Il Congresso degli Stati Uniti

GLI STATI UNITI NON USERANNO PIU’ LA FORZA PER ESPORTARE LA DEMOCRAZIA

Gli Stati Uniti non promuoveranno più la democrazia negli altri paesi con l’uso della forza perché questo metodo non funziona, ha detto il Segretario di Stato Antony Blinken.

In un discorso televisivo agli americani, ha sottolineato che l’attuale amministrazione non rinuncia al sostegno della democrazia.

“Non la promuoveremo attraverso costose operazioni militari o il rovesciamento di regimi autoritari con la forza. Abbiamo provato tali tattiche in passato e, per quanto di buone intenzioni, non hanno funzionato”, ha detto il segretario di Stato, riporta Sputnik.

Nella nuova strategia messa a punto dall’amministrazione Biden un ruolo importante riveste l’Europa. Infatti nella conferenza sulla sicurezza di Monaco il Presidente statunitense aveva annunciato il ritorno dell’America, non degli Stati Uniti come se il continente americano fosse di loro esclusiva proprietà, sulla scena mondiale ed aveva sottinteso che l’Europa avrebbe dovuto in nome dell’alleanza atlantica aiutare il paese nord americano a riacquistare il suo ruolo egemone nel mondo. Secondo Biden inoltre la Russia è il più grande problema nelle relazioni atlantiche.

Le affermazioni di Antony Blinken vengono accolte con favore dalla Russia che per bocca della portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova aggiunge però che “è impossibile introdurre qualcosa non solo con la forza, ma anche utilizzando altre modalità senza la volontà degli Stati sovrani, il loro consenso ufficiale, “senza rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza di questi Stati”.

Sarà pure intenzione degli Stati Uniti non usare la forza per esportare la democrazia ma è utile ricordare che è stato lo stesso Presidente Joe Biden ad autorizzare i bombardamenti dello scorso 25 febbraio ai confini tra Siria ed Iraq che hanno provocato la morte di 17 persone che secondo quanto da loro affermato sarebbero, ma non è sicuro, legati alle nilizie iraniane.

La strategia che la nuova amministrazione statunitense intende portare avanti per continuare la loro missione di esportatori sani di democrazia si baserà quindi sull’uso intensivo di sanzioni contro i paesi considerati non democratici e sul massiccio finanziamento della dissidenza locale. Gli Stati Uniti hanno a tale proposito già emesso sanzioni contro entità russe nei giorni scorsi per il caso di Navalny e contro il Venezuela. 

Nei prossimi mesi nasceranno altri presidenti illegittimi stile Juan Guaidò, oppositori ai governi locali tipo Navalny che godono di popolarità solo all’estero oppure si useranno argomenti vari come la presunta censura sulla cultura come in questi giorni avviene a Cuba per erogare fiumi di dollari alla dissidenza interna. Insomma gli Stati Uniti non abbandoneranno il loro compito di nazione eletta da Dio per portare la pace e la democrazia in tutti quelle nazioni che non stanno sotto il loro ombrello. In questa visione politica non ci dobbiamo invece dimenticare che chi appoggia le loro politiche ha il salvacondotto che gli permette di fare il bello ed il cattivo tempo in patria, uccidendo, massacrando e calpestando i diritti della propria popolazione impunemente, vedi ciò che accade in Colombia ogni giorno. 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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