Ursula Von Der Leien

UN ALTRA DOCCIA FREDDA PER LE NOSTRE FORNITURE ENERGETICHE 

 

La Francia non fornirà più energia all’Italia e l’Algeria si trova impossibilitata ad aumentare le forniture di gas: un bel colpo per le nostre forniture energetiche.

Dopo che i fornitori statunitensi avevano dichiarato di non poter aumentare i volumi di estrazione di petrolio e gas con il metodo del fraching arriva un altra doccia fredda per il nostro approvvigionamento di risorse energetiche. Infatti due nostri importanti fornitori, la Francia e l’Algeria, hanno dichiarato di essere in difficoltà con le loro forniture.

I cugini di oltre alpe con un comunicato emesso dal colosso energetico EDF hanno dichiarato che per i prossimi due anni non saranno in grado di fornire energia elettrica al nostro paese a causa dei numerosi problemi riscontrati nelle loro centrali nucleari. Varie delle centrali francesi sono infatti spente per problemi tecnici e non sono in grado di vendere energia all’estero. Dalla Francia acquistavamo il 5 per cento della nostra energia elettrica.

Dall’altra parte del Mediterraneo, in Algeria, nostro importante fornitore di gas arriva la notizia, anticipata da noi alcune settimane fa, che non sono in grado di aumentare le forniture di gas. Nonostante le roboanti comunicazioni mediatiche, seguite al viaggio del nostro Presidente del Consiglio Draghi con l’Amministratore Delegato dell’Eni Delscalzi, in cui veniva annunciata la firma di contratti per ulteriori forniture di gas  che avevano riempito i media la situazione energetica algerina è ben diversa da quella dipinta in quei comunicati.

L’Algeria, secondo quanto affermato dai due viaggiatori, avrebbe dovuto fornirci quest’anno 3 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi ed il prossimo anno ben 6 miliardi. Ma sfortunatamente per il nostro paese l’Algeria sembra non essere in grado di aumentare le sue quote di esportazione quindi con molta probabilità non potremmo ricevere queste ulteriori forniture di gas a meno che il paese nord africano non rinunci ad inviare il suo prezioso gas ad altri suo clienti come la Spagna. Infatti il paese iberico riceve dall’Algeria quasi il 40 per cento del suo fabbisogno gassifero.

Quindi riassumendo: la Francia non ci fornirà energia elettrica, l’Algeria non ci fornirà ulteriore gas per sostituire quello proveniente dalla Russia ed i nostri amici statunitensi non sembrano in grado, con il loro gas liquefatto, di sostituire, come invece sosteneva alcuni mesi fa Joe Biden durante l’incontro con la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leien, il gas proveniente dalla Russia. In questo panorama che potrebbe diventare drammatico nei prossimi mesi invernali i nostri politici impegnati in questi giorni a chiudere la campagna elettorale continuano a predicare la necessità di rinunciare al gas russo per colpirne l’economia.

Come al solito la nostra classe politica, che deve la sola  sua esistenza al rispetto di quanto deciso da Washington, è ancora una volta distante anni luce dalla realtà. Una nota a margine di quanto scritto fino ad ora è che questa situazione mette a rischio la tanto sbandierata, e mai messa in atto, transizione ecologica tanto cara al nostro Ministro Cingolani.

Infatti non bisogna essere scienziati per capire che se per sopperire alle mancanze energetiche i governi europei hanno deciso di riaprire le inquinanti centrali a carbone la transizione ecologica va a farsi fottere. Ricordo solo che secondo il programma europeo bisognerebbe ridurre le emissione di anidride carbonica del 55 per cento entro il 2030, data questa che si allontana drammaticamente. Forse in tutta questa storia ci siamo schierati dalla parte sbagliata, oppure avremmo potuto non schierarci da nessuna parte, ma non l’abbiamo fatto per far piacere all’amministrazione di Joe Biden rinunciando per l’ennesima volta ai nostri interessi.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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