La fregata Il Virginio Fasan

VENTI DI GUERRA NEL MAR NERO: ARRIVANO ANCHE GLI ITALIANI

 

Una nave militare italiana, la fregata missilistica Virginio Fasan, è entrata oggi nel Mar Nero e la flotta russa presente ha iniziato a monitorarla,  

ha affermato il Centro di controllo della difesa nazionale russa.

in una nota

Si tratta della fregata Il Virginio Fasan (F 591). La nave militare italiana è una fregata missilistica della Marina Militare, prima unità della classe Bergamini ed è specializzata nella lotta antisommergibile. Nel Mar Nero si stanno svolgendo importanti manovre, denominate Sea Breeze, alle quali partecipano navi sia statunitensi che di altri membri della NATO e dei loro partner. 

Alle manovre Sea Breeze  stanno partecipando 32 navi da guerra, 40 aerei e 5.000 soldati provenienti da 17 paesi membri della NATO e paesi partner dell’alleanza. In totale, è prevista la partecipazione di personale militare proveniente da 32 paesi, riporta Sputnik.

Mercoledì  scorso una nave britannica, l’HMS Defender, si era spinta per tre chilometri nelle acque territoriali russe costringendo le navi della marina militare russa ad intercettarla ed a sparare alcuni colpi a salve di avvertimento. Secondo il Presidente Vladimir Putin quanto accaduto la scorsa settimana non è un incidente casuale ma una deliberata azione pianificata da tempo dalla Gran Bretagna con l’appoggio degli Stati Uniti.

Intervenendo sull’accaduto il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato l’aspetto politico della recente provocazione nel Mar Nero affermando che la nave da guerra “stava chiaramente perseguendo obiettivi militari”. 

Putin ha aggiunto che non solo il Regno Unito, ma anche gli Stati Uniti hanno preso parte alla provocazione dell’HMS Defender al largo della Crimea. “Questa è certamente una provocazione. […] Cosa volevano mostrare e quali obiettivi hanno cercato di raggiungere questi provocatori? Innanzitutto, è stata una provocazione complessa, ed è stata condotta non solo dai britannici, ma anche dagli ”statunitensi”. Lo stesso giorno   un aereo da ricognizione statunitense era decollato da una base Nato in Grecia.  

“In secondo luogo c’è l’aspetto politico: solo pochi giorni fa c’è stato un vertice a Ginevra, quindi perché fare una simile provocazione?”, ha detto Putin, aggiungendo che anche se l’Occidente non riconosce i risultati del referendum popolare avvenuto in Crimea prima della sua riunificazione con la Russia, non c’è alcun senso nel cercare di inscenare provocazioni. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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