La costruzione del gasdotto Nord Stream 2La costruzione del gasdotto Nord Stream 2

LA RUSSIA ANNUNCIA DI AUMENTARE LE FORNITURE DI GAS ED IL PREZZO SCENDE, MA LE BOLLETTE QUANDO SCENDERANNO?

 

Sono bastate le parole pronunciate ieri dal Presidente russo Vladimir Putin che ha affermato che la Russia è pronta ad aumentare le forniture di gas all’Europa per far calare drasticamente le quotazioni sui mercati internazionali.

Ieri il Presidente della Russia Vladimir Putin ha dichiarato che il suo paese è pronto ad aumentare le forniture di gas naturale all’Europa. Putin ha affermato che Gazprom è pronta ad aumentare il pompaggio di gas dell’8 per cento nel gasdotto che attraversa l’Ucraina per aumentare le somministrazioni di gas all’Europa. .

Queste parole hanno immediatamente raffreddato i prezzi del gas che è sceso del 7 per cento posizionandosi di poco al di sopra dei 1000 dollari per mille metri cubi. Il Presidente russo ha inoltre tirato le orecchie alle autorità europee, ree a suo dire, di aver attuato politiche di acquisto del gas errate. Infatti le aziende energetiche europee, sempre secondo il Presidente russo, hanno stipulato contratti a lungo termine insufficienti a garantire la somministrazione del gas necessario in questo momento puntando invece solo su contratti a breve termine. I prezzi di acquisto in questa tipologia di contratti sono ovviamente più sensibili alle fluttuazioni dei mercati ed alle speculazioni.

Putin ha inoltre sottolineato che la Russia sta mantenendo le quote di vendita del gas programmato. Il paese euroasiatico infatti ha contratti di vendita con l’Europa per 40 miliardi di metri cubici l’anno che vengono pienamente rispettati. Comunque vista la situazione il suo paese è disponibile ad aumentare le forniture di gas anche se questo non risulta economicamente conveniente. 

La salita repentina del prezzo del gas e del petrolio nelle ultime settimane ha fatto lievitare  le bollette energetiche delle famiglie italiane ed europee. La cosa interessante sarà vedere se nei prossimi giorni le tariffe del gas e dell’energia elettrica caleranno con la stessa velocità con cui sono salite.  Considerando che gli aumenti sono frutto di speculazioni vedo piuttosto difficile, nonostante l’aumento delle forniture da parte della Russia e del conseguente calo del prezzo del gas a livello internazionale, che per i cittadini le bollette caleranno. 

Dietro questi aumenti c’è certamente un aumento della domanda mondiale di energia per far fronte all’espansione economica post pandemia ma le speculazioni sono sicuramente la causa maggiore dell’impennata dei prezzi delle materie prime. Soprattutto sul gas credo che ci sia da tempo una guerra geopolitica innescata dagli Stati Uniti che mirava a impedire la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 che porterà il gas direttamente dalla Russia in Germania. La costruzione del Nord Stream 2 è terminata nonostante la sempre opposizione degli Stati Uniti ed a fine anno comincerà a funzionare. Risulta un po’ sospetta l’impennata del prezzo del gas proprio quando il gasdotto della discordia inizia a muovere i primi passi, infatti è notizia di un paio di settimane fa che è iniziata da parte di Gazprom la procedura di riempimento della prima parte del gasdotto con il gas.

Dagli Stati Uniti arriva per bocca di Antony Blinken la richiesta alla Russia di non usare il gas come arma di pressione verso l’Europa. Dichiarazione questa rilasciata nel mezzo della crisi dei prezzi del gas che non può che far riflettere. Insomma non è difficile pensare che la fedeltà atlantica dell’Europa non c’entri nulla con questa crisi.. Non aver stipulato contratti per le forniture di gas a lungo termine, stipulati quindi mesi fa quando il gas era a prezzi bassissimi non può essere stata solo una leggerezza delle imprese energetiche. Da oltre oceano hanno sempre puntato a vendere in Europa il loro gas liquefatto, quindi una manovra speculativa, forse anche concordata, potrebbe non essere una ipotesi campata in aria.

Gli Stati Uniti hanno sempre osteggiato la volontà europea di acquistare il gas in Russia per paura che il vecchio continente potesse diventare troppo dipendente da Putin in campo energetico. La loro posizione sul Nord Stream 2 lo dimostra eloquentemente, la crisi attuale impone ancora una volta la riflessione su quanto l’Unione Europea  sia davvero indipendente nelle decisioni e quanto invece le decisioni strategiche vengono prese a Washington e non a Bruxelles.

Sarò complottista ma nessuno mi toglie dalla mente il fatto che, come detto, risulta abbastanza sospetta questa crisi del prezzo del gas proprio quando il Nord Stream 2 inizia a muover i primi passi. Infine la notizia di questo calo repentino del prezzo del gas non ha avuto la stessa copertura, da parte dei grandi mezzi di informazione, come quella che avevano avuto invece gli aumenti delle settimane scorse. Come dire che è meglio che i cittadini non lo sappiano altrimenti magari si potrebbero domandare quando le bollette caleranno.  

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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