Le manifestazioni contro Bolsonaro

BRASILE: LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA INDAGA SULLA RESPONSABILITA’ DELLA PANDEMIA

di Teresa Isenburg

 

Martedì 26 ottobre 2021 alle ore 20 nella CPI/Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla Pandemia del Senato Federale del Brasile a maggioranza è stata votata la Relazione finale dei lavori della commissione stessa, installata il 27 aprile.Tutti i materiali sono consultabili sul sito https://legis.senado.leg.br/comissoes/. Una Commissione che ha lavorato mentre i fatti indagati sono ancora in corso e che quindi ha una incidenza molto significativa anche sul piano operativo. Un fatto importante certamente per il Brasile, ma anche a livello internazionale perché il virus della pandemia e il suo fratello gemello del negazionismo istituzionale travalicano i confini e dilagano in vasti spazi. Sono state presentate anche relazioni di minoranza su temi parziali. Sono stati identificati reati compiuti da 79 persone e due imprese, incluso il presidente, i suoi figli che coprono incarichi istituzionali, deputati, funzionari e cittadini. La Relazione mercoledì 27 ottobre viene consegnata alla Procura Generale della Repubblica e ad altre istituzioni alle quali compete di valutare o non valutare in sede giudiziaria quanto documentato dalla CPI. Il presidente della CPI ha più volte ripetuto che ritiene impossibile insabbiare un insieme così solido di denunce.

Dalle 1179 pagine della Relazione traduco alcuni passaggi che permettono di farsi una idea del lavoro fatto e soprattutto della gestione devastante da parte dell’esecutivo federale della pandemia. Se Tommaso Moro denunciava che le pecore mangiavano gli uomini nelle terre britanniche del XVI secolo, possiamo dire che il mercato divora i corpi di uomini e donne nel XXI secolo. Ma il mercato è fatto di persone che hanno nomi e ruoli ed è di questi che la CPI ha ricostruito la materialità imponendo di guardare il groviglio di ideologie, incompetenze, interessi illegittimi che hanno contribuito a costruire una infinita pira di oltre 600.000 cittadini e cittadine e un esercito di 12.000 bimbetti fino a sei anni che hanno perso un genitore, cifra che sale a 130.000 se si includono gli adolescenti. Un gruppo non piccolo ha perso entrambi i genitori. Questa ecatombe è in buona parte conseguenza diretta delle scelte di un neoliberismo estremo che ha occupato il potere in Brasile a partire dalla deposizione illegittima della presidente Dilma Rousseff e nel corso dei governi Temer e Bolsonaro, entrambi nebbiosi dal punto di vista della legittimità e della costituzionalità. Da questo punto di vista il Brasile è un caso da guardare con attenzione perché sempre più appare come un laboratorio in cui si sperimentano modelli politici lontani dalle regole democratiche. Questa CPI, ripeto, impone di guardare il Minotauro che esige, da chi ad esso si sottomette, vittime umane. Urge trovare il filo di Arianna per spezzare questo progetto di devastazione. Leggere le pagine della CPI fornisce vasta materia di riflessione su come cittadini e cittadine siano indifesi di fronte al malgoverno se le regole istituzionali non vengono rispettate e se la partecipazione politica si affievolisce. Vedere al vivo le deposizioni ha offerto un quadro impressionante di cinismo e amoralità di soggetti detentori di poteri decisionali vasti, persone lontane dalla capacità di empatia verso coloro sui quali le decisioni ricadono. Nelle pagine scritte la intensità delle parole vive si perde, ma molto rimane come informazione e analisi (le parti tradotte dalla Relazione sono in tondo, eventuali annotazioni in corsivo).

Dalla Relazione finale
Il 15 gennaio, di fronte alla gravità della pandemia, il senatore Randolfe Rodrigues sollecitava l’apertura di una CPI per appurare le azioni e le possibili omissioni del governo federale nell’affrontare covid-19 (p. 21). Il 14 aprile il Supremo tribunale federale ne confermava la legittimità. Il quadro di riferimento in cui la Relazione colloca il proprio lavoro è presentato in apertura:
Il Brasile ha raggiunto 603.282 morti per covid-19, ciò che ha collocato il nostro paese nel triste primato nel mondo per morti nel 2021. In termini relativi il Brasile fino ad ora ha registrato 101.145 casi per milione di abitanti (23°posto), 2.819 morti per milione (7° posto), pur avendo solo il 2,7% della popolazione mondiale. Meno della metà dei brasiliani ha una vaccinazione completa. Il Brasile è andato male anche nell’area economica, la quale ha servito per giustificazione durante tutto il periodo della pandemia, fino ad oggi, per ridurre le misure di contrasto alla pandemia. Abbiamo avuto il più alto indice di disoccupazione, 14,7%, i più alti prezzi di benzina e gas da cucina, il dollaro ha raggiunto i più alti livelli rispetto al real. Il PIB totale è il più basso dal 2014 (p. 12) . L’economia del Brasile nel 2011 era la 6ª del mondo e rappresentava in dollari il 3,5% dell’economia mondiale. L’ interminabile successione di misure sbagliate ha portato ad una riduzione storica di 4,1% del PIB nel 2020. Il Brasile quindi è caduto al 12° posto nelle economie mondiali e il PIB rappresenta in dollari 1,6% del PIB mondiale (p.13).

Va sottolineato che ci sono stati diversi tentativi, alcuni frustrati altri no, del governo federale di intralciare l’accesso della popolazione all’informazione durante la pandemia con decreti che hanno allungato i tempi di secretazione di molti documenti. Ad esempio quando il generale Pazuello ha assunto il Ministero della Salute ha cancellato la divulgazione di dati su covid-19 allegando un cambiamento di sistema informatico. Il STF ha deciso la ripresa della divulgazione. L’Esercito ha attribuito una secretazione di 100 anni per il processo sulla partecipazione dell’ex ministro Pazuello ad un atto politico con il presidente Bolsonaro a Rio de Janeiro (i militari in servizio non possono partecipare a iniziative politiche) (p. 14). Il governo ha decretato una secretazione di 15 anni sulle informazioni di un viaggio di componenti dell’esecutivo in Israele per informazioni su spray nasale. Il governo ha anche imposto una secretazione di 100 anni sul certificato di vaccinazione del presidente (p. 14).

La prima misura presa dalla CPI è stata l’approvazione delle richieste che contribuiscano a chiarire i fatti. Sono state presentate 1582 richieste, 1062 delle quali accolte. La Commissione ha anche approvato 251 trasferimenti di dati (fiscali, bancari, telefonici e telematici). Inoltre sono stati inviati 2669 atti sollecitando informazioni, sono stati ricevuti 2792 documenti, 71.957 archivi con documenti aperti e 4.251.840 archivi con documenti secretati (p. 29). In parallelo, fatte le debite convocazioni e inviti, sono iniziate le audizioni di indagati, testimoni e specialisti. Le rispettive riunioni sono iniziate il 4 maggio e si sono concluse il 19 ottobre. Si sono tenute 66 riunioni, 58 delle quali audizioni, tutte registrate dalla TV Senato e ampiamente divulgate, in cui si sono ascoltate 61 persone oltre a vittime del covid (p. 31).

Alla luce delle informazioni raccolte e osservando i limiti di competenza di fiscalizzazione della CPI, così come gli elementi di prova che risultavano convergenti, riteniamo che le azioni meritevoli delle nostre analisi siano le seguenti:
a) gabinetto parallelo
b) immunità di gregge
c) trattamento precoce
d) opposizione alle misure non farmacologiche
e) ritardo nell’acquisto di vaccini
f) crisi dello Stato di Amazonas e assenza di coordinamento del governo federale
g) il caso Covaxin
h) ospedali federali di Rio de Janiero
i) caso VTC operadora de logistica ltd – VTCLOG
j) l’analisi del bilancio della pandemia in Brasile
k) questione indigena e quilombola
l) disinformazione nella pandemia (fake news)
m) il caso Prevent Senior

Dopo quasi sei mesi di intensi lavori, questa Commissione ha raccolto elementi di prova che dimostrano abbondantemente che il governo federale è stato omesso e ha optato di agire in modo non tecnico e inadeguato nell’affrontare la pandemia del nuovo (p. 1161) coronavirus, esponendo volutamente la popolazione al rischio concreto di infezione in massa. Sono state provate l’esistenza di un gabinetto parallelo, l’intenzione di immunizzare la popolazione attraverso il contagio naturale, la preferenza per un trattamento precoce senza fondamento scientifico, la disincentivazione all’uso di misure non farmacologiche. In parallelo vi è stato il voluto ritardo nell’acquisto di immunizzanti, con evidente disprezzo per la vita delle persone. Con questi comportamenti, il governo federale, che aveva il dovere legale di agire, concordò con la morte di brasiliane e brasiliani.

E’ stato verificato che il gabinetto parallelo era composto da medici, politici e imprenditori. Il gruppo, che non aveva investitura formale in incarichi pubblici, orientava il presidente della Repubblica sul modo in cui la pandemia di covid-19 doveva essere affrontata e prendeva parte alle decisioni di politiche pubbliche, senza rispettare le indicazioni tecniche del Ministero della Salute. Il fatto di non fare parte dei quadro della Pubblica Amministrazione, oltre a intralciare la panificazione e l’esecuzione dei lavori di contrasto a covid-19, serviva a nascondere (gli attori) rendendo difficile la responsabilizzazione per gli atti compiuti. La CPI ha potuto anche concludere che uno dei principali obiettivi del gabinetto parallelo era consigliare il presidente della Repubblica a raggiungere l’immunità di gregge attraverso la contaminazione naturale in Brasile. Questa strategia portò il presidente Jair Bolsonaro da un lato a resistere con ostinazione all’incentivazione di misure non farmacologiche, come l’uso di maschere e il distanziamento sociale, e soprattutto a non dare rapidità all’acquisto di immunizzanti, ma al contrario a incentivare la cura attraverso medicine con il cosiddetto “trattamento precoce” (p. 1162). Puntando al raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso contaminazione, il governo federale, in particolare il presidente Jair Bolsonaro, usando la macchina pubblica, frequentemente e ripetutamente, ha stimolato la popolazione brasiliana a continuare normalmente nella sua routine, senza avvisare delle cautele necessarie, nonostante tutta la informazione disponibile sull’alto rischio di tale strategia. L’enfasi del governo è stata per proteggere e preservare l’economia, incentivando fra l’altro il mantenimento delle attività commerciali, anche con propaganda ufficiale che il Brasile non poteva fermarsi.

Altra bandiera del governo federale durante la più grave crisi sanitaria che ha colpito il paese con l’arrivo di covid-19 è stata la difesa incondizionata e ripetuta dell’uso di clorochina e di idroxiclorochina, come
di altri farmaci quali ivermectina e azitromicina, anche dopo che studi scientifici in tutto il mondo ne avevano dimostrato l’inefficacia. Agendo in questo modo l’opzione portata avanti soprattutto dal capo del governo federale ha contribuito ad una terrorizzante tragedia in cui centinaia di migliaia di brasiliani sono stati sacrificati e altre decine di migliaia contaminati. Di fatto l’insistenza sul trattamento precoce a detrimento della vaccinazione indica il presidente della Repubblica come il principale responsabile per gli errori di governo compiuti durante la pandemia covid-19.

La diffusione di notizie false, le ben note fake news, ha contribuito a che l’obiettivo negazionista fosse raggiunto. Vi è stata intensa attività della cupola del governo, in particolare del presidente della Repubblica, nell’alimentare la disseminazione di fake news. Le conseguenze di tali azioni sono state tragiche. La diffusione di notizie false ha generato un clima di sfiducia nella popolazione, incentivato le persone ad agire con superficiale normalità, fatto che ha prodotto una esposizione (p. 1164) pericolosa e non necessaria al nuovo coronavirus e ha contribuito a perdite ulteriori di vite durante la pandemia. La falsa sensazione di sicurezza, scatenata da informazioni non veritiere, ha contribuito in modo decisivo ad accrescere il numero di infettati e di morti.

L’assenza di una politica nazionale di test ha impedito l’adeguato monitoraggio dell’evoluzione della malattia nella società con le conseguenze che ne discendono. Le conseguenze di questa strategia macabra sono state misurate dalla scienza. Se misure non farmacologiche fossero state applicate in modo sistematico nel paese, i livelli di trasmissione di covid-19 avrebbero potuto essere ridotti di circa il 40%, ciò che significa che 120.000 vite avrebbero potuto essere salvate fino alla fine di marzo 2021 (p. 1166).

La più grave omissione del governo federale è stato il voluto ritardo nell’acquisto di vaccini. Questa misura sfortunatamente è stata negletta. Le verifiche della Commissione hanno rilevato che durante la gestione dell’ex ministro della Salute generale Eduardo Pazuello e dell’ex segretario esecutivo del Ministero della Salute colonnello Elcio Franco vennero fatte le prime offerte di acquisto preferenziale di vaccini, in particolare dell’immunizzante CoronaVac della impresa Sinovac con collaborazione dell’Istituto Butantan di San Paolo e della Pfizer. Tuttavia le trattative e la conclusione delle stesse da parte del governo federale hanno subito ingiustificabile e intenzionale ritardo, che è ricaduto direttamente sull’acquisto di vaccini e sul cronogramma di immunizzazione della popolazione brasiliana. Il Brasile avrebbe potuto essere il primo paese al mondo nell’iniziare la vaccinazione insieme al Regno Unito (p. 1167).

Le conseguenze di questa strategia sono state anch’esse valutate dalla scienza. Tre studi hanno calcolato che 12.663 persone con oltre 60 anni non sarebbero morte nel mesi di marzo, aprile e maggio 2021 se il Ministero della Salute avesse contrattato ad agosto 2020 i 70 milioni di dosi della Pfizer.

Il caso specifico dello Stato di Amazonas ha richiesto attenzione speciale dalla Commissione. Alla luce della prova raccolta, si è potuto osservare che già nella prima ondata epidemica i sistemi di salute di Amazonas indicavano difficoltà di risposta a covid-19 (p. 1169). Sorprende quindi che il Ministero della Salute abbia optato per “indicazioni di intervento precoce per covid-19” per fare fronte al caos sanitario, nonostante l’assenza di verifica scientifica che ne giustificasse l’adozione come politica pubblica. Queste azioni e omissioni indicano che allo stesso tempo il popolo amazzonese è stato abbandonato al proprio destino e ha servito come cavia per esperimenti disumani (p. 1169).

Altra evidenza documentata dalla CPI è l’esistenza di diverse irregolarità e crimini che riguardano l’acquisto di vaccini, ciò che ha squadernato uno schema di corruzione mai visto all’interno del Ministero della Salute.
Tali irregolarità erano state portate a conoscenza del presidente della Repubblica dal deputato Luís Miranda, ma il presidente Jair Bolsonaro, pur accennando al leader di governo nella Camera dei deputati Riccardo Barros come responsabile delle irregolarità, non ha attivato la polizia federale (p. 1171).

Le informazioni ricevute dalla CPI sull’impatto della pandemia nei popoli indigeni sono anch’esse preoccupanti. Non è segreto che il governo federale ha deliberatamente praticato atti contro i diritti degli indigeni. Ha sommato, alla retorica antindigenista che il presidente Jair Bolsonaro già diffondeva quando era deputato federale, la promessa di non demarcare più terre durante il suo governo. Insediato ha agito per erodere le garanzie costituzionali e legali che proteggono gli indigeni, oltre ad istigare invasori, in un costante assedio. Quando è arrivata la pandemia, il virus è stata un’arma in più, e più mortifera, in questa campagna che già era in corso (p. 1175).

In tutte la azioni che furono realizzate nel 2020 sottolineiamo il ruolo prevalente del Congresso Nazionale nella definizione di programmi di grande importanza per il paese, destinati soprattutto al contrasto agli effetti sociali ed economici della pandemia. La maggioranza delle azioni realizzate attraverso il bilancio dell’Unione è frutto della celere approvazione di progetti di legge di iniziativa di parlamentari competenti impegnati ad appoggiare la popolazione brasiliana.

Infine è stato anche portato alla luce il macabro operare della Prevent Senior, impresa di salute che ha agito in collaborazione con il governo federale per falsificare dati e documenti al fine di promuovere l’uso del cosiddetto kit-covid, composto (p. 1176) di medicine senza efficacia conto convid-19. Il governo riceveva informazioni e il presidente le diffondeva come verità scientifiche. La realtà è che test clinici vennero condotti senza autorizzazione dei comitati di etica nella ricerca, trasformando gli assicurati del piano in cavie umane.

Le conclusioni di questa Commissione si sono appoggiate a prove prodotte nel corso degli ultimi mesi, in particolare su audizioni e documenti ricevuti. Tutto questo archivio probatorio ha permesso di indiziare agenti politici e servitori pubblici che avevano il potere di definire o influenzare l’assunzione di decisioni relative al contrasto all’epidemia del nuovo coronavirus e di privati cittadini coinvolti in pratiche delittuose. La CPI ha quindi proposto vari inoltri affinché gli organi competenti diano prosecuzione alle investigazioni e identifichino nuove responsabilità nella sfera civile, criminale e amministrativa.

Il contenuto della relazione e di tutti i documenti rilevanti dell’indagine dovrà essere condiviso con le autorità responsabili per la persecuzione criminale, sia in primo grado che nell’ambito dei tribunali per persone con foro speciali in base alle funzioni. Inoltre, in caso di identificazione di crimini contro l’umanità, i documenti saranno anche trasmessi al Tribunale Penale Internazionale, tenendo conto della incapacità giuridica delle autorità brasiliane nell’appurazione e punizione di tali crimini (p. 1177). Oltre ad indiziare i responsabili e chiedere la punizione dei comportamenti illeciti, la CPI propone, come parte di un programma positivo, una serie di misure legislative. Infine la Commissione nel corso dei lavori ha proposto e approvato la creazione di un memoriale in omaggio alle vittime del covid-19 nello spazio del Senato Federale, responsabile di avere rivelato alla popolazione brasiliana fatti che mai sarebbero venuti alla luce senza il lavoro della CPI della Pandemia, perché mai ci si dimentichi di ciò che è accaduto in questo paese e degli innocenti che hanno pagato con la vita la condotta irresponsabile dei governo federale nella gestione della pandemia. Noi mai dimenticheremo.

Teresa Isenburg

Fonte: Partito della Rifondazione Comunista S.E.

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