AUMENTANO I MILITARI AI CONFINI DEL MESSICO, DEL GUATEMALA E DELL’HONDURAS PER IMPEDIRE LE EMIGRAZIONI ILLEGALI VERSO GLI STATI UNITI 

Gli Stati Uniti hanno stretto un accordo con Messico, Honduras e Guatemala per ridurre i flussi migratori che da questi paesi regolarmente si dirigono verso il paese nord americano che però non affronta le cause strutturali della migrazione.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki durante la quotidiana conferenza stampa ha dichiarato ieri che il suo governo ha stretto accordi con il Messico, l’Honduras ed il Guatemala per ridurre la migrazione dei loro cittadini verso gli Stati Uniti. L’accordo ottenuto con i governi dei tre paesi centroamericani però non risolve in alcun modo le cause che spingono queste masse di disperati a tentare l’emigrazione negli Stati Uniti alla ricerca di migliori condizioni di vita. Infatti l’accordo annunciato da Jen Psaki consiste solo nel militarizzare i confini dei paesi di origine degli emigranti al fine di scoraggiare la partenza  delle carovane composte da migranti illegali che periodicamente si spostano dai paesi centroamericani in direzione nord. 

Al fine di dissuadere i migranti a spostarsi ed a varcare i confini saranno aumentate le forze di polizia e dell’esercito ai confini. Il Messico dislocherà altre 10 mila  truppe lungo il confine sud,  il Guatemala dislocherà almeno 15 mila agenti di polizia lungo il suo confine e costruirà 12 punti di controllo lungo la rotta che normalmente i migranti compiono per passare il confine con l’Honduras. Infine l’Honduras dislocherà 7 mila poliziotti e militari per contenere gli spostamenti dei migranti.

L’accordo è stato ottenuto grazie ai colloqui intercorsi tra i vari capi di stato e gli inviati della Casa Bianca nella regione. La scorsa settimana, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha parlato telefonicamente con la vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris, nominata dal presidente Joe Biden per coordinare gli affari sull’immigrazione con l’America centrale, alla quale ha detto che il governo messicano è disposto a “aggiungere volontà nella lotta alla tratta di esseri umani e nella protezione dei diritti umani, in particolare dei bambini”, riporta RT.

Come detto però questo accordo non affronta le cause strutturali della migrazione dal triangolo centroamericano verso gli Stati Uniti delle masse di disperati che fuggono dai loro paesi a causa delle pessime condizioni in cui vivono. In Honduras, Guatemala ed El Salvador, stato quest’ultimo che non ha partecipato ai colloqui con gli emissari statunitensi, la maggior parte della popolazione vive in condizioni di vita difficile, subisce violenze, non vede un futuro per i loro figli e quindi non gli resta altro che tentare di fuggire alla ricerca di migliori condizioni di vita. L’amministrazione di Joe Biden aveva affermato di aver stanziato 4 miliardi di dollari per combattere la migrazione e creare migliori condizioni di vita nei paesi di origine dei migranti, ma sembra che la militarizzazione dei confine sia l’unica risposta che questo nuovo Presidente e la sua amministrazione sanno dare a questo drammatico problema.

In fondo l’unica risposta che gli Stati Uniti sanno dare per risolvere le varie questioni che nel mondo si pongono è da sempre quella di ricorrere alle armi. Quindi militarizzare i confini delle nazioni per impedire l’emigrazione ai disperati che le loro politiche predatorie riducono alla fame resta coerente con la loro filosofia.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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