Sputnik V

UN ANNO FA VENIVA REGISTRATO LO SPUTNIK V MA IN EUROPA ANCORA SI ATTENDE L’AUTORIZZAZIONE DELL’EMA 

 

Un anno fa, l’11 agosto 2020, la Russia registrava lo Sputnik V, il primo vaccino contro il corona virus. E’ passato un anno da quel giorno ma ancora in Europa si sta attendendo il parere favorevole al suo uso da parte dell’EMA, l’ente europeo che autorizza l’uso dei farmaci nell’Unione Europea. 

Lo Sputnik V è stato il primo vaccino ad essere registrato al mondo ed a tutt’oggi 69 paesi ne hanno autorizzato l’uso sulla loro popolazione. I 69 paesi che ne hanno autorizzato l’uso rappresentano oltre 3,7 miliardi di persone nel mondo quindi si può tranquillamente affermare che si tratta di un farmaco molto efficace e che gode di grande fiducia tranne che in quelle nazioni che vedono nell’uso del vaccino russo una minaccia geopolitica. I dati del Ministero della Salute russo e delle autorità di regolamentazione di diversi paesi, tra cui Argentina, Messico, San Marino, Serbia, Bahrain, Ungheria ed Emirati Arabi Uniti, ottenuti durante la vaccinazione della popolazione, hanno dimostrato che lo Sputnik V è uno dei vaccini anti-covid più sicuri ed efficaci al mondo. 

Lo Sputnik V utilizza una tecnologia di adenovirus umano di due vettori diversi, Ad26 e Ad5, che vengono applicati in due iniezioni, da somministrare con una separazione di 21 giorni tra loro. Questa soluzione non contiene adenovirus umani vivi, ma vettori adenovirali, che non si moltiplicano e sono completamente sicuri per la salute.

Lo Sputnik V è il primo tra i vaccini anti-covid ad applicare un approccio eterogeneo, che si basa sull’uso di due diversi vettori per due iniezioni durante il processo di vaccinazione. Ciò crea un’immunità più forte, rispetto ai farmaci che usano lo stesso meccanismo per entrambe le dosi.

A febbraio, la prestigiosa rivista medica The Lancet ha pubblicato i risultati preliminari degli studi della terza fase dello Sputnik V, che dimostrano che ha un’efficacia del 91,6%, è adatto a tutte le fasce d’età e non ha gravi effetti collaterali, ma nonostante il parere della prestigiosa rivista scientifica in Europa l’autorizzazione all’uso del farmaco sta tardando.

Evidentemente si sta combattendo una battaglia sulla pelle dei cittadini europei in nome del rispetto delle direttive impartite dagli Stati Uniti. Direttive che vedono la Russia come un nemico che può intaccare l’egemonia statunitense nel mondo, quindi occorre non lasciargli alcun spazio di espansione anche solo in campo medico.

Ma non solo The Lancet ha pubblicato i dati relativi all’efficacia del vaccino russo. infatti a luglio, un’altra prestigiosa rivista scientifica, Nature, ha riferito che le prove provenienti dalla Russia e da molti altri paesi suggeriscono che il vaccino russo è “sicuro ed efficace”. Secondo i dati sull’incidenza del coronavirus tra i russi vaccinati con entrambi i componenti dello Sputnik V nel periodo dal 5 dicembre al 31 marzo, l’efficacia del farmaco è del 97,6%.

Diversi studi indicano anche l’assenza di gravi effetti collaterali dopo inoculazioni dello Sputnik V. Inoltre, il vaccino si è dimostrato efficace anche contro nuove varianti del coronavirus, come Alpha (dal Regno Unito), Beta (Sudafrica), Gamma (Brasile) o Delta (India). 

Il ministro della Salute russo Mikhail Murashko ha annunciato che il vaccino Sputnik V ha un’efficacia di circa l’83% contro il ceppo Delta. Ha chiarito che l’efficacia del farmaco contro i casi gravi della malattia è superiore al 95%, aggiungendo che lo Sputnik V “previene gravi malattie che richiedono il ricovero in ospedale”. Le autorità di San Marino hanno dichiarato che il vaccino ha un’efficacia del 99 per cento.

Alexánder Guíntsburg, direttore del Gamaleya National Research Center for Epidemiology and Microbiology di Mosca, responsabile della creazione del farmaco, ha escluso la possibilità di reazioni avverse dopo la vaccinazione, riporta RT.

Il vaccino russo è attualmente prodotto oltre che in Russia anche in altri 14 paesi nel mondo grazie alla partnership con 20 aziende farmaceutiche locali. a dimostrazione della buona reputazione che il farmaco gode a livello internazionale.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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