Il carcere di Guantanamo

BIDEN VUOLE CHIUDERE IL CARCERE DI GUANTANAMO MA ANCORA TUTTO RESTA FERMO  

 

La chiusura del carcere speciale di Guantanamo torna ad essere una delle tante intenzioni delle amministrazioni democratiche degli Stati Uniti. Joe Biden, come il suo predecessore democratico Barak Obama, ha promesso durante la sua campagna elettorale di volerlo chiudere.

Nella sua campagna elettorale il nuovo Presidente statunitense Joe Biden aveva manifestato ripetutamente l’intenzione di voler chiudere il carcere speciale di Guantanamo che si trova nella base degli Stati Uniti sull’isola di Cuba. Il carcere fu aperto dopo gli attentati dell’11 settembre alle torri gemelle ed ha ospitato presunti terroristi spesso incarcerati senza prove e senza avere un regolare processo.

“Direi che il ministero della Difesa ha informazioni più precise riguardo le tempistiche, ma questo rimane qualcosa che il presidente si è impegnato a fare e ha tanta voglia di fare passi avanti”, ha affermato Psaki, portavoce della Casa Bianca durante una riunione.

In molte occasioni i  rappresentanti di numerose organizzazioni internazionali, tra cui esperti dell’OSCE e dell’ONU, avevano invitato la nuova amministrazione statunitense a chiudere immediatamente la struttura siccome molti prigionieri erano detenuti senza processo o indagini ed erano stati sottoposti a torture. Invito che al momento però non ha avuto un seguito. 

Le reiterate violazione dei diritti umani dei detenuti, come la detenzione senza processo o le torture, non sono serviti agli Stati Uniti per procedere alla chiusura del carcere. Quando i diritti umani sono loro a violarli allora si può chiudere un occhio, anzi tutti e due. Nella struttura sono stati incarcerati 775 detenuti ed attualmente ne restano una quarantina.

Già in precedenza, al tempo della presidenza di Barak Obama, il carcere di Guantanamo fu oggetto di una possibile chiusura. Il  21 gennaio 2009 Obama aveva firmato un decreto per la sua chiusura entro un anno ma questa decisione non venne messa in atto e la prigione restò aperta. Con l’arrivo di Donald Trump alla presidenza il decreto fu annullato. Trump era chiaramente contrario alla chiusura ma bisogna ricordare che Barak Obama resterà alla presidenza degli Stati Uniti per altri sette anni dopo l’emissione del decreto che chiedeva la chiusura del carcere, se avesse avuto voglia di procedere alla sua chiusura avrebbe avuto tutto il tempo per farlo. Pensare che tale decisione fosse stata presa solo per gettare fumo negli occhi a coloro che ne chiedevano la chiusura mi sembra del tutto legittimo visto come è andata la storia.

Adesso vediamo se il nuovo Presidente avrà la forza ma soprattutto la voglia di procedere finalmente alla chiusura del carcere di Guantanamo. Mi voglio sbilanciare: qualche cavillo legale ne impediranno la sua chiusura e, come fece il suo predecessore democratico, Biden potrà dire di non essere il responsabile del fatto che non è stato chiuso. 

Il 13 febbraio scorso l’agenzia Sputnik citando il giornale Washington Examiner riporta che la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Emily Horne aveva dichiarato che “Biden fa sul serio”, riferendosi alla chiusura del carcere di Guantanamo. La portavoce ha specificato che innanzitutto è necessario coprire una serie di posizioni chiave nei dicasteri responsabili per la sicurezza nazionale, tra cui il dipartimento della Difesa, il dipartimento di Stato e il dipartimento della Giustizia, prima che sia possibile ottenere progressi nella questione della chiusura di Guantanamo.

Sono passati oltre quattro mesi da quella dichiarazione e ancora l’amministrazione di Biden non è in grado di fornire una data precisa che indichi con certezza quando il carcere speciale di Guantanamo sarà definitivamente chiuso. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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