LA MACCHINA DELLE FAKE NEWS: ANCHE I VIVI TRA I DECEDUTI IN IRAN
Il balletto sulle cifre delle persone decedute durante le manifestazioni in Iran continua, dalle iniziali 2000 si arriva alla improbabile cifra fornita dal Times di oltre 30000.
Se poi tra le vittime si aggiungono anche quelli che sono vivi e vegeti si comprende come i numeri appaiono del tutto inventati al punto che il Times ipotizza che solo nelle giornate dell’8 e 9 gennaio siano morti oltre 30000 iraniani durante le proteste uccisi dalla polizia.
Una donna israeliana è rimasta scioccata nel vedere la propria foto sulla TV israeliana come presunta vittima delle proteste in Iran. La sua foto è apparsa sul canale israeliano Channel 12.
La donna ha pubblicato su TikTok un video in cui mostra un suo selfie andato in onda sul canale israeliano Channel 12. “Non sto scherzando, questo è qualcosa che non avrei mai pensato mi sarebbe successo in vita mia”, ha detto la donna identificata come l’utente Noya Zion.
Secondo Channel 12 la donna israeliana sarebbe l’iraniana Sanaz Javaherian deceduta durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante le proteste dei giorni scorsi, ma la signora è viva e vegeta. Quante altre persone, anche di altri paesi, saranno state incluse negli elenchi dei deceduti in Iran?
Appare chiaro che aumentare a dismisura le persone che hanno perso la vita, senza appurare se realmente siano morte, assolve alla necessità di giustificare da parte occidentale un attacco al regime iraniano colpevole, secondo loro, di aver causato un massacro durante le proteste dimenticandosi poi che questi pacifici dimostranti, come accaduto in altri casi, non erano proprio dei santi, sono state trovate infatti molte armi pesanti con le quali i pacifici manifestanti hanno attaccato e distrutto moschee, ospedali e strutture governative.
La strategia è sempre la stessa, inondare i media con cifre impossibili, cifre non verificate e soprattutto non smentite successivamente. Basta lanciare il sasso e ritirare la mano.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


In altre parole, da un possibile errore lei conclude/suggerisce che tutti i numeri sulle vittime in Iran sono/siano inventati.
Certamente no, ma i dati forniti dal Times sono irreali e il balletto di cifre suggerisce che qualcosa dalle nostre parti sia sfuggito di mano a meno che non si stia cercando di modificare la percezione di quanto sia realmente accaduto in Iran all’opinione pubblica occidentale