellioni verso ipotetici “complotti scientifici”, rivolti contro specifici settori della farmaceutica e dell’informatica, che sono – eventualmente – solo dei vettori sicari del potere finanziario del sistema, mandante supremo del genocidio imperterrito del Capitale.

Voglio sperare che al più presto tale mistificazione venga svelata e sorpassata, procedendo rapidamente verso una campagna di vaccinazione globale diffusa, compulsoria e soprattutto allargata a tutti i paesi e in tutti i canti del pianeta, raggiungendo la totalità dei nostri fratelli e sorelle che soffrono le conseguenze della miseria e della mancanza di cure fondamentali nei continenti dimenticati dalle oligarchie dominanti.

Alessandro Vigilante

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