FARINAS INSIGNITO DEL PREMIO SACHAROV CHIEDE UN INTERVENTO ARMATO A CUBA

Il dissidente cubano Guillermo Farinas Hernandez vincitore nel 2010 del Premio Sacharov dell’Unione Europea ha recentemente dichiarato di essere a favore di un intervento armato a Cuba per riportare la democrazia sull’isola.

Farinas è stato insignito nel 2010 con il Premio Sacharov dall’Unione Europea per la sua lotta per far rispettare i diritti umani e le libertà nel suo paese ma adesso chiede a gran voce che tali diritti vengano ristabiliti con la violenza e con un intervento armato.

Sulle pagine del sito del parlamento Europeo si legge che” Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, assegnato per la prima volta nel 1988 a Nelson Mandela e ad Anatolij Marčenko, è il massimo riconoscimento che l’Unione europea (UE) conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti dell’uomo. È attribuito a singoli, gruppi e organizzazioni che abbiano contribuito in modo eccezionale a proteggere la libertà di pensiero”. Più sotto si legge che “il Premio promuove in particolare la libertà di espressione, i diritti delle minoranze, il rispetto del diritto internazionale, lo sviluppo della democrazia e l’attuazione dello Stato di diritto”. 

Tutti propositi lodevoli ma in nessuna parte si trova alcuna menzione al fatto che per portare avanti le lotte per il rispetto dei famosi diritti umani e delle libertà si debba invocare l’uso della violenza e dell’intervento armato da parte della comunità internazionale, come invece chiesto da Guillermo Farinas Hernandez. Ma Farinas ha spesso usato la violenza nella sua vita quindi non bisogna stupirsi di tali dichiarazioni.

Ma vediamo chi è Guillermo Farinas Hernandez. Nel 1995 mentre stava lavorando come psicologo presso un ambulatorio sanitario ha aggredito una dipendente causandogli ferite al volto ed alle braccia. Condannato a tre anni di reclusione per le violenze ha iniziato uno sciopero della fame per sfuggire alle sue responsabilità attirandosi su di se il clamore mediatico che una decisione come questa comporta riuscendo a far passare la condanna come politica.

Nel 2002 un anziano cittadino di Santa Clara impedì ad un mercenario pagato dal terrorista di origine cubana Luis Posada Carriles  di compiere un attentato ma Farinas per ringraziarlo lo colpì ripetutamente con un bastone. L’anziano fu ricoverato in ospedale ed operato d’urgenza. Per quell’episodio Farinas fu condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione. Anche questa volta il condannato fece ricorso allo sciopero della fame per sfuggire nuovamente alle sue responsabilità. Come in precedenza la macchina mediatica creatasi attorno alla persona di Farinas trasformò la pena per violenza in una pena politica. Il 3 dicembre 2003 a seguito delle precarie condizioni di salute fu scarcerato. Fondò lo stesso anno l’agenzia giornalistica Cubanancan finanziata da controrivoluzionari di Miami.

Nel 2005 iniziò un’altro sciopero della fame esigendo che l’impresa di telecomunicazioni cubana ETECSA gli fornisse internet nella sua casa per comunicare con i dissidenti della Florida e con Radio Martiì di cui era corrispondente. L’agenzia era finanziata ovviamente dagli Stati Uniti e lui stesso lo riconosce in una lettera spedita nel 2009 a Angel de Fano Serrano, noto terrorista di Miami legato al gruppo Alpha 66 ,responsabile in quegli anni di vari attentati sull’isola. 

Ma è a  partire dal 24 febbraio del 2010 che Farinas occupa le prime pagine di tutta la stampa internazionale grazie al nuovo sciopero della fame. Con questo sciopero che durerà fino all’8 luglio del 2010 chiede la liberazione di alcuni detenuti nelle carceri cubane, arrestati, secondo lui per motivi politici, ma in realtà incarcerati per aver ricevuto finanziamenti dall’estero che li converte secondo le leggi internazionali in agenti al soldo di una potenza straniera. I detenuti saranno poi liberati grazie alla mediazione della Spagna e della chiesa cattolica con il governo cubano.

Nell’aprile del 2015 partecipò assieme ad altri mercenari pagati dalla controrivoluzione di Miami al foro parallelo organizzato durante la celebrazione del VII incontro delle Americhe che si tenne a Panama usato per discreditare a livello internazionale i governi di Cuba e dei paesi progressisti della regione.

Ma vediamo le dichiarazioni pacifiste del Gandhi cubano, definito così dalla stampa internazionale Farinas, riportate da cubainformazione. Un mese fa durante un’intervista ha chiesto un intervento armato a Cuba per riportare la democrazia sull’isola attraverso il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Ha dichiarato: ”Sono d’accordo  con un blocco totale e sono d’accordo che, se la repressione aumenta, ci dovrebbe essere un intervento umanitario del TIAR perché Cuba, anche se non appartiene all’OSA, è nell’area geografica del TIAR e il TIAR ha il diritto di intervenire a Cuba”.

Dovendo preparare un intervento armato a Cuba, ipotizzando che l’OSA non lo ascolterà a pensato bene di rivolgersi anche a Trump, Durante la sua visita all’allora presidente statunitense ha esposto le sue idee sul cambio pacifico a Cuba: “Non è credibile che gli Stati Uniti, la nazione più forte, con le forze armate più forti, non siano riusciti in 61 anni a sconfiggere il governo cubano, la dittatura cubana e il castrismo. (…) Ho avuto un incontro di due ore con il presidente Donald Trump (…) E una delle domande che gli ho fatto, (…) una domanda che deve essere posta a lui e al resto dei presidenti degli Stati Uniti, è stata se il trattato Krusciov-Kennedy, che non permette l’intervento diretto del governo degli Stati Uniti a Cuba, è in vigore”. 

Come si vede Guillermo Farinas Hernandez ha le idee ben chiare sulla transizione politica a Cuba, ma l’Unione Europea che gli ha conferito il Premio Sacharov cosa dice? Nulla. Risulta evidente come il premio sia usato solamente a scopo politico e non ha niente a che vedere con il rispetto dei diritti umani e delle libertà dei popoli.

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