Le torri gemelleLe torri gemelle

LE GUERRE COMINCIANO PRIMA

 

Un romanzo scritto da un ex poliziotto internazionale racconta la finanza che scommette sulla guerra prima che scoppi. Oggi un’inchiesta giornalistica riporta gli stessi numeri.

12 settembre 2001. Il mondo non sa ancora chi ha colpito le Torri Gemelle, né perché. Ma la Securities and Exchange Commission americana apre già un’inchiesta sull’insider trading: qualcuno, nelle settimane precedenti, aveva scommesso con precisione sospetta sul crollo di certi titoli e sul rialzo di altri.

Di quelle scommesse racconta un romanzo, WAR Street. L’inganno demokratico di Antonio Evangelista (4 Punte Edizioni). E ne racconta, con dati documentati, anche l’inchiesta che Kit Klarenberg ha pubblicato oggi, 20 settembre 2026. Un testo è narrativa, l’altro giornalismo. I numeri coincidono.

Il pirata e i suoi numeri. Nel romanzo Jacob Lord Drake è un banchiere ottantenne che si crede un corsaro di Elisabetta I. Malek Issa, il suo contabile fidato, detto «il pirata», nota nelle settimane prima dell’attacco un movimento anomalo: oltre 2.000 contratti di vendita allo scoperto in un solo giorno, un volume novanta volte superiore al normale, contro le compagnie aeree. Nello stesso tempo salgono le azioni dei produttori di armi. «Io non credo alle coincidenze», dice Malek.

Klarenberg riporta gli stessi dati. Cinque giorni prima dell’11 settembre furono piazzate oltre 2.000 scommesse al ribasso su United Airlines, novanta volte quelle dell’intero mese di agosto in un giorno solo. Chi puntò 180.000 dollari ne incassò 2,4 milioni. Il 10 settembre gli acquisti di azioni Raytheon, colosso della difesa, crebbero di sei volte. Una settimana dopo, mentre il Pentagono ordinava missili Patriot e Tomahawk in vista dell’Afghanistan, il titolo era salito del 37%.

Chi indaga e chi no. Nel romanzo Malek consegna le prove e sa già come finirà. Il banchiere Jacob dubita che la polizia farà qualcosa, visto il livello dei soggetti coinvolti. Nella realtà, ricorda Klarenberg, la Consob italiana indagò, il ministro degli Esteri Martino parlò di speculazione legata al terrorismo, e il presidente della Bundesbank Ernst Welteke disse di avere prove inconfutabili di insider trading. Poi l’attenzione si spense. Nel 2004 la SEC chiuse l’inchiesta senza trovare prove, e la Commissione sull’11 settembre archiviò il tema perché gli investitori non avevano legami con al-Qaeda. Tra le transazioni sospette, un acquirente riconducibile, secondo l’inchiesta, alla cerchia della famiglia Bush non fu nemmeno interrogato, perché l’FBI non trovò collegamenti con il terrorismo.

Chiudere il caso così, osserva Klarenberg, lascia aperta la domanda su chi fosse. Studi accademici pubblicati su riviste scientifiche hanno poi concluso che le anomalie ci furono, e che sono compatibili con una conoscenza anticipata.

Prima del primo colpo. Evangelista lo dice così: le guerre non cominciano con il primo colpo sparato o la prima bomba sganciata, cominciano prima. Il romanzo lo mostra in una scena. Nel 1990 Jacob capisce dai movimenti di scorte di greggio che l’Iraq sta per attaccare il Kuwait e ordina di vendere allo scoperto la valuta kuwaitiana. Quando le agenzie danno la notizia dell’invasione è troppo tardi per tutti gli altri, perché ventiquattro ore prima la sua banca aveva già venduto tutto. La guerra, per chi sa, è iniziata sullo schermo di una sala operativa.

È lo stesso schema che ritroviamo nei dati di oggi. Klarenberg segnala uno studio del dicembre 2023 su un’impennata di vendite allo scoperto di titoli israeliani nei giorni precedenti il 7 ottobre. Gli autori scrivono che è estremamente improbabile che sia stato un caso. È la domanda che Evangelista pone nella premessa: quanti «Jacob Drake» stanno oggi preparando operazioni in Borsa sulle guerre che loro stessi contribuiscono a rendere possibili?

Chi scrive è stato sul campo. Evangelista non è un romanziere da tavolino. Ex poliziotto internazionale con ONU, UE e Interpol tra Balcani e Medio Oriente, racconta di aver pattugliato i campi profughi di Sabra e Shatila nel 1982, di aver investigato in Kosovo dal 2000 al 2004 e di aver incontrato in Giordania i giovani attratti dal Califfato. Ha visto da vicino come i rapporti «addomesticati» e le narrazioni dei media possono differire dalla realtà. Il romanzo nasce da lì, dallo spirito di War is a racket, il libro con cui il generale dei Marines Smedley Butler denunciò la guerra come affare.

Un romanzo, non un tribunale. Il libro avverte che personaggi e vicende sono di fantasia, ispirati a eventi in parte realmente accaduti. Nessuno pretende che una trama valga come prova. Ma quando un thriller scritto anni fa e un’inchiesta pubblicata oggi indicano le stesse anomalie, la domanda che pongono va presa sul serio: chi sapeva, e quando?

WAR Street è un romanzo di spionaggio e di finanza tra Londra, Mosca, Istanbul e Mosul, con l’MI5, l’FSB, l’Interpol e un testimone chiave che tutti vogliono vivo o zittito. Si legge come un thriller, e lascia domande che restano.

 

Kenne Sai

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