Gli aiuti russi al tempo della crisi pandemica

“COMO CAMBIAN LOS TIEMPOS VENANCIO” 

 

Per i più smemorati, in mezzo a questa crisi che getta tutte le responsabilità sulla Russia, voglio ricordare che nei momenti difficili Putin è venuto in soccorso del nostro paese e noi adesso come ricompensa  abbiamo deciso di fornire armi all’Ucraina diventando indirettamente un paese belligerante.

“Como cambian los tiempos Venancio”, cantava la Vieja Trova Santiaguera in una nota canzone cubana, e non mi viene niente di meglio in mente per rappresentare la posizione della nostra povera Repubblica in merito alla crisi ucraina.

Per i più smemorati voglio ricordare che proprio due anni fa, in mezzo alla pandemia, la Russia del dittatore Putin inviava una cospicua quantità di aiuti e medici al nostro paese in palese difficoltà nella lotta contro la pandemia da Covid 19. Ma la memoria degli italiani e dei nostri governi come è risaputo da tempo è molto corta. Oggi aderiamo all’appello degli Stati Uniti e per ricompensare l’aiuto alla Russia aderiamo in pieno alle numerose sanzioni applicate al Cremlino, dimenticando come era ovvio che la guerra era iniziata otto anni fa e non il 24 febbraio, ed oltretutto inviamo pure armi per sostenere la discutibile resistenza degli ucraini diventando a nostra volta un paese belligerante.

Ricorda l’amico Andrea Genovali in un post pubblicato su Facebook alcuni giorni fa che “Esattamente 2 anni fa la Russia del ‘feroce dittatore Putin’ si mobilitava in favore del popolo italiano assediato dal Covid e isolato a livello internazionale. 

La missione di solidarietà venne chiamata ‘Dalla Russia con Amore’ e portò nel nostro Paese personale medico, laboratori mobili, mezzi speciali. Ben 9 jet partirono da Mosca ricolmi di preziosissimo materiale medico sanitario all’avanguardia e ci vennero donate 10 milioni di mascherine di cui eravamo completamente sprovvisti. In prima fila a ringraziare col cappello in mano c’era un certo Luigi Di Maio, lo stesso che oggi dice che Putin è peggio di un animale. 

Volete sapere quanti aiuti ci fornirono i nostri preziosi amici USA e gli altri Paesi della Nato? ZERO. La Russia è un paese amico che non ha mai commesso la minima ostilità nei confronti dell’Italia, ma anzi ci è stata vicino nei momenti peggiori. 

Come ringraziamento oggi spediamo le armi ai suoi nemici e applichiamo vergognose sanzioni che danneggeranno innanzitutto la nostra economia e soprattutto il nostro portafoglio”.

L’allora Presidente degli Stati Uniti Donald Trump venuto a conoscenza del fatto che la Russia ci aveva inviato aiuti per combattere la pandemia decise di stanziare 100 milioni di dollari per il nostro paese ma questi soldi nessuno li ha visti.

Questa storia di infinita riconoscenza mi fa tornare alla mente ciò che era accaduto lo scorso anno in questi giorni quando durante la sessione della Commissione dei Diritti Umani a Ginevra, dove si discuteva la proposta di sospendere le sanzioni alle nazioni che le subiscono durante il periodo della pandemia, il nostro paese votò contro. Il risultato avrebbe coinvolto anche Cuba che aveva, nonostante il decennale blocco statunitense, deciso di inviare una brigata medica in Lombardia l’anno precedente, ovvero nel 2020, per aiutare la sanità della regione in pieno marasma.

Anche in quella occasione il nostro paese, per rispettare le direttive impartite da oltre oceano, votò contro la sospensione delle sanzioni dimostrando una infinita riconoscenza al popolo cubano. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, quello che definisce oggi Putin un animale, durante una audizione congiunta delle due Camere, in evidente difficoltà, affermò che il blocco economico, commerciale e finanziario a cui Cuba in maniera unilaterale è sottoposta dagli Stati Uniti non è una sanzione. All’epoca feci notare che in effetti il blocco è un regalo che i nostri amici statunitensi hanno fatto all’isola rebelde per aver deciso di essere uno stato sovrano e socialista.

Tornando alla riconoscenza espressa in questi giorni alla Russia i più smaliziati potrebbero dire che i russi due anni fa erano arrivati in Italia per spiare il nostro paese e non per aiutarlo, ma niente ha dimostrato questa fantasiosa ed irreale supposizione.

Il nostro governo se fosse davvero sovrano e non rappresentasse invece un’appendice nel mar Mediterraneo degli Stati Uniti avrebbe potuto condannare l’intervento militare russo in Ucraina ma restare neutrale senza appoggiare le richieste sanzionatorie e militari degli Stati Uniti e della Nato. Tutte misure che pagheremo noi: a chi guadagna milioni di Euro all’anno poca importa se aumenta il gas e la benzina, tanto loro i soldi per pagare ce li hanno. Noi no.

Mi domando se il comportamento del nostro governo deriva dalla  memoria corta dei nostri governanti o se la memoria corta deriva dalla necessità di non contraddire mai lo Zio Sam. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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