Julian Assange

LIBERTA’ DI STAMPA: L’ESTRADIZIONE DI ASSANGE NEGLI STATI UNITI SI AVVICINA PERICOLOSAMENTE 

 

Per Julian Assange si avvicina l’estradizione negli Stati Uniti, infatti l’Alta Corte del Regno Unito ha respinto la richiesta di Julian Assange di presentare ricorso contro la sentenza che autorizza la sua estradizione.

Lunedì l’Alta Corte del Regno Unito ha respinto la richiesta di Julian Assange di presentare ricorso contro la decisione di estradarlo negli Stati Uniti, dove il co-fondatore di WikiLeaks è accusato di spionaggio.  Adesso tocca al ministro dell’Interno, Priti Patel, autorizzare l’estradizione, riporta RT.

La Suprema Corte del Regno Unito non ha ancora reso pubblica la propria motivazione in merito.  La decisione è stata anticipata da WikiLeaks e dalla fidanzata di Assange, Stella Moris, sui social.

Assange ha presentato un ricorso in appello nel dicembre 2021, sostenendo che le garanzie statunitensi di non tenerlo in isolamento o sottoporlo a torture psicologiche erano inaffidabili, e ciò ha motivato citando Amnesty International. L’Alta Corte di Londra ha accettato il suo ricorso a gennaio, ma gli ha negato il permesso per un appello diretto, il che significa che l’Alta Corte ha dovuto decidere se esaminare o meno il suo caso.

Il 10 dicembre l’Alta Corte di Londra aveva sentenziato dando il via libera all’estradizione del fondatore di WikiLeaks, rilevando di essere soddisfatta delle garanzie offerte dalla parte statunitense. Ovvero l’Alta Corte nella sentenza aveva rilevato che le garanzie offerte dagli Stati Uniti di non sottoporre Julian Assange a un regime duro, noto come misure amministrative speciali, quando sarà in custodia negli Stati Uniti erano sufficienti.

 

Assange è accusato negli Stati Uniti di aver pubblicato centinaia di migliaia di pagine di documenti militari segreti e cablogrammi diplomatici riservati sulle attività del paese nordamericano nelle guerre in Iraq e Afghanistan, che sono stati diffusi dal suo portale di informazione WikiLeaks.  Le accuse contro di lui comportano una pena massima di 175 anni di reclusione.

L’estradizione negli Stati Uniti del fondatore di WikiLeaks dopo la sentenza di oggi si avvicina pericolosamente: sarà giudicato nel paese che fa del rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa la sua bandiera. Bandiera che però sventola solo quando il vento soffia da una parte e invece quando soffia dall’altra parte condanna senza appello chiunque tiri fuori la bandiera.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.