TENTANO DI UCCIDERE LA VICE PRESIDENTE DELL’ARGENTINA CRISTINA FERNÁNDEZ DE KIRCHNER

TENTANO DI UCCIDERE LA VICE PRESIDENTE DELL’ARGENTINA CRISTINA FERNÁNDEZ DE KIRCHNER

 

La vicepresidente argentina Cristina Fernández de Kirchner ha subito un tentato omicidio giovedì sera  quando un uomo armato ha cercato di sparargli.

Il tentativo di omicidio è avvenuto intorno alle 21.00, ora locale,, quando la ex presidente stava rientrando nella sua casa , situata nel quartiere di Recoleta, a Buenos Aires. L’uomo si è mescolato nella folla in attesa dell’arrivo di Cristina Fernández per salutarla. Quando era a pochi centimetri, ha estratto la  pistola ed ha  cercato di puntarla all’altezza della sua testa, ma non è riuscito a sparare grazie all’intervento  dei custodi, il sospetto è stato arrestato ed è stato trasferito su un cellulare della polizia federale in una stazione della polizia..

Dopo l’episodio, una delle militanti che hanno assistito al fatto ha raccontato quello che è successo al giornale La Nación: “Eravamo contenti di vedere la nostra leader quando di colpo c’è stato un tumulto. Stavamo facendo un cordone di protezione con i compagni e improvvisamente, senza dire una parola, l’uomo si è avvicinato a Cristina. Lui gli ha messo il revolver davanti alla testa. Cristina si è chinata e diversi, tra militanti e custodi lo hanno preso”, ha detto. 

L’arma usata dall’attentatore è stata ritrovata a diversi metri di distanza e secondo La Nación che cita fonti governative, si tratta di una pistola Bersa calibro 380 che conteneva cinque proiettili nel caricatore.

Secondo il ministro della sicurezza, Aníbal Fernández, il detenuto è una persona di nazionalità brasiliana, con residenza in Argentina e con precedenti penali per possesso di armi non convenzionali, risalenti al 17 marzo 2021. Il suo nome è Fernando Andrés Sabag Montiel, e ha 35 anni.

Il tentativo di omicidio della vice presidente è stato registrato dalle telecamere dei numerosi giornalisti presenti sul luogo dell’attentato 

Molte sono state le reazioni sia in patria che all’estero al tentativo di omicidio di Cristina Fernández de Kirchner. La prima reazione ufficiale al tentativo di attentato è arrivata dal ministro dell’economia, Sergio Massa, che  attraverso il suo account Twitter ha condannato l’attacco.

Il presidente argentino, Alberto Fernández, ha condannato il tentativo di omicidio della vice presidente ed ha qualificato il fatto come “l’evento più grave che sia mai accaduto” da quando il paese ha recuperato la democrazia, 39 anni fa.

“Questo fatto è di enorme gravità, è il più grave che sia successo da quando abbiamo recuperato la nostra democrazia”, ha dichiarato il presidente. Ha aggiunto che “Cristina rimane in vita perché, per una ragione non ancora confermata tecnicamente, l’arma che aveva cinque proiettili, non ha sparato nonostante sia stata innescata”.

Alberto Fernández ha anche affermato che nelle ultime ore ha contattato il giudice che sta indagando su ciò che è successo, per chiedergli “di chiarire le responsabilità e i fatti”.

“Questo attentato”, ha detto Fernández, ” merita il più energico ripudio di tutta la società argentina, di tutti i settori politici e di tutti gli uomini e le donne della repubblica, perché questi fatti influenzano la nostra democrazia. Siamo obbligati a recuperare la convivenza democratica che è stata rotta dal discorso dell’odio che si è diffuso da diversi spazi politici, giudiziari e mediatici della società argentina”.

Infine, il capo di stato ha considerato il fatto di una gravità istituzionale e umana “estrema”, aggiungendo che la pace sociale è stata alterata: “Possiamo dissentire, possiamo avere profondi disaccordi, ma in una società democratica i discorsi che promuovono l’odio non possono avere luogo perché generano violenza e non c’è alcuna possibilità che la violenza conviva con la democrazia”.

“Quando l’odio e la violenza si impongono sul dibattito sulle idee, distruggono le società e si generano situazioni come quella di oggi: un tentativo di magnicidio”, ha scritto l’ex presidente della Camera dei Deputati. Ha anche inviato la sua “solidarietà” a Cristina Fernández e alla sua famiglia e ha chiesto un rapido chiarimento di ciò che è successo.

Successivamente, Mauricio Macri, che è stato presidente dell’Argentina tra il 2015 e il 2019, ha parlato di ciò che è successo: “Il mio assoluto ripudio dell’attacco subito da Cristina Kirchner che fortunatamente non ha avuto conseguenze per il vicepresidente”, ha scritto sullo stesso social network. “Questo fatto molto grave richiede un immediato e profondo chiarimento da parte della giustizia e delle forze di sicurezza”, ha aggiunto.

“In questi giorni sentiamo parole di odio e irrazionalità. Non sono neutrali. Incoraggiano qualsiasi grado di violenza. È appena successa la cosa più grave che si potesse immaginare: hanno attaccato la vita della vicepresidente”, ha twittato Felipe Solá, ex ministro degli esteri argentino.

Da parte sua, Horacio Rodríguez Larreta, attuale capo del governo della città autonoma di Buenos Aires, ha espresso la sua solidarietà a Cristina Kirchner e ha ripudiato l’attacco. “La giustizia deve agire rapidamente per chiarire i fatti”, ha detto.

A livello internazionale, anche l’ex presidente boliviano Evo Morales ha fatto riferimento a quanto accaduto ed ha condannato l’aggressione: “La Patria Grande è con te sorella. La destra criminale e servile all’imperialismo non passerà. Il popolo libero e degno dell’Argentina la sconfiggerà”, ha detto dal suo account Twitter.

“Ripudiamo con forza l’attacco alla vita della sorella Cristina Fernández, vicepresidente dell’Argentina”, ha detto il presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia Luis Arce. “Inviamo tutto il nostro sostegno, a lei, alla sua famiglia, al governo e al popolo argentino”, ha aggiunto.

“Da Cuba, costernati dal tentativo di omicidio di Cristina Fernández, abbiamo trasferito tutta la nostra solidarietà alla vicepresidente, al governo e al popolo argentino”, ha twittato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel.

Dal Venezuela Nicolás Maduro ha pubblicato un messaggio subito dopo quanto è successo: “Ripudiamo vigorosamente questa azione che cerca di destabilizzare la pace del fratello popolo argentino. La Patria Grande è con te compagna!”. 

Da parte sua il presidente cileno Gabriel Boric ha dichiarato che il tentativo di omicidio della vicepresidente argentina “merita il ripudio e la condanna di tutto il continente”. “La mia solidarietà a lei, al governo ed al popolo argentino. La strada sarà sempre il dibattito di idee e il dialogo, mai le armi o la violenza”, ha twittato.

L’ex presidente del Brasile tra il 2003 e il 2013, Luiz Inácio Lula da Silva, ha affermato che “grazie a Dio” la vicepresidente dell’Argentina è uscita illesa dall’attacco perpetrato da un “criminale fascista”. Allo stesso modo, ha chiesto che sull’autore di esso cada tutto il peso della legge.

Marc R. Stanley, attuale ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina, ha assicurato che sono sollevati di sapere che Cristina Kirchner sta bene. “Gli Stati Uniti si uniscono all’Argentina e a tutte le persone pacifiche nel rifiuto della violenza, dell’estremismo e dell’odio ovunque”, ha scritto il diplomatico sul suo account ufficiale di Twitter.

Il Senato argentino ha ripudiato quanto avvenuto e ha chiesto di chiarire le circostanze del tentativo di omicidio della politica.

“Il Senato della Nazione ripudia energicamente   il tentativo di magnicidio contro la vicepresidente Cristina Fernández de Kirchner”, ha twittato il senatore Pablo Daniel Blanco. “Inoltre manifestiamo la nostra assoluta solidarietà con la signora vicepresidente e la sua famiglia. E chiediamo il rapido e completo chiarimento di questo fatto pietoso”, conclude il messaggio.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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