Carri armati Leopard 2Carri armati Leopard 2

INTELLIGENCE USA: LA CONTROFFENSIVA UCRAINA NON HA FUNZIONATO 

 

L’intelligence degli Stati Uniti crede che la controffensiva ucraina non raggiungerà il suo scopo principale, secondo quanto riferito dall’Washington Post che cita persone informate sui fatti.

L’obiettivo principale della controffensiva ucraina era quello di riconquistare la città di Melitopol che avrebbe permesso alle forze armate di Kiev di tagliare il ponte di terra della Russia con la Crimea, ma secondo quanto rivelato dal quotidiano statunitense Washington Post, che cita fonti dell’intelligence statunitense, ciò non sarà raggiunto.

Secondo le fonti citate dal quotidiano  un tale fallimento potrebbe portare gli alleati occidentali di Kiev a mettere in discussione l’operazione, dopo aver investito decine di miliardi di dollari per sostenerla con armi e attrezzature da guerra.

I funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, credono che le truppe ucraine non riusciranno ad avanzare fino a Melitopol e rimarranno a chilometri dalla città. Nel frattempo, l’ufficio del direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti ha rifiutato ufficialmente di commentare.

Le autorità di Kiev hanno riconosciuto le difficoltà, che attribuiscono ai ritardi negli aiuti militari occidentali, alla mancanza di supporto aereo e ai vasti campi minati dai russi. Nelle ultime settimane, numerosi media occidentali hanno riferito che gli alleati di Kiev erano poco impressionati o addirittura allarmati dal lento progresso delle truppe ucraine sul campo di battaglia.

Quanto dichiarato dall’intelligence statunitense non mi sorprende, infatti solo chi crede ciecamente alla propaganda occidentale può credere che le esigue riconquiste di territorio da parte dell’esercito ucraino rappresentino l’inizio della riscossa di Kiev. La notizia però va inquadrata in un contesto più ampio.

Il fatto che, da diverse settimane, vari organi di stampa degli Stati Uniti abbiano iniziato a diffondere informazioni, rilanciate senza enfasi anche dai nostri giornali, che non dipingono più le forze armate ucraine come infallibili guerrieri che combattono contro i cattivissimi russi deve far riflettere.

Secondo la narrazione portata avanti fino ad ora l’esercito ucraino era, appunto, infallibile e tutte le notizie riportavano successi e non sconfitte. L’idea era quella che grazie agli aiuti militari  occidentali, superiori per definizione perché occidentali, Kiev stava resistendo o addirittura sconfiggendo un esercito, quello russo, composto da straccioni che combattono con scarpe rotte e vanghe. Ma con il passare dei mesi questa narrazione ha iniziato a scricchiolare. Ogni invio di una nuova arma coincideva con la sicura sconfitta di Mosca sul campo. ma poi, come era prevedibile, la tanto annunciata sconfitta non avveniva e le nuove armi giacevano come ruderi inceneriti in qualche campo colpite dai missili russi costruiti con pezzi di lavatrice.

Sembra che ci sia la voglia di scaricare Zelensky e la sua ciurma da parte degli Stati Uniti perché in fondo, anche se la guerra non è vinta. un obiettivo la Casa Bianca lo  ha raggiunto. Non riusciranno a sconfiggere Mosca sul campo ma sono riusciti a disaccoppiare le economie europee e russe: sono riusciti a tagliare quasi tutti i legami economici tra i paesi europei e la Russia, rendendo quindi maggiormente dipendente il vecchio continente da Washington. Alla fine agli Stati Uniti poco importa delle migliaia di soldati ucraini periti sul campo, l’importante è mantenere la superiorità economica e, far dipendere l’Europa ancora di più dalla sua economia, permette al paese nord americano di continuare ad esercitare il proprio ruolo egemone per qualche altro anno.

In sostanza, penso, che la strategia messa in campo per scaricare Zelensky ed il suo circo di saltimbanchi e giocolieri sia quella di far passare le forze armate ucraine  come incapaci ed incompetenti. Stanno cercando di far credere all’opinione pubblica mondiale che l’esercito di Kiev non sia stato in grado di utilizzare fino in fondo le armi che abbiamo mandato loro. Gli abbiamo mandato il meglio che abbiamo ma loro, i militari ucraini, comunque slavi, non le hanno sapute usare e dunque cosa ci possiamo fare. Non gli passa ovviamente per la mente, ai nostri governanti, che la guerra intrapresa contro la Russia non era un conflitto come quelli che la Nato ha inventato contro l’Iraq di Saddam Husseino o l’Afganistan dei talebani. La Russia è ben altra cosa. 

Insomma i segnali che la narrativa stia cambiando ci sono tutti. Non bisogna dimenticare poi che il prossimo anno, a novembre, ci saranno le elezioni negli Stati Uniti e per i Democratici di Biden non sarà facile condurre una campagna elettorale con una guerra in corso. Il suo rivale, Donald Trump. farà di tutto per convincere gli statunitensi che se lui vincerà le elezioni terminerà la guerra in 48 ore. Magari poi ne inizierà una contro il nemico di sempre, la Cina, ma questo poco importa, per lui ‘importante è tornare alla Casa Bianca.

In conclusione, per i nostri prodi condottieri portatori di libertà e dei sani principi democratici a suon di bombe, occorre trovare una via onorevole per uscire dal conflitto senza ovviamente rimetterci le penne. Gettare tutte le responsabilità del fallimento su Kiev pare proprio essere la via più onorevole . 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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