Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla

GLI STATI UNITI CHIEDONO UN’EMIGRAZIONE CUBANA LEGALE MA NON CONCEDONO VISTI

 

L’emigrazione dei cubani negli Stati Uniti viene ancora una volta usata come forma di pressione dall’amministrazione di Joe Biden nei confronti del governo di L’Avana.

Il governo statunitense, nel suo costante e mai ininterrotto desiderio di sovvertire il governo cubano, ha usato l’emigrazione come una leva politica dal trionfo della rivoluzione in poi.

Sono trascorsi oramai più di sessanta anni dal trionfo della rivoluzione ma gli intenti statunitensi non sono cambiati: nelle ultime settimane l’amministrazione statunitense ha intensificato gli attacchi a Cuba usando come pretesto l’emigrazione. Hanno sollecitato gli abitanti dell’isola a non abbandonarla per vie illegale ma in modo legale. Infatti in alcuni messaggi apparsi su Twitter l’ambasciata statunitense di L’Avana esorta i cubani ad usare le vie legali per emigrare da Cuba.

Nei messaggi apparsi sul social però non si fa menzione del fatto che l’ambasciata statunitense sull’isola non rilascia visti e quindi bisogna domandarsi come un cubano dovrebbe fare per usare le vie legali e non affidarsi a dubbi personaggi che si incaricano, in modo illegale, di far arrivare i malcapitati negli Stati Uniti.

A tale proposito Bruno Rodríguez Parrilla, membro dell’Ufficio Politico e Ministro degli Affari Esteri di Cuba, ha ribadito la sua denuncia sul social network Twitter al governo degli Stati Uniti per aver stimolato l’emigrazione cubana irregolare.

Ha affermato che gli Stati Uniti non rispettano il loro obbligo legale di concedere non meno di 20.000 visti all’anno, impongono l’onere del brutale blocco economico e fanno pressioni sui governi della regione affinché richiedano visti di transito per migranti e viaggiatori cubani.

Infatti secondo le leggi approvate bilateralmente gli Stati Uniti dovrebbero concedere ogni anno almeno 20 mila visti regolari ai cubani, ma questa cifra non è mai stata rispettata. Inoltre, come sottolinea Rodriguez, i cubani si trovano costretti a recarsi presso l’ambasciata statunitensi in Guyana per richiedere un visto dato che la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti sull’isola è praticamente inattiva dal 2017 per decisione dell’allora Presidente Donald Trump a seguito dei fantomatici attacchi sonici ai suoi diplomatici.

“Da settimane gli Stati Uniti esercitano pressioni sui governi della regione affinché agiscano contro i viaggiatori cubani, in un cinico sforzo di chiudere le porte all’emigrazione che hanno stimolato per decenni”, ha aggiunto il ministro degli Esteri dell’isola.

Il governo di Panama ha recentemente introdotto la necessità di un visto per i passeggeri cubani in transito presso i suoi aeroporti complicando notevolmente i viaggi dei.

Inoltre vengono pubblicate sui social network notizie del tutto false da gruppi che usano internet per fare pressioni sul governo dell’isola. Nelle ultime settimane ha girato con insistenza la notizia falsa che lo stato cubano non avrebbe concesso più passaporti ai cittadini con meno di 40 anni.

Il motivo di questa decisione, secondo quanto apparso sui social. era che lo stato cubano non voleva privarsi dei giovani e quindi non avrebbe rilasciato passaporti a persone con meno di 40 anni. Notizia smentita categoricamente dalle autorità cubane che hanno esortato i cubani a non fidarsi di quanto pubblicato indebitamente su internet ed ad informarsi presso le autorità migratorie.

Insomma da una parte, grazie alle solite fanfare, gli Stati Uniti incitano i cubani ad abbandonare uno stato fallito ed incapace di risolvere i problemi dei propri cittadini e dall’altra però non concede visti di ingresso legali alimentando così l’emigrazione illegale con tutti i rischi che comporta.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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