Julian Assange

LA POLIZIA SVEDESE AVEVA INVENTATO UNA FINTA ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE CONTRO JULIAN ASSANGE

 

La trasmissione televisiva di RaiTre “Presa Diretta, in una memorabile pagina di giornalismo, ha dedicato” la prima puntata della nuova stagione al caso del giornalista di Wikileax Julian Assange che da oltre dieci anni è perseguitato dalla giustizia degli Stati Uniti per aver pubblicato una serie di documenti classificati che hanno fatto conoscere al mondo i crimini commessi dalle truppe statunitensi durante le guerre in Iraq ed Afganistan. Per aver pubblicato i documenti classificati Julian Assange è stato accusato di spionaggio dagli Stati Uniti che ne chiedono l’estradizione e rischia una condanna a 175 anni di reclusione. 

Tra le varie azioni messe in atto dagli Stati Uniti per tentare di acciuffare il giornalista è stata inventata una fantomatica accusa di violenza sessuale verso due donne svedesi, accusa poi dimostratasi falsa. Il 28 febbraio 2020 avevamo pubblicato un articolo che descriveva nel dettaglio quanto accaduto citando un’intervista rilasciata  dal relatore speciale delle Nazioni Unite per casi di tortura, Nils Meizer, pubblicato dal quotidiano digitale Republik. Non nascondo il timore avuto quando ho deciso di pubblicare l’intervista perché nessuno dei nostri mezzi di informazione aveva ripreso la notizia ma conoscendo come la nostra informazione censura tutte le notizie che in qualche modo possono nuocere all’immagine degli Stati Uniti ho capito che era opportuno rischiare. Di seguito riproponiamo l’articolo.

 

La polizia svedese ha fabbricato le accuse di presunte violenze sessuali compiute da Julian Assange, ex direttore del portale internet Wikileax nei confronti  di due donne, secondo quanto riportato in un’intervista rilasciata  dal relatore speciale delle Nazioni Unite per casi di tortura, Nils Meizer, pubblicato dal quotidiano digitale Republik.  

“Parlo fluentemente svedese e ho potuto leggere tutti i documenti originali”, afferma Meizer nell’intervista, “Non riuscivo quasi a credere alla mia lettura: secondo la testimonianza della donna in questione, lo stupro non ha mai avuto luogo”. Il relatore si spinge oltre  e dice: “E non solo: la testimonianza della donna è stata successivamente cambiata dalla polizia di Stoccolma senza che la donna vi partecipasse per farla apparire come una possibile violenza sessuale”. “

Ho tutti i documenti in mio possesso, e-mail, messaggi di testo”, afferma il ricercatore delle Nazioni Unite. Secondo Meizer, la donna è entrata nella stazione di polizia il 20 agosto 2010 e ha dichiarato di avere avuto un rapporto sessuale consensuale con Julian Assange, ma era preoccupata perché lo avevano fatto senza preservativo. “Era preoccupata che potesse essere infettata dall’HIV e voleva sapere se poteva costringere Assange a sottoporsi al test per l’HIV”, spiega Meizer. La polizia ha scritto il rapporto ed ha informato il pubblico ministero.  Dopo pochi minuti la donna fu informata che Assange sarebbe stato arrestato con l’accusa di stupro, la donna “fu sorpresa e si rifiutò di continuare l’interrogatorio”.  «Sempre alla stazione di polizia la donna, scrisse un messaggio ad un’amica in cui diceva che non voleva incriminare Assange, che tutto ciò che voleva era che fosse sottoposta a test per l’HIV, ma che la polizia apparentemente era interessata a« mettergli le mani addosso. Erano passate solo due ore e il tabloid svedese Expressen pubblicava che Julian Assange era sospettato di aver commesso due violenze sessuali: la donna, il cui acronimo è S.W., è entrata nella stazione di polizia accompagnata da un’altra donna (A.A.) che« non ha nemmeno rilasciato una dichiarazione agli inquirenti  »Perché« semplicemente accompagnava S.W.  

L’investigatore delle Nazioni Unite ha presentato lo scambio di e-mail tra S.W. e il supervisore della polizia che gli ha posto le domande alla stazione di polizia, in cui si legge che voleva che lei cambiasse la sua dichiarazione, sebbene non possiamo conoscere i cambiamenti che sono stati fatti  perché la prima dichiarazione è stata scritta direttamente in un programma per computer e non esiste più. Nella versione modificata si può leggere che le due donne avevano acconsentito più volte a fare sesso con il preservativo. Ma al mattino, secondo la dichiarazione corretta, la donna si sveglia perché Assange cerca di penetrarla senza preservativo.  Lei chiede “stai indossando un preservativo?” , lui risponde “No”.  E lei ribatte: “Spero che tu non abbia l’HIV” e gli permette di continuare. Alla domanda sul perché le autorità svedesi farebbero qualcosa del genere, il ricercatore sostiene che “il consulente per la sicurezza americano Stratfor, considerato da molti all’ombra  della CIA, Ha raccomandato di inondare Assange con “tutti i tipi di casi penali possibili per i prossimi 25 anni”. 

In quei mesi, alla fine di luglio, Wikileaks ha pubblicato in collaborazione con vari media internazionali i “diari di guerra in Afghanistan, un dei più grandi casi di filtrazione di documenti  nella storia dell’esercito americano.  «Subito dopo gli, Stati Uniti  chiesero ai suoi alleati di inondare Assange di procedimenti penali di ogni genere. “Non abbiamo accesso a tutta la corrispondenza, ma Stratfor, un consulente per la sicurezza che lavora per il governo degli Stati Uniti, ha consigliato ai funzionari statunitensi di inondare Assange con tutti i tipi di casi penali per i prossimi 25 anni”. 

Secondo l’investigatore, la Svezia ha trascorso quasi un decennio,« presentando intenzionalmente Julian Assange al pubblico come un molestatore sessuale »ed hanno abbandonato il caso perché è stato pubblicato un documento in cui l’investigatore delle Nazioni Unite chiede ufficialmente alla Svezia di  spiegare i 50 punti relativi ai diritti umani per “il modo in cui hanno gestito il caso. Dopo la richiesta, la giustizia svedese ha ritirato le accuse contro Assange. “Il giorno in cui il documento è stato reso pubblico, ho ricevuto una miserabile risposta dalla Svezia: il governo non ha ulteriori commenti su questo caso”. Secondo Meizer, la risposta non è altro che una ammissione di colpa” dello Stato svedese.

(Articolo Pubblicato su Il Faro di Roma il 28/02/2020 – https://www.farodiroma.it/la-polizia-svedese-ha-costruito-prove-false-per-incastrare-assange-di-a-puccio/)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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