Giuseppe Conte

MOVIMENTO 5 STELLE: CAMBIARE PER NON MORIRE 

 

Le ultime elezioni amministrative lasciano un segno politico importante: la definitiva fine del Movimento 5 Stelle di lotta e la consacrazione del Movimento 5 Stelle come stampella del Partito Democratico.

L’affermazione di Giuseppe Conte “Mai più da soli”, rilasciata ieri, toglie ogni dubbio sulla futura collocazione politica del Movimento 5 Stelle. I Vaffa Day di Beppe Grillo sono oramai un lontano ricordo, le lotte più o meno di bandiera del movimento sono scomparse dall’agenda politica dei grillini e resta invece la volontà di partecipare alla costruzione del centro sinistra allargato che lunedì il Segretario del PD Enrico Letta ha evocato a Siena dopo aver vinto le elezioni suppletive per la Camera. Un centro sinistra a trazione Partito Democratico che di sinistra ha solo la parola sinistra ma che in realtà da anni scimmiotta le politiche della destra imitando la politica anglosassone dove ci sono due poli, uno conservatore e l’altro progressista, che alla resa dei conti applicano ricette economiche del tutto simili sempre favorevoli al capitale nazionale e transnazionale, senza mai mettere in discussione l’alleanza atlantica.

Fiorella Mannoia, in una vecchia canzone, cantava “Come si cambia per non morire”. Giuseppe Conte ed il suo ristretto gruppo di sodali deve aver capito che per non sparire definitivamente occorreva mutare facendosi assimilare dal sistema, sempre che in realtà non fossero loro da sempre parte d questo sistema. Dopo un breve flirt con la destra di Salvini per far contenta quella parte del movimento che proveniva proprio da destra l’alleanza, nel secondo governo Conte, con Il Partito Democratico ha sancito la definitiva assimilazione del movimento nelle più classiche logiche della politica italiana.

Insomma queste elezioni sanciscono definitivamente la morte del movimento di lotta e propongono la soluzione più semplice: allearsi con quello che per loro potrà essere il partito che più degli altri gli garantisce la sopravvivenza accettando a capo basso di stare con uno dei nemici giurati prima delle elezioni del 2018.

Se poi pensiamo che il Presidente della Camera Roberto Fico, che qualcuno dopo la sua elezione si era spinto a definire persino comunista scrivendo “finalmente dopo anni un comunista alla Camera”, sarà il regista di questa trasformazione allora si capisce benissimo come la sopravvivenza diventa l’unica ed  imprescindibile strategia politica del movimento.

Personalmente non ho mai considerato il Movimento 5 Stelle una forza politica né di sinistra né capace di rivoluzionare gli assetti politici italiani ed a tre anni dalle elezioni, che ne avevano sancito il trionfo, mi sembra proprio di non essermi sbagliato. L’alleanza con il Partito Democratico, se davvero avverrà, sarà la fine del movimento in quanto piano piano il Pd ne succhierà ogni energia propulsiva, sempre che ne abbia o ne abbia avuta, stritolandolo nella sua morsa come ha fatto negli anni passati con gli altri partiti che gli si sono avvicinati.

Questa alleanza servirà solamente a garantire un’altra legislatura ai papaveri del partito che hanno tradito ogni precedente idea politica ed i risultati ottenuti alle amministrative ne sono la eloquente dimostrazione. Nelle grandi città dove si sono presentati da soli sono quasi del tutto spariti: 2,7 per cento a Milano, poco più del 3 per cento a Bologna e 9 per cento a Torino dove governavano. Visti gli esiti elettorali l’unica che ha retto è Virginia raggi a Roma che comunque si piazza al quarto posto.

Per concludere ricordo che prima della caduta del primo governo Conte avevo scritto un articolo su Facebook in cui avevo pronosticato una partecipazione del Movimento 5 Stelle ad un governo presieduto da Mario Draghi. Il mio post si era riempito in poche ore di decine e decine di commenti ed insulti da parte dei grillini che consideravano tale ipotesi inverosimile. Poi è arrivato il governo Conte 2 con il Pd ed adesso il governo di responsabilità nazionale con Draghi e la Lega. Quindi pur di restare ben ancorati alla sedia tutto va bene. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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