Il palazzo del Quirinale

CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA: MATTARELLA RESTA AL QUIRINALE 

 

Cambiare tutto per non cambiare nulla, sembra essere questa la sintesi che i grandi elettori incaricati di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica ci lasciano in eredità. 

Dopo sei giorni di fumate nere e nomi presentati e prontamente finiti nel tritacarne i grandi elettori avrebbero deciso di eleggere nuovamente Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Cambiare tutto per non cambiare nulla sembra davvero essere il prevedibile finale di questa elezione. Come avvenuto del resto nove anni fa quando la politica non fu in grado di scegliere un nuovo Presidente e fu eletto nuovamente Giorgio Napolitano anche questa volta si ripropone la stessa soluzione.

Morte della politica? Direi proprio di no in quanto la politica è morta oramai da anni. I personaggi che si aggirano nei palazzi della politica sono degli zombi che vagano senza una meta nei corridoi, rappresentano evidentemente solo se stessi e quei pochi eletti che per non perdere la propria poltrona si prestano a qualunque gioco. E non voglio essere qualunquista ma lo spettacolo che ci viene proposto non è certamente il più edificante.

Ci risiamo: la politica è incapace volontariamente o per insufficienza propria di scegliere e decidere chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica e si rifugia nuovamente. come accaduto nove anni fa, nell’elezione del Presidente uscente. Restano scottati da questa decisione praticamente tutti i partiti.

A destra dopo la improbabile candidatura di Silvio Berlusconi che unitariamente era stata appoggiata da tutti i partiti della coalizione non perché pensavano che potesse sfondare ma perché non potevano dirgli di no, hanno presentato dei possibili candidati cercando di farli passare per estranei alla loro area politica ma sono stati bocciati senza appello anche dai loro rappresentanti in Parlamento, vedi Casellati. Il centro sinistra che probabilmente, a differenza della destra, aveva da sempre creduto nella rielezione di Sergio Mattarella, ha dimostrato di  essere incapace di proporre un nome al colle dimostrando la sua pochezza politica.

Il Movimento 5 Stelle, diventato un’armata Brancaleone interessata solo alla prosecuzione della legislatura, non è pervenuto, come del resto sta facendo da tempo, se non ieri quando ha proposto a sorpresa, assieme a Matteo Salvini, riallacciando la vecchia amicizia, il nome dell’attuale capo dei servizi segreti Elisabetta Belloni. Nome benedetto poi in su Twitter anche da Beppe Grillo che ipotizzava, con l’ingresso dei 5 Stelle in Parlamento la sua apertura come una scatoletta di tonno. Candidatura questa che è durata solo il tempo di un fulmine.

E Mario Draghi che fine ha fatto? Caldamente richiesto a Palazzo Chigi per portare avanti le politiche liberiste richieste dall’Europa non si è spostato di un centimetro dalla sua posizione. Resterà a Palazzo Chigi scongiurando una probabile crisi di governo con lo spettro di nuove elezioni e la perdita del seggio per 400 parlamentari oltre alla pensione per quelli di prima nomina e continuerà ad incarnare la figura del migliore liberista che poteva essere messo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chi ha vinto? Ovviamente nessuno. Ha perso nuovamente la politica incapace anche questa volta di stare accanto alle reali necessità dei cittadini, capace solo di portare avanti gli interessi di coloro che sono stati eletti per rappresentarci. Ha perso Matteo Salvini che, per quanto ha affermato nei giorni scorsi, stava lavorando giorno e notte per trovare un candidato condiviso ma di area ovviamente di destra. Ha perso tutta la coalizione di destra che per giorni ci ha fatto credere di essere compatta nella scelta del nuovo Presidente della Repubblica. Ha perso il centrosinistra incapace di proporre almeno un nome dimostrando ancora una volta la sua inconsistenza politica e la sua fedeltà al governo di Mario Draghi che è ampiamente richiesto a Palazzo Chigi e non al Quirinale dagli investitori internazionali e dalle banche. Il Movimento 5 Stelle come detto non è proprio pervenuto nonostante le dichiarazioni di Giuseppe Conte che ha cercato di farci credere che il movimento non è morto.

I Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che aspira a sedersi sulla poltrona di Palazzo Chigi dopo la fine di questa legislatura, sono rimasti fuori dai giochi sul Quirinale egemonizzati a destra dall’attivismo, senza risultati, del socio di coalizione Salvini dimostrando che i giochi a destra sulla leadership sono ancora aperti.

In mezzo a questa desolazione molti commentatori ed alcuni leader politici hanno dichiarato che non è più possibile che in un paese come il nostro la classe politica non sia in grado di eleggere un Presidente della Repubblica evocando la necessità che questa carica venga eletta dal popolo. Viene richiesta una modifica costituzionale che trasformi la nostra Repubblica in una Repubblica Presidenziale dove il Capo dello Stato venga eletto direttamente dai cittadini ma ovviamente proposto dai partiti. Se questo fosse avvenuto in questa elezione ci saremmo trovati tra le scatole un’altra volta Berlusconi, sai che soddisfazione …  

Quindi Mattarella buona fortuna. E comunque vada sarà un successo.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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