Aleksey Navalny

ALEKSEY NAVALNY ED I DOPPI STANDARD

Riguardo la vicenda del presunto avvelenamento dell’oppositore russo Aleksey Navalny continuano ad emergere rivelazioni ed incongruenze. Tra queste, ad esempio, ci sono le dichiarazioni della clinica berlinese “Charite” – dove Navalny si trova ricoverato – pubblicate dall’autorevole rivista scientifica “The Lancet”: secondo quanto dichiarato dalla clinica berlinese Navalny sarebbe stato già in discreta salute dopo 55 giorni di ricovero.
Nonostante il clamore mediatico intorno a Navalny, la direzioni della clinica berlinese sembra interessarsi esclusivamente di questioni mediche, basando i propri giudizi sui fatti e astenendosi dal partecipare all’ennesima campagna mediatica contro la Federazione Russa. Certamente, la professionalità della clinica berlinese non fa gioco a Navalny.

Aleksey Navalny è in cura a Berlino dal 22 agosto scorso. Tenendo conto dalle dichiarazioni della stessa clinica dove Navalny si trova ricoverato, si può affermare che già dal 15 ottobre scorso Navalny sia rimasto ricoverato in Germania senza aver alcun problema di salute: nella sostanza, già da due mesi e mezzo la sua vita e la salute non subiscono minacce di alcun genere, escludendo solo l’idea ossessiva per secondo la quale “Putin vuole ucciderlo”.
Sulla scorta di questa idea Aleksey Navalny si trova ancora in Germania, insieme ad una nutrita compagnia – la cosiddetta sicurezza – che la signora Merkel ha messo a disposizione dell’oppositore russo: una scelta, quella della signora Merkel, in apparenza guidata esclusivamente dagli interessi nazionali della Germania, almeno per come vengono declinati dalla Cancelliera.

Aleksey Navalny si presenta pubblicamente come avvocato: tuttavia, se si escludono le denunce da lui sporte presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nessuno ha mai sentito parlare di lui in veste di giurista. Più in generale, la legge ed il diritto sembrano interessare Aleksey Navalny in maniera intermittente.
Aleksey Navalny non è si è presentato all’udienza che nella Federazione Russa lo vede imputato per aver diffamato un veterano della Seconda Guerra Mondiale, che si è visto apostrofato dall’avvocato Navalny come “un traditore” ed un “lacchè” essere comparso in un video che Aleksey Navalny ha disapprovato. E certamente la sua assenza poteva essere giustificata fino a che Navalny non si trovava nella condizione di poter presenziare per ricevere cure mediche di cui effettivamente aveva necessità, ma trovandosi in condizioni di buona salute non ha alcun motivo giustificabile per ignorare il tribunale. Un esempio che conferma come gli eroi sostenuti da “Bellingcat”, dallo “Spiegel” e dalla CNN non si presumano tenuti a rendere conto del proprio operato alla legge ed alla società.

A questo proposito, Navalny non fa che ripetere che le leggi della Federazione Russa sono molto severe, ed in modo particolare nei confronti dei personaggi legati all’opposizione: malgrado il punto di vista di Navalny, il cosiddetto “Fondo della lotta anticorruzione” continua ad essere attivo con un’altra denominazione, nonostante un tribunale della Federazione russa abbia ordinato il suo scioglimento. Aleksey Navalny ritiene evidentemente normale violare le condizioni del “periodo di prova” al quale si trova tutt’ora ufficialmente soggetto. Il blogger Navalny viaggia nella Federazione Russa e per il resto del mondo con due condanne sospese – fatto del tutto incompatibile con la giurisdizione russa – né si presenta presso gli uffici di polizia come ordinatogli dai tribunali. Certamente le condizioni di salute conseguenti il presunto avvelenamento potrebbero costituire un valido alibi, ma il verdetto dei medici della clinica berlinese preclude questa possibilità.

Navalny sta bene, e potrebbe far ritorno nella Federazione Russa: qui, nonostante tutte le sue accuse contro i servizi di sicurezza e Vladimir Putin, apparentemente nessuno ha presentato una petizione per le violazioni commesse da Navalny a proposito delle condizioni per la sospensione della pena che lo riguardano.
Nonostante queste evidenti violazioni, la pena è rimasta sospesa.

A tutto questo si può aggiungere che Aleksey Navalny abbia ricevuto il passaporto valido per l’espatrio grazie a delle direttive speciali arrivate dal Cremlino: se la burocrazia si fosse attenuta alle normali procedure, Navalny non avrebbe avuto alcuna possibilità di ricevere il documento che aveva richiesto. A parte questo, dopo aver commesso le stesse violazioni commesse da Navalny, un comune cittadino russo si troverebbe già a scontare la pena in una struttura detentiva, per giunta in qualche regione non troppo invitante da un punto di vista climatico.

Per il momento Navalny resta libero e sembra trovarsi tutto sommato bene lontano dalla propria terra: sarà forse il clima tedesco?

https://www.farodiroma.it/aleksey-navalny-e-i-doppi-standard-il-dissidente-russo-sembra-preferire-il-clima-tedesco-a-una-seria-ricerca-della-verita/

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