Il presidente Ucraino Zelensky

ZELENSKY CHIEDE L’ADESIONE DELL’UCRAINA ALL’EUROPA MENTRE L’INVIO DI ARMAMENTI AL PAESE NON SI FERMA 

 

Il Presidente dell’Ucraina Zelensky firma la richiesta di adesione all’Unione Europea con procedura d’emergenza mentre continuano le sanzioni contro la Russia che si ritorceranno inevitabilmente contro noi europei.

Il Presidente dell’Ucraina Zelensky ha firmato la richiesta ufficiale per l’adesione del suo paese all’Unione Europea. Nella lettera si legge che l’ucraina, come stato europeo che rispetta i valori consacrati nell’articolo 2 del Trattato dell’Unione Europea, ha l’onore di sollecitare l’ingresso nell’UE in conformità con l’articolo 49 del Trattato dell’Unione Europea. Alcune ore prima Zelensky aveva chiesto a Bruxelles l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea con procedimento speciale. Da parte sua il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha affermato che sull’adesione dell’Ucraina tra i membri esistono pareri diversi.

Intanto le forniture belliche all’Ucraina continuano speditamente. E’ notizia di ieri che l’Europa. per la prima volta nella sua storia, ha deciso di finanziare con 450 milioni di Euro, per la gioia dell’industria bellica, l’acquisto di armi da consegnare all’Ucraina. Oggi Borrell ha inoltre dichiarato che l’Unione Europea è pronta a consegnare anche dei velivoli militari, più precisamente dei caccia. Molte nazioni europee tra i quali Paesi Bassi e Germania stanno preparando invii di armi al paese centroeuropeo e la Polonia diventerà il centro di smistamento degli armamenti. 

In questo quadro  le sanzioni verso la Russia marciano spedite. Dopo la chiusura dello spazio aereo europeo a tutti i voli provenienti dalla Russia il Cremlino, per ritorsione, ha chiuso il suo spazio aereo ad oltre trenta  paesi tra cui figurano tutti i membri dell’Unione Europea e il Canada ed il Regno Unito. Quest’ultimo prepara sanzioni contro la banca russa Sberbank.

Ma le tanto sollecitate sanzioni imposte alla Russia avranno un impatto notevole sulla vita di tutti i cittadini europei. Per far fronte a queste conseguenze che nel settore energetico saranno molto forti il Cancelliere tedesco Scholz ha dichiarato che inizierà, con procedura d’urgenza, la costruzione in Germania di due nuovi terminali per la degassificazione del gas liquefatto. Tra le sanzioni approvate ricordiamo anche la sospensione della certificazione del gasdotto Nord Stream 2 che doveva portare il gas direttamente dalla Russia alla Germania. Gasdotto questo madre di tutte le controversie adesso in atto.

Sulla dichiarazione di Scholz riguardo alla costruzione di due nuovi terminali per la degassificazione il Presidente serbo ha affermato che l’Europa non potrà fare a meno del gas russo che non potrà essere sostituito da quello liquefatto che arriverà attraverso i trasporti marittimi.

In tal senso, come era ovvio e prevedibile visto l’interesse degli Stati Uniti a vendere in Europa il loro gas liquefatto, il Presidente statunitense Joe Biden ha rassicurato gli alleati europei affermando che il suo paese è pronto, guarda caso, a fornire tutto il gas necessario a sostituire quello russo. Infatti da quando negli Stati Uniti si è iniziato ad usare la frantumazione idraulica per estrarre il petrolio dalle rocce il paese nordamericano è diventato un grande esportatore di gas, anche questo ottenuto con questa devastante tecnica.

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha affermato che le sanzioni avranno un impatto sulle vite degli europei ma per la libertà bisogna avere pazienza. A me non hanno chiesto nulla, forse ero assente quando hanno fatto l’appello.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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