Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden

CINA RISPONDE AGLI STATI UNITI: LE ACCUSA SUL VIRUS SONO FALSE COME QUELLE SUL POSSESSO DI ARMI CHIMICHE DA PARTE DELL’IRAQ  

 

La campagna di discredito iniziata da Donald Trump che insisteva che il virus del corona virus era stato creato e poi era sfuggito da un laboratorio scientifico della città di Wuhan continua anche con la nuova amministrazione degli Stati Uniti. 

La campagna di discredito montata contro la Cina dalla precedente amministrazione statunitense di Donald Trump continua senza sosta anche con l’attuale inquilino della Casa Bianca. Infatti il nuovo Presidente Joe Biden ha dato incarico ai servizi segreti statunitensi di iniziare un’indagine indipendente per cercare di dimostrare che il virus è stato creato nel laboratorio cinese di Wuhan. In risposta a questa continua caccia alle streghe portavoce dell’ambasciata cinese negli Stati Uniti, Liu Pengyu, ha paragonato le affermazioni secondo cui il coronavirus avrebbe avuto origine in un laboratorio nel paese asiatico alle false accuse contro l’Iraq sul suo presunto possesso di armi di distruzione di massa.

“La campagna per politicizzare lo studio delle origini e screditare la Cina non è diversa dalle menzogne sull’Iraq che possedeva armi di distruzione di massa”, ha scritto il portavoce sul suo account Twitter.

“Le origini del covid-19 sono una questione di scienza e dovrebbero essere studiate congiuntamente dagli scienziati di tutto il mondo piuttosto che politicizzate”, ha difeso il funzionario cinese, aggiungendo che “qualsiasi conclusione deve essere tratta in conformità con le procedure dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e seguendo metodi basati sulla scienza”.

Inoltre, il 28 maggio, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha sottolineato che la decisione del governo degli Stati Uniti di commissionare ai propri servizi di intelligence di indagare sulle origini del COVID-19 dimostra che Washington è più ossessionata dal dare la colpa alla Cina che dall’arrivare alla verità, riporta RT.

L’ossessione degli Stati Uniti di trovare nella Cina il colpevole della pandemia ha l’unico scopo di discreditare il paese asiatico di fronte alla comunità internazionale. A questo gioco non si sottrae neppure l’ex Presidente Donald Trump che aveva iniziato l’anno scorso la campagna contro la Cina. infatti ha dichiarato ieri  che gli Stati Uniti e le altre nazioni del mondo dovrebbero chiedere alla Cina un indennizzo di almeno 10.000 miliardi di dollari per essere la colpevole dell’epidemia.

Da parte loro le autorità cinesi hanno replicato alle ridicole pretese di Trump affermando che l’ex Presidente cerca, con queste affermazioni, di nascondere le proprie responsabilità nella fallimentare gestione dell’epidemia nel suo paese durante la sua presidenza.

Insomma la guerra contro la Cina continua senza sosta sia sul fronte economico con l’uso delle sanzioni che su quello della credibilità con il continuo tentativo di darle la colpa dell’epidemia.

 

Andrea Puccio – www.occhisulomondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.