Evo Morales

NON CI FURONO BROGLI DURANTE LE ELEZIONI IN BOLIVIA DEL 2019

 

Non ci furono brogli durante le elezioni in Bolivia dell’ottobre 2019, è quanto afferma il  procuratore generale del paese sudamericano, Wilfredo Chávez, dopo che sono stati controllati oltre 34 mila verbali elettorali.

Durante un incontro internazionale intitolata “Cosa è successo nelle elezioni boliviane del 2019 e nel rapporto dell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani, ndr)? Gli esperti hanno condiviso il loro studio. Il procuratore generale del paese sudamericano, Wilfredo Chávez, ha ribadito che nelle suddette elezioni non ci sono stati brogli.

Nell’incontro internazionale che si è tenuto a Washington il Procuratore Generale Wilfredo Chávez ha dichiarato che l’Organizzazione degli Stati Americani, incaricata dal governo boliviano di condurre un indagine per valutare la regolarità delle elezioni, ha basato il suo rapporto sull’esame di solamente 226 verbali elettorali che corrispondono allo 0,6 per cento dei 34.555 verbali totali. Quindi un’esigua quantità di verbali per ritenere il loro giudizio attendibile.

Il funzionario ha spiegato che la frode è stata esclusa dopo un’indagine svolta a livello internazionale a cui hanno partecipato studiosi indipendenti  che hanno esaminato ed analizzato 34.555 verbali elettorali per cinque giorni nella città di El Alto, dipartimento di La Paz. Durante l’indagine sono state rilevate solamente 15 infrazioni di importanza poco rilevante.

“Signore e signori, non c’è stata frode nel mio paese”, ha confermato il procuratore durante l’incontro, a cui hanno partecipato esperti e relatori internazionali, tra cui Jake Johnston del Center for Economic and Policy Research (CEPR), Francisco Rodríguez del Council on Foreign Relations, e Jack Williams del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Jack Williams ha presentato il suo studio eseguito attraverso centinaia di simulazioni che dimostrano come Evo Morales abbia vinto le elezioni dell’ottobre 2019 con oltre il 10 per cento di differenza sul secondo classificato. 

Secondo la legge elettorale Boliviana un candidato vince le elezioni se raggiunge la maggioranza più uno dei voti oppure se raggiunge almeno il 40 per cento dei suffragi con una differenza di almeno il 10 per cento sul secondo. Nel 2019 Evo Morales ottenne poco più del 40 per cento dei voti con una differenza del 10 per cento sul secondo, quindi avrebbe ottenuto la vittoria. Vittoria che però fu messa in discussione da settori della destra che insinuavano che le elezioni non fossero state regolari, convinzione questa rafforzata  dal rapporto stilato dall’OSA che paventò palesi brogli elettorali. 

Il rapporto stilato dall’Organizzazione degli Stati Americani era già stato messo in discussione altre volte da numerosi istituti internazionali che non avevano riscontrato brogli significativi che avessero potuto compromettere i risultati finali delle elezioni. Anche in questi studi era risultato che le infrazioni erano marginali e in ogni caso non potevano cambiare il risultato finale.

Questo ulteriore studio ha dimostrato che l’OSA in quella occasione non ha svolto un ruolo di controllo e di garante sulla regolarità delle lezioni come gli competeva, ma ha giocato sporco alterando il risultato finale. Un comportamento che ha aperto la strada al successivo golpe da parte di Jeanine Anez  ed alle violenze che ne sono seguite certificando che il ruolo di questa organizzazione è strettamente politico e non di garanzia. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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