Il muro di Berlino

TRENTADUE ANNI FA CROLLAVA IL MURO DI BERLINO 

 

Trentadue anni fa, il 9 novembre 1989, crollava il muro di Berlino, prima tappa della disgregazione dell’Unione Sovietica ed inizio del nuovo ordine mondiale. Ma dopo oltre tre decadi da quel giorno i muri non sono diminuiti ed il nuovo ordine mondiale ha dimostrato la sua arroganza.

Il 9 novembre del 1989 crollava materialmente il muro di Berlino ed iniziava una nuova tappa della storia che per oltre quaranta anni aveva diviso in due blocchi il mondo: il blocco sovietico ed il blocco atlantico. Tre decenni son passati da quel giorno ma i muri invece di diminuire sono aumentati in tutto il mondo.

Se il muro di Berlino doveva impedire ai cittadini della Germania Est di raggiunger la Repubblica Federale Tedesca e quindi l’occidente oggi i muri invece  avrebbero lo scopo di impedire che in occidente arrivino cittadini provenienti da altre parti del mondo. In pratica la frittata è stata girata: il muro di Berlino che divideva le due Germanie era considerato l’espressione più evidente della dittatura sovietica perché impediva ai cittadini di andarsene dal loro paese e gli impediva di fatto di esercitare il loro diritto al movimento.

Oggi invece i vari muri sparsi per il mondo nascono e crescono con l’intento opposto ovvero quello di impedire ai migranti che fuggono dai loro paesi, spesso sfruttati proprio da coloro che erigono i muri o sottoposti a guerre di occupazione, di raggiungere le nazioni occidentali. Il muro tra Stati Uniti e Messico dovrebbe impedire ai latinos, provenienti dal centro e sud America, di entrare negli Stati Uniti. I muri che vorrebbero costruire i paesi dell’ex Patto di Varsavia, Polonia, Lituania, ex Cecoslovacchia, ecc., dovrebbero impedire l’immigrazione dalle nazioni asiatiche e del Medio Oriente come Siria, Iraq  Afganistan. 

I nuovi muri che circondano il nostro dorato giardino sono la conseguenza del crollo del muro di Berlino e del nuovo ordine mondiale che ne è seguito. La disgregazione dell’Unione Sovietica ha decretato la vittoria del blocco atlantico su quello sovietico lasciando di fatto il mondo nelle mani degli Stati Uniti che hanno dettato la politica per almeno una quindicina di anni.

Il nuovo ordine mondiale che si era costituito avrebbe dovuto, secondo la classica retorica dell’epoca, garantire pace e prosperità per tutti ma, come sappiamo bene, la storia ha percorso altre strade. Il mondo che prima era diviso in due si era trasformato in unipolare dove una sola nazione, gli Stati Uniti, avevano il controllo economico, finanziario e soprattutto militare. Il capitalismo poteva prosperare perché non aveva altri sistemi economici con cui si doveva misurare. Proprio il capitalismo che per prosperare deve agire in un regime unipolare ha tirato fuori gli artigli ed ha mostrato il suo vero volto.

La prosperità per tutti promessa è rimasta solo un buon proposito. Le guerre per l’appropriazione delle materi prime, quelle energetiche soprattutto, sono cresciute come funghi lasciando sul campo centinaia di migliaia di innocenti civili che hanno l’unica colpa di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato. La povertà mondiale è aumentata allo stesso ritmo con cui la ricchezza di pochi super miliardari scandalosamente aumenta di giorno in giorno. 

I muri sono l’emblema del fallimento di tutte le politiche internazionali delle ultime tre decadi che hanno visto non la redistribuzione della ricchezza ma la nascita di un nuovo colonialismo che ha impoverito milioni di persone. La retorica che dipingeva gli anni a seguire come il periodo che doveva garantire benessere per tutti era solo servile alla creazione di una classe pronta ad accettare ogni tipo di cambiamento, che in apparenza sembrava un passo in avanti, ma che in realtà nascondeva, e continua a nascondere, il solito inganno capitalista.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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