UN RAPPORTO DENUNCIA LE VIOLENZE ALLE DONNE DETENUTE IN ARABIA SAUDITA

In un rapporto vengono denunciate violenze alle attiviste dei diritti umani detenute nelle carceri in Arabia Saudita da parte dei loro carcerieri, secondo quanto pubblicato dalla catena televisiva Al Mayadeen.

L’avvocato scozzese, la baronessa Helena Kennedy, ha denunciato in un rapporto di 40 pagine che le attiviste imprigionate sono state sottoposte a criminali trattamenti: sono costrette a guardare pornografia, ricevono minacce di stupro e subiscono gravi colpi e scosse elettriche durante gli interrogatorio.

Nel rapporto, intitolato “A Stain on World Leaders and the G20 Summit in Saudi Arabia”, Kennedy afferma che molte delle attiviste sono state “sottoposte a trattamenti equivalenti alla tortura, anche da persone strettamente imparentate con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman Al Saud, come il suo consigliere Saud al-Qahtani e suo fratello minore Jalid bin Salman”.

Ayda al-Ghamdi, Loujain al-Hathloul ed Eman al-Nafyan sono alcune delle attiviste per i diritti delle donne imprigionate nel regno arabo che sono state torturate nelle carceri, deplora l’avvocato. Citando una fonte  che ha chiesto di rimanere anonimo, Kennedy osserva che l’interrogatorio del famoso attivista Al-Hathloul era stato personalmente supervisionato da Al-Qahtani, consigliere di bin Salman, che è stato implicato nell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi in Turchia nel 2018. Tuttavia, le autorità saudite lo hanno assolto.

Secondo il rapporto, al-Qahtani, ha minacciato una delle donne con frasi che riecheggiano il brutale omicidio di Khashoggi: “Farò quello che voglio con te, e poi ti scioglierò e ti gettrò nel water”.

Kennedy ha invitato il Regno Unito e altre nazioni a boicottare il vertice del Gruppo dei G20 organizzato dall’Arabia Saudita che si terrà questo fine settimana, a meno che le donne non vengano rilasciate.

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