Missili Himars

DONETSK ANCORA SOTTO I BOMBARDAMENTI MENTRE A STAKHANOV È STATO COLPITO UN OSPEDALE DAGLI UCRAINI 

 

L’esercito ucraino ha bombardato un ospedale nella provincia di Lugansk provocando morti e feriti tra i civili mentre i russi hanno distrutto un obice di fabbricazione statunitense usato per colpire la centrale nucleare di Zaporiyia.

Ieri un ospedale nella città di Stakhanov, nella provincia di Lugansk, è stato bombardato dall’esercito ucraino. Secondo quanto riferito dal capo del Centro di gestione della difesa russo, il colonnello generale Mikhail Mizintsev, l’esercito ucraino ha bombardato l’ospedale con missili HIMARS di fabbricazione statunitensi provocando tre morti e sette feriti tra i civili.

“Il 26 agosto, unità della 27a brigata di artiglieria delle forze armate ucraine hanno effettuato attacchi a un ospedale nella città di Stakhanov, nella Repubblica popolare di Lugansk, con sistemi di lancio multimissile HIMARS statunitensi. Come risultato di questi attacchi missilistici, l’edificio ha subito gravi danni e secondo i rapporti preliminari, tre persone sono morte, sette sono rimaste gravemente ferite”, ha detto Mizintev.

Ha spiegato che i comandanti delle unità ucraine che hanno emesso “l’ordine criminale sapevano in anticipo che l’obiettivo scelto era un centro medico civile attivo (contrassegnato da croci rosse su sfondo bianco)”. Pertanto, Mizintev ha invitato le Nazioni Unite, l’OMC, la Croce Rossa e altre organizzazioni internazionali a condannare le azioni delle autorità di Kiev e ad adottare immediatamente misure per prevenire attacchi alle strutture mediche.

Il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver distrutto l’obice M777 utilizzato dall’esercito ucraino per bombardare la centrale nucleare di Zaporiyia dallaregione di Dnepropetrovsk.

“Il bombardamento della centrale nucleare da parte dell’artiglieria ucraina è stato effettuato dall’area della città di Marganets nella regione di Dnepropetrovsk. Nel corso del combattimento, un obice americano M777 è stato rilevato e distrutto nell’area”, ha detto Igor Konashénkov, portavoce del ministero. Inoltre, le forze armate russe hanno distrutto un magazzino di munizioni ucraino con missili per i sistemi HIMARS.

Secondo il ministero russo, le forze ucraine hanno sparato 17 proiettili contro l’impianto. Quattro di loro sarebbero impattati sul tetto dell’edificio speciale numero uno, dove sono immagazzinati 168 bidoni con combustibile nucleare, altri 10 sono esplosi a 30 metri dall’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito, mentre tre hanno colpito vicino al padiglione speciale due, dove si trovano l’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare fresco e l’impianto di stoccaggio dei rifiuti radioattivi solidi.

Secondo il portavoce dell’amministrazione regionale, Vladimir Rogov, la quinta e la sesta unità della centrale nucleare di Zaporiyia generano energia che è  fornita su entrambi i lati del fiume Dnepr.

“La quinta e la sesta unità di potenza sono in funzione. Non lavorano a pieno regime. L’elettricità viene fornita su entrambi i lati del fiume Dnepr”, ha detto Rógov. Cioè, l’offerta raggiunge sia il territorio controllato da Kiev, sulla riva destra, sia i territori liberati, sulla riva sinistra.

Intanto nella provincia di Donetsk il suo capoluogo, Donetsk, continua ad essere bersaglio giornaliero per l’artiglieria ucraina. Anche questa mattina i colpi sparati a casaccio dall’esercito ucraino hanno colpito strutture civili. 

Sara Reginella, sul suo canale Telegram, scrive che “Questa mattina alle 5:30 siamo stati svegliati da fortissimi boati. A Donetsk sono stati colpiti il tetto dell’istituto DonNTU e la facciata dell’hotel Park-Inn. Dopo il Donbass Palace e il Central Hotel, questo è il terzo albergo colpito in cui vivono i giornalisti. Dunque, le armi fornite dalla Nato vengono usate contro infrastrutture civili”.

Nei giorni scorsi sempre a Donetsk è stato colpito il centro commerciale Galactica, il più grande della città. A seguito dell’attacco il centro commerciale è andato a fuoco e solo miracolosamente non ci sono state vittime. 

Sara Reginella continua il suo racconto dal fronte affermando che “ Qui a Donetsk, la città viene colpita con le armi fornite dall’Occidente. Siamo sul fronte, e nonostante i boati a poca distanza, la gente per strada cammina a testa alta.

‘Perché vi colpiscono?, chiedo a una donna che mi mostra dall’esterno il suo appartamento ferito, in pieno centro.’ Perché resistiamo’, risponde. ’Che ne pensa del fatto che siano arrivati i Russi?’, le chiedo. ‘Ci difendono, Dio li benedica’, risponde.

Una ragazza dalle sopracciglia fucsia, accanto a me nella corriera, mi spiega che i suoi figli non sanno cosa sia una vita normale: ‘Conoscono soltanto la guerra’. ‘Perché non ve ne andate?’ ,le chiedo, ‘Perché questa è la nostra terra’, risponde orgogliosa.

Negli uffici pubblici i sacchi di sabbia fanno da barricate all’ingresso. Sui muri la foto del presidente Pushlin, a capo della DNR, quella dell’ex presidente Zacharchenko, ucciso nel 2016, e quella del presidente Putin”.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *