Mohammed Bin SalmanMohammed Bin Salman

AGLI STATI UNITI NON PIACE IL RIAVVICINAMENTO TRA RIAD E TEHERAN 

 

L’Arabia Saudita e l’Iran, nemici per anni, grazie alla mediazione cinese alcuni giorni fa hanno annunciato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche, ma come c’era da aspettarselo alla Casa Bianca hanno preso la notizia come un pugno di sabbia negli occhi.

Dopo l’annuncio della riapertura delle loro ambasciate il Responsabile Della Cia William Burns ha visitato Riad ed ha manifestato il suo disappunto per la decisione dei due governi di riallacciare le relazioni diplomatiche.

Non bisogna essere degli esperti strateghi politici per comprendere che il riavvicinamento tra Riad e Teheran va contro gli interessi degli Stati Uniti, infatti le tensioni tra i due paesi sono state usate dalla Casa Bianca per tenere sotto pressione uno dei suoi tanti nemici, questo nel medio oriente,  ovvero l’Iran che grazie all’Arabia Saudita veniva tenuto sotto pressione. Il riavvicinamento dei due paesi ha distrutto in un colpo solo le politiche statunitensi previste per questa regione ed attuate per decenni.

“Burns è andato in Arabia Saudita dove ha incontrato i colleghi dell’intelligence e i leader del Paese su questioni di reciproco interesse”, ha dichiarato un funzionario statunitense alla CNN.

Secondo il media William Burns avrebbe espresso il suo dispiacere per il ristabilimento delle relazioni tra Arabia Saudita e Iran con la mediazione cinese, ha inoltre espresso parere negativo anche riguardo le relazioni tra Riad e Damasco.

Insomma alla Casa Bianca non hanno preso troppo bene le iniziative diplomatiche di Riad, come del resto non hanno preso bene la decisione di pochi giorni fa dell’Opec, di cui l’Arabia Saudita fa parte, di ridurre la produzione di petrolio mentre le raccomandazioni di Washington, per altro anche questa volta non ascoltate, andavano nella direzione opposta ovvero veniva chiesto almeno di non modificare le quote di estrazione.

La riduzione delle quantità di petrolio estratto dall’Opec ha fatto sì che il prezzo del greggio crescesse con conseguenze negative sull’inflazione. Proprio per questo dagli Stati Uniti era stato chiesto di non ridurre le quote di estrazione: cosa questa che invece non è avvenuta.

Sembra proprio che a Washington abbiano perso uno dei più fidati amici in medio oriente.

 

Andrea Puccio -www.occhisulmondo.info

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