Dopo l’Argentina tornano le notizie-verità anche in Bolivia.
Il governo del presidente socialista della Bolivia, Luis Arce, ha annunciato a pochi giorni di distanza dal suo omologo argentino che da questo mercoledì è finalmente tornato sugli schermi del Paese il segnale della piattaforma multimediale statale teleSUR (fondato da Hugo Chávez con la partecipazione di Cuba, Argentina, Brasile e Uruguay) dopo essere stato spento per un anno per ordine dell’allora governo golpista presieduto da Jeanine Áñez.

“TeleSUR ritorna sulla piattaforma Entel. Il segnale del canale multimediale più importante dell’America Latina, da oggi torna in Bolivia. La censura non è la via perseguita delle democrazie popolari. Celebriamo la libertà di espressione”, ha scritto il Vice Ministero delle Comunicazioni boliviano in un messaggio pubblicato sul suo account Twitter.

L’ex presidente Morales ha salutato la notizia con gioia: “Accogliamo con favore che teleSUR ritorni in Bolivia un anno dopo che il governo golpista l’ha eliminata dalla rete, il che non le ha impedito di continuare a combattere la disinformazione attraverso le sue trasmissioni.
Telesur è la voce dei popoli del sud e patrimonio latinoamericano”.

Da parte sua la presidente di TeleSUR, Patricia Villegas, ha detto che “oggi teleSUR torna in Bolivia. La prima piattaforma che ha ripristinato il nostro segnale è ENTEL. Speriamo che avvenga la stessa cosa da parte degli altri operatori che furono obbligati dalla dittatura ad eliminarci dalle loro programmazioni”.

Fonte: Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

La autoproclamata Áñez infatti, dopo aver preso il potere con un colpo di Stato contro l’ex presidente Evo Morales nel novembre 2019, ordinò il ritiro del segnale teleSUR dal servizio di distribuzione satellitare e fibra ottica di tutte le piattaforme, oltre a far chiudere molte radio comunitarie gestite dalle popolazioni indigene.

Nei primi giorni del golpe inoltre, i suoi seguaci assaltarono la televisione pubblica, obbligarono i lavoratori ad uscire e bloccarono i programmi, i quali furono ripresi dopo alcune settimane ma con giornalisti “nuovi” e schierati dalla parte del nuovo regime al potere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.