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L’UCRAINA AMMASSA TRUPPE NEL DONBASS E LA BIELORUSSIA PRONTA AD OSPITARE ARMI NUCLEARI RUSSE  

 

L’Ucraina dispiega almeno 125 mila soldati, corrispondenti alla metà delle sue truppe, nella regione del Donbass al confine con la Russia ed ingenti quantità di armi pesanti mentre Lukashenko è pronto ad ospitare armi nucleari in Bielorussia.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha detto mercoledì che l’Ucraina ha schierato metà del suo esercito nella zona di conflitto nel Donbass, assegnando 125.000 soldati ed  armi pesanti alla regione.

Il governo ucraino continua ad ammassar truppe nella zona del Donbass al confine con la Russia, afferma la portavoce del Cremlino. Le truppe ammassate in quella zona hanno raggiunto la cifra di almeno 125 mila soldati, inoltre, secondo vari rapporti, nella regione sono state spostate anche molte armi pesanti. 

La portavoce del ministero ha anche osservato che le autorità ucraine non sono intenzionate a risolvere pacificamente il conflitto nel Donbass e che il Cremlino è seriamente preoccupato per il mancato rispetto degli accordi di Minsk. “Il fatto che Kiev tenti di smantellare il processo di Minsk e il rifiuto de facto di Kiev di non risolvere pacificamente il conflitto nel Donbass provocano grande preoccupazione”, ha detto Maria Zakharova.

Nelle sue dichiarazioni, Zakharova ha avvertito che, secondo i dati della Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina, le violazioni del regime di cessate il fuoco si sono verificate non solo a livello locale ma lungo tutta la linea di contatto. Nelle ultime settimane il loro numero in alcuni giorni ha superato i massimi registrati dal 22 luglio 2020, giorno in cui sono entrati in vigore gli ultimi accordi per rafforzare il regime di cessate il fuoco. Ha inoltre condannato la scelta della Nato di fornire armi all’Ucraina, definendo questa scelta come “un “approccio cinico” alla situazione del paese”.

Intanto Londra avrebbe deciso di inviare in Ucraina 600 militari a sostegno delle truppe ucraine. “L’Occidente deve capire che sta semplicemente diventando automaticamente complice di crimini contro la popolazione civile in Ucraina”, ha detto Zakharova commentando la decisione del Regno Unito.  

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto oggi che il governo ucraino “sta diventando sempre più insolente”. “Kiev sta diventando sempre più insolente, direi, con la sua aggressività verso gli accordi di Minsk, verso la Federazione Russa con i suoi tentativi di provocare l’Occidente sostenendo le sue aspirazioni militanti”.

Inoltre, il ministro degli Esteri russo ha annunciato che è prevista una conversazione telefonica tra i presidenti della Russia, Vladimir Putin, e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan che nell’occasione tratteranno anche la situazione in Ucraina. Lavrov ha ricordato che Erdogan ha recentemente annunciato di essere pronto ad agire come mediatore tra Mosca e Kiev. Il Cremlino, attraverso [l’addetto stampa presidenziale] Dmitry Peskov, ha reagito a questa dichiarazione , affermando che “non siamo una parte del conflitto”. A sua volta Zakharova ha commentato la proposta turca, osservando che non si parla di alcun ruolo di mediazione della Turchia nella risoluzione del conflitto nell’Ucraina orientale.

Ma le tensioni nell’Europa orientale ai confini con la Russia non si limitano solo alla questione ucraina. Infatti, come è noto, la Nato oltre a voler incorporare l’Ucraina nell’alleanza atlantica mira anche alla Bielorussia e per fare pressioni verso il governo di Lukashenko all’inizio di novembre, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha affermato che l’Alleanza Atlantica potrebbe spostare armi nucleari nei paesi dell’Europa orientale se la Germania rinunciasse al loro dispiegamento.

Tra i paesi in cui potrebbero essere spostate le armi nucleari della Nato figura anche la Polonia e per questo il Presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che il suo paese è pronto ad ospitare le armi nucleari russe sul suo territorio se ciò avvenisse.

“In questo caso proporrò a Putin di riportare le armi nucleari in Bielorussia”, ha detto Lukashenko. ieri in un’intervista con RIA Novosti.

“Prenderei questa affermazione come un avvertimento molto serio, che è dettato, prima di tutto, dalla politica sconsiderata perseguita dall’Occidente”, ha detto Lavrov ai deputati. 

Il capo della diplomazia russa ha inoltre affermato che la dichiarazione del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sulla possibilità di spostare armi nucleari nell’Europa orientale è “sconsiderata” e “mirata al conflitto”.

“E poi, quando questo non era stato ancora deciso, Stoltenberg ha detto che se la Germania non le avesse più volute, allora avrebbero spostato le armi nucleari ad est. Cos’altro si dovrebbe spiegare ai nostri colleghi occidentali, se non che questo tipo di, come dire, avventatezza, deve finire?”, ha proseguito Lavrov, aggiungendo che le parole di Stoltenberg sono aggressive, riporta Sputnik.

Parlando ai media oggi, il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha sottolineato che né la Nato né gli Stati Uniti sembrano preoccuparsi del fatto che alcuni membri, ufficialmente non nucleari, dell’alleanza siano in possesso di armi nucleari sul loro territorio. “…Questo viola il Trattato di non proliferazione, tuttavia, non sembra preoccupare nessuno alla Nato”, ha detto Ryabkov. 

Nel frattempo, continuano le speculazioni nei media occidentali sulla presunta concentrazione di forze militari russe al confine con l’Ucraina e sui piani per “invadere” il Paese, nonostante Mosca abbia ripetutamente negato tali accuse definendole “assurde”.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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