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L’UNIONE EUROPEA NON PAGHERA’ IL GAS RUSSO IN RUBLI 

 

La decisione del Presidente russo Putin di far pagare il gas in rubli ha fatto rivalutare la moneta russa nei confronti del dollaro mentre dai paesi del G7 arriva la notizia che non accetteranno di pagare il gas in Rubli.

La valuta nazionale russa si è rafforzata questo lunedì rispetto al dollaro, che ha subito un calo nel mercato azionario di Mosca, dove è arrivata a scambiare al di sotto dei 90 rubli.

In apertura di seduta la valuta statunitense è stata pagata a 96 rubli, toccando un massimo di 96,5, per poi mostrare un andamento al ribasso, con oscillazioni comprese tra 93 e 94 rubli, per poi assestarsi intorno ai 90 rubli. Alle 17:30 (ora locale), il dollaro ha raggiunto 89,85 rubli, scendendo sotto i 90 rubli per la prima volta dal 1 marzo. Venerdì scorso il tasso di cambio medio del dollaro in Russia è stato di 95 rubli, con quotazioni minime di 92 e massime superiori a 99 dollari, riporta RT.

La decisione di Putin di accettare solo rubli in cambio del suo gas dai paesi considerati ostili ha portato i paesi del G7  a dichiarare che non pagheranno il gas nella moneta russa perché, secondo loro, i contratti sono stati stipulati in Euro. 

A tale proposito il il Vice Cancelliere e e Ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha affermato  che i paesi del G7 hanno deciso che non pagheranno il gas in rubli. Ha inoltre affermato che tutti i Ministri sono d’accordo a non pagare il gas in rubli perché si tratterebbe di una palese violazione dei contratti sottoscritti.

Il politico tedesco ha inoltre affermato che l’Unione Europea sarà preparata a qualunque scenario nel caso la Russia decidesse di interrompere la somministrazione del gas per il mancato pagamento in rubli. Da parte sua il portavoce del Cremlino Dimitri Pescov alcune ore prima aveva dichiarato che se l’Unione Europea non pagherà il gas in rubli la  Russia non lo somministrerà gratuitamente. 

Nel mezzo di questa crisi energetica l’accordo che la settimana scorsa è stato fatto con gli Stati Uniti per l’acquisto di gas liquefatto preoccupa molto le associazioni ambientaliste che temono che possa far aumentare gli investimenti nei combustibili fossili a discapito delle energie rinnovabili.

Come è noto i combustibili fossili sono la principale causa del riscaldamento dell’atmosfera. Giustamente le associazioni ambientaliste sono molto preoccupate dalla crisi ucraina perché vedono in questa un aumento dell’uso del gas e del petrolio. In concreto temono che gli Stati Uniti per provvedere alla somministrazione di gas all’Europa dirottino parte degli investimenti dalle energie rinnovabili verso la costruzione di stazioni di gassificazione. Infatti il governo statunitense sembra intenzionato a perseguire questa strada visto che ha dato altre sei concessioni per la costruzione di terminal di carico del gas nel sud degli Stati Uniti, nel Golfo del Messico.

Infine da notare la dichiarazione del Ministro dell’Energia del Qatar, un grande produttore di gas, che ha affermato che sarà molto difficile per l’Europa sostituire il gas russo.

 

Andrea Puccio – www.occhisulondo.info

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