Bandiera cubana

NAUFRAGA UN BARCONE CON UNA VENTINA DI CUBANI CHE CERCAVANO DI EMIGRARE ILLEGALMENTE NEGLI USA  

 

Un barcone registrato negli Stati Uniti con a bordo una ventina di persone che stavano fuggendo da Cuba per dirigersi negli Stati Uniti è affondato davanti alle coste cubane ed al momento si registrano due deceduti.

Un barcone con a bordo una ventina di cubani che intendevano fuggire illegalmente dall’isola è affondato nella notte di ieri di fronte alle coste dell’isola a causa delle precarie condizioni dell’imbarcazione e della forza del mare. Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Interni cubano alle 21:30, ora locale, del 10 dicembre 2021, il Centro di coordinamento marittimo per la ricerca e il salvataggio delle truppe della guardia di frontiera ha ricevuto una richiesta di aiuto da una barca in pericolo nelle vicinanze della città di Santa Cruz del Norte, nella provincia di Mayabeque.

Unità di superficie delle truppe della guardia di frontiera con la partecipazione di una nave privata, hanno fornito assistenza ai naufraghi di un motoscafo semi affondato registrato con matricola FL 7176SU negli Stati Uniti, sovraccarico di persone, in condizioni idrometeorologiche avverse con il mare  forza tre.

A seguito dei soccorsi sono stati recuperati e salvati 2 minori, 7 donne e 14 uomini, tra cui due deceduti. Le forze di soccorso cubane continuano le ricerche di eventuali scomparsi lungo le coste dell’isola, con la partecipazione di unità navali e altre forze del Ministero dell’Interno. 

Ancora una volta i cittadini cubani sono vittime della politica del governo degli Stati Uniti, che incoraggia l’emigrazione irregolare, sfruttata dai trafficanti di esseri umani, che a scopo di lucro mettono a rischio la loro vita e causano la morte dei cittadini cubani, si legge nel comunicato del Ministero degli Interni di Cuba.

L’emigrazione irregolare da Cuba verso gli Stati Uniti è sempre stata incentivata dalle varie amministrazioni che si sono susseguite alla guida del paese nord americano fin dai primi giorni dopo il trionfo della rivoluzione. In più occasione i presidenti degli Stati Uniti dichiararono che occorreva avere un occhio di riguardo verso gli emigranti provenienti da Cuba.

Nel 1980 più di 10000 cubani entrarono nell’Ambasciata peruviana per chiedere un visto per poi raggiungere gli Stati Uniti. La situazione si fece critica ed il governo cubano decise di aprire il porto di Mariel a tutte quelle imbarcazioni che volessero imbarcare cubani desiderosi di emigrare negli Stati Uniti. Partirono più di 120 mila persone. Arrivati negli Stati Uniti questo fiume umano fu però definito dalla stampa come la peggiore immigrazione che abbia sofferto la nazione.

L’emigrazione rappresenterà da quel momento il più grande metodo di pressione verso il governo cubano. Furono firmati vari accordi per regolare e favorire un flusso migratorio legale ed ordinato. Nonostante ciò l’emigrazione illegale non cesserà perché di fatto questo flusso umano, per gli Stati Uniti, era necessario per attaccare la politica cubana allora come adesso. Numerosi furono i fatti violenti compiuti dai cubani in patria per tentare di rubare una imbarcazione per fuggire negli Stati Uniti.

La composizione sociale degli immigrati cubani negli Stati Uniti non differiva di molto da quella pre rivoluzionaria. La borghesia rappresentava solo l’uno per cento dei cubani americani, l’8 per cento era la piccola borghesia, il 30 per cento gli impiegati e il restante 60 per cento i salariati. Il 40 per cento di quest’ultimi ricopriva posti di lavoro di basso livello e mal pagati.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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