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LA NATO SI INCONTRA A BRUXELLES PER DECIDER IL NOSTRO FUTURO

Inizia oggi a Bruxelles la due giorni di incontri dei membri della Nato in cui si discuteranno le nuove strategie globali dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Joe Biden in attesa del vertice previsto per la fine di questo anno, ma intanto si gettano le basi delle politiche internazionali dell’alleanza che decideranno il nostro futuro per gli anni avvenire.

Tra i problemi maggiori identificati dal Segretario di Stato Antony Blinken figura certamente il gasdotto Nord Stream 2 che collegherà Russia e Germania, ricordando che “Il presidente Biden è stato molto chiaro nel dire che crede che il gasdotto” Nord Stream 2 “sia una cattiva idea. Cattiva per l’Europa e per gli Stati Uniti”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken nel corso di una punto stampa con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, precisando che il progetto è “in contraddizione con gli obiettivi di sicurezza energetica dell’Ue” e potrebbe “minare” gli interessi di Ucraina, Polonia “e di altri alleati”. 

Jens Stoltenberg ha continuato affermando che tra le priorità dell’alleanza ci sono le attività destabilizzanti della Russia”, la “minaccia del terrorismo”, gli “attacchi informatici e la proliferazione nucleare” fino alla “ascesa della Cina”, non dimenticando “l’impatto sulla sicurezza del riscaldamento globale, tanto per gettare un po’ di fumo negli occhi. Il segretario della Nato ha quindi precisato che “nessun paese e nessun continente può affrontare da solo queste sfide, non l’Europa da sola e neanche l’America da sola”, ma “Europa e America insieme, nella Nato”.

Antony Blinken ha inoltre ricordato che ci sono molte cose di cui parlare in agenda. Con un po’ di fantasia non è difficile immaginare di cosa parleranno durante i due giorni della riunione i Ministri degli Esteri dell’Unione europea. Jens Stoltenberg nel suo intervento ha già tracciato le priorità della Nato per i prossimi anni e già ne vediamo i primi effetti.

La netta presa di posizione sul gasdotto Nord Stream 2 in perfetta continuità con il precedente presidente Donald Trump è uno dei tanti tentativi di isolare la Russia allontanandola da una più stretta collaborazione con l’Unione Europea, tra l’altro i paesi che la compongono non a caso fanno parte della Nato quindi non possono che ubbidire abbassando il capo. Le recenti sanzioni prese dall’Europa contro la Cina sono invece un segnale che anche il paese asiatico va isolato. 

Gli interessi di Polonia e Ucraina che il gasdotto Nord Stream 2 potrebbe minacciare rappresentano una presa di posizione chiara della Nato verso le due nazioni che confinano con la Russia ed un messaggio netto all’Unione Europea: prima di tutto bisogna impedire alla Russia di espandersi poi pensare alle ricadute economiche di tale scelta. Ricordo a tal riguardo che gli Stati Uniti vorrebbero vendere in Europa il loro gas liquefatto più caro di quello russo. Nel continente asiatico verrà messo in discussione il ritiro graduale delle forze statunitensi e Nato dall’Afganistan come invece era stato programmato dall’accordo con i talebani dello scorso anno dato che quella presenza serve sia per controllare la Russia che la Cina.

Si preoccupano inoltre della proliferazione delle armi nucleari, con evidenti riferimenti al tentativo dell’Iran di dotarsi di ordigni atomici, dimenticandosi però di quante testate atomiche la stessa Nato ha dislocato in Europa. Per difendersi da chi?. Il nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che per restare al suo posto nel nuovo governo di Mario Draghi ha accettato di non discostarsi dalle politiche atlantiste pena essere sostituito, avrà il coraggio di opporsi alla decisione statunitense di sostituire tutte le testate atomiche presenti sul nostro territorio con le nuove bombe atomiche che potranno essere trasportate dagli irrinunciabili F35? Oppure, in un sussulto di dignità, avrà il coraggio di rendere noto il loro numero dato che ad oggi non è dato sapere quanti ordigni nucleari sono presenti nelle basi Nato italiane? 

Nel mezzo della pandemia dove la scarsità dei vaccini prodotti dalle aziende farmaceutiche occidentali mette in serio pericolo la campagna vaccinale non dubito che venga posto l’accento sulla necessità di non avvalersi dei vaccini prodotti dalla Russia e dalla Cina continuando così ad appoggiare  la personale guerra degli Stati Uniti contro i loro nemici storici combattuta sulla vita dei cittadini europei. Gli stessi cittadini che, governati da governi pronti a far da loro se l’EMA non si affretta a dare il permesso per l’uso dello Sputnik V ma che alla resa dei conti non osano prendere l’iniziativa, sono costretti a subire le conseguenze di decisioni che passano sopra le loro teste come se fossero dei semplici burattini sempre pronti ad accettare le volontà dello Zio Sam. Prima o poi dovremmo renderci conto che la nostra vita non deve seguire il corso degli eventi decisi dall’altra parte dell’Oceano Atlantico ma deve essere determinata da noi stessi europei.

Dovremmo prima o poi renderci conto che gli interessi degli Stati Uniti  espressi molto furbescamente attraverso la Nato non rispecchiano gli interessi di noi europei ma gli interessi di una piccola elite mondiale di cui certamente anche alcuni europei fanno parte.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo,info

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