L’incontro tra Putin e TrumpL’incontro tra Putin e Trump

Steve Witkoff: all’ucraina garanzie di sicurezza simile all’articolo 5

 

La notizia che la Russia avrebbe accettato  di concedere all’Ucraina garanzie di sicurezza, in una sorta di articolo 5 della NATO, avrà fatto saltare di gioia dal divano i nostri giornalisti con l’elmetto.

Secondo quanto ha dichiarato  alla CNN l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, durante “State of the Union” la Russia sarebbe disponibile a fornire all’Ucraina garanzie simile all’articolo 5 del trattato della NATO.

“Siamo giunti a un accordo per cui gli Stati Uniti e altri Paesi potrebbero offrire all’Ucraina un accordo con garanzie di sicurezza simile all’articolo 5 della Nato”, sottolineando che “è stata “la prima volta che i russi hanno accettato questo”, ha detto Steve Witkoff. 

L’accordo, ha precisato Witkoff, esclude’ il possibile ingresso del Paese nella Nato. Si tratta di “robuste garanzie di sicurezza che definirei rivoluzionarie”.

Quindi, il vertice di domani tra Trump e Zelensky, dopo quanto affermato da Steve Witkoff potrebbe anche portare a una pace tra Russia e Ucraina. Dopo tutto uno dei punti principali che hanno sempre diviso Mosca da Kiev erano proprio le garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Inoltre ciò potrebbe anche far accettare la sconfitta ucraina ai guerrafondai europei. Ma potrebbe essere solo un contentino dato a Zelensky, ai suoi soci occidentali e a tutti quelli che da tre anni ce la menano con le garanzie di sicurezza per Kiev. Probabilmente Putin conosce molto bene l’articolo 5 del trattato NATO, a differenza di tutti quelli che si riempiono la bocca quotidianamente con questo articolo.

Ma vediamo in concreto cosa recita l’articolo 5 del trattato NATO:

“Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato un attacco contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che, se un tale attacco armato avviene, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e d’accordo con le altre parti, le misure che giudicherà necessarie, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale.

Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.”.

Dunque, leggendo l’articolo e non facendoci trasportare da facili entusiasmi, si capisce molto bene che non è sufficiente che la Russia tiri un sasso in Lituania per far scoppiare la terza guerra mondiale.

Infatti è chiaramente scritto che, in caso di un attacco nei confronti di un membro della NATO, ma l’Ucraina ricordo che non fa parte della NATO nonostante tutti parlano come lo facesse, i membri prenderanno tutte  le “misure che giudicheranno necessarie”, quindi non necessariamente la forza armata, potrebbero limitarsi a delle sanzioni, per esempio. Solo in ultima istanza è possibile anche usare la forza armata, come recita nel punto dove enuncia: “ivi compreso l’uso della forza armata”, ma non è matematico, ne scontato. 

Adesso, se vogliamo concedere garanzie di sicurezza all’Ucraine simili a quelle previste da questo articolo, resta la domanda, se Kiev fosse attaccato,  quale paese dovrebbe intervenire? Tutti i membri della NATO o solamente quelli che ne avessero voglia?

Ribadisco che un eventuale attacco contro un membro NATO da un altro paese non fa scattare immediatamente una risposta armata da uno degli altri membri dell’alleanza o da tutti. Ma, evidentemente, per cercare di uscire dal vicolo cieco nel quale i sostenitori dell’Ucraina si sono messi, Stati Uniti di Trump compresi, qualche cosa dovranno pure inventare.

Certamente non vi diranno come stanno veramente le cose dietro l’articolo 5, vi diranno invece che la concessione di garanzie simili è un grande successo per Kiev che così non potrà più essere invasa dal cattivo di turno pena far scoppiare la terza guerra mondiale.

Infine vi diranno che abbiamo vinto, anche se abbiamo dovuto concedere qualcosa. Sempre che poi la dichiarazione del l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, sia vera. Domani forse ne sapremo di più …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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