Popolazione indigena del Brasile

AUMENTANO IN BRASILE LE VIOLENZE CONTRO LE COMUNITA’ INDIGENE 

 

In Brasile nell’ultimo anno sono aumentate le violenze verso le popolazioni indigene, lo afferma il Rapporto sulla violenza contro i popoli indigeni del Brasile, pubblicato annualmente dal Consiglio missionario indigeno (CIMI).

Il Rapporto sulla violenza contro i popoli indigeni del Brasile, pubblicato annualmente dal Consiglio missionario indigeno (CIMI), ha rivelato venerdì che nel 2020 un totale di 182 indigeni sono stati uccisi, a causa dell’aumento della violenza contro i popoli nativi e delle invasioni delle loro terre.

Secondo il documento le vittime di violenza nelle comunità indigene del paese sud americano sono aumentate rispetto al 2019 del 63 per cento passando da 113 a 182, nel 2020. Inoltre, ci sono state 263 “invasioni delle terre, sfruttamento illegale delle risorse e danni al patrimonio indigeno.

L’anno scorso ci sono stati 14 casi di abuso di potere, 17 minacce di morte, 16 omicidi colposi, otto lesioni fisiche intenzionali, 15 atti di razzismo e discriminazione etnoculturali, 13 tentativi di assassinio e cinque episodi di violenza sessuale. Il numero complessivo di atti violenti contro le popolazioni indigene, secondo il rapporto, nel 2020 raggiunge la cifra di 304 rispetto ai 277 registrati nel 2019.

Invasioni delle terre, episodi di sfruttamento delle risorse naturali e danni alle proprietà delle popolazioni native  si sono registrate anche nel 2020 raggiungendo la cifra di 219 episodi. Generalmente, gli invasori sono taglialegna illegali, cercatori d’oro, cacciatori e pescatori, allevatori e accaparratori di terra che invadono le terre indigene con l’obiettivo di appropriarsi illegalmente del legno. Gli usurpatori devastano interi fiumi alla ricerca di oro e altri materiali, oltre a deforestare e bruciare vaste aree per aprire nuovi pascoli.

Riguardo all’invasione delle terre da parte di mercanti senza scrupoli il CIMI richiama l’attenzione sui casi dei popoli Yanomami, Yekwana e Munduruku, recentemente violati a causa della mancanza dello Stato e dell’aumento della crisi sanitaria per l’arrivo del Covid 19.

Gli Yanomami soffrono sulla loro pelle le cause di questa costante invasione delle loro terre. Viene stimata una presenza di circa 20.000 minatori illegali, che portano violenza e infezioni da covid-19. Secondo l’Associazione dei popoli indigeni del Brasile, finora 43.000 aborigeni sono stati infettati dalla malattia e circa 900 sono morti nel 2020. (Telesur)

Alla base dell’aumento delle violenze verso le popolazioni native ci sono le politiche di abbandono e di sospensione dei diritti degli indigeni praticate dal governo di Jair Bolsonaro. Politiche che mirano alla sistematica eliminazione di queste popolazioni oltre alla volontà di sfruttamento indiscriminato delle risorse ambientali.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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