Il confine tra Polonia e Bielorussia

LA POLONIA SCHIERA I MILITARI PER DIFENDERSI DALL’INVASIONE DI MIGRANTI AI CONFINI 

 

La Polonia schiera l’esercito al confine con la Bielorussia per impedire l’ingresso dei migranti sul suo territorio paventando la più grande invasione che l’Europa abbia mai subito.

La Polonia e la Lituania per impedire che i migranti provenienti dalla Bielorussia entrino nei loro paesi schierano gli eserciti ai loro confini. “Il più grande sforzo per forzare il confine polacco mai registrato è iniziato”, ha detto un portavoce dei servizi segreti polacchi. 

La Lituania ha inviato ulteriori forze al confine con Polonia e Bielorussia a fronte dell’alta concentrazione di migranti nell’area del valico bruzgui-Kúznica in cui si contano tra le 1.000 e le 5.000 persone, secondo varie stime. Il ministero dell’Interno lituano ha proposto di dichiarare lo stato di emergenza nel paese, ha detto il ministro dell’Interno Agne Bilotaite in una conferenza stampa lunedì.

Sul lato polacco il ministro dell’Interno Mariusz Kaminski ha detto che i suoi servizi hanno monitorato la situazione a Kuznica per diversi giorni e sono “preparati a qualsiasi scenario”.

“Una dura difesa delle frontiere è la nostra priorità. Abbiamo aumentato il numero di guardie di frontiera, polizia e soldati. Stiamo aspettando preparati”, ha detto sul suo account Twitter.

La Polonia ha schierato migliaia di uomini ed eretto recinzioni di filo spinato per difendere i suoi confini con la Bielorussia. Da parte sua il governo bielorusso accusa il vicino polacco di aver creato la crisi migratoria impedendo ai migranti provenienti dalla zona curda della Siria, dall’Iraq e dall’Afganistan di entrare nel suo territorio.

Il Comitato di frontiera dello Stato bielorusso ha confermato lo sfollamento di un vasto gruppo di rifugiati verso il confine polacco, ritenendo quel paese responsabile della crisi.

“L’indifferenza e l’atteggiamento disumano delle autorità polacche hanno provocato questo atto di disperazione”, hanno  scritto sul loro canale Telegram.

Il 28 giugno Minsk ha annunciato la sospensione dell’accordo stipulato con l’unione Europea, in vigore dal 1° luglio 2020, che obbliga la Bielorussia ad accettare immigrati privi di documenti che entrano illegalmente nell’UE dal suo territorio. La sospensione dell’accordo si deve all’aumento delle sanzioni e delle crescenti pressioni che la stessa Unione Europea ha esercitato verso il governo della Bielorussia.

“Ora sarebbe meglio per i politici polacchi, che maledicono [il presidente bielorusso Alexander] Lukashenko e accusano Minsk di causare problemi con i migranti iracheni, ricordare che l’Iraq è stato fatto a pezzi con una partecipazione molto attiva da Varsavia: più di 2.000 soldati polacchi hanno invaso questo paese sovrano per imporre la democrazia”, ha scritto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul suo canale Telegram in riferimento all’invasione dell’Iraq da parte della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti nel 2003.

La situazione dei rifugiati fermi al confine è drammatica. “Il gruppo di rifugiati, per lo più curdi, rimane concentrato davanti alla recinzione polacca. Si sono accampati al confine e attualmente non stanno intraprendendo alcuna azione aggressiva. Lo stato fisico e morale di queste persone è estremamente duro e depresso. Non hanno acqua e cibo,  il campo non ha nemmeno le condizioni minime per l’igiene quotidiana”, ha detto il Comitato di frontiera bielorusso.

L’esercito polacco schierato a difesa dei confini ha usato gas lacrimogeni per disperdere i migranti e molti di loro hanno accusato malori causati dai gas. Tra i disperati in cerca di una vita migliore in Europa si contano varie donne incinte e molti bambini costretti a passare la notte in condizioni molto difficili dato che le temperature notturne scendono a zero gradi.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha commentato la crisi migratoria affermando che “La crisi ha origine  dalla politica che i paesi occidentali, compresi i membri della NATO e l’UE, hanno perseguito per molti anni in Medio Oriente e Nord Africa, cercando di imporre loro una vita migliore secondo gli standard occidentali”, ed ha aggiunto che Credo che la risoluzione di questi problemi debba essere basata sul rispetto delle norme del diritto internazionale”.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto lunedì di imporre nuove sanzioni contro Minsk per aver presumibilmente “strumentalizzato” per ragioni politiche la crisi al confine con la Polonia, che ha definito un “attacco ibrido”. Sanzioni, che come sempre da molto  tempo accade, si basano su semplici supposizioni e mai su certezze. 

L’emergenza che si sta registrando ai confini tra Polonia e Bielorussia viene vista dalla Commissione Europea come un attacco compiuto dal governo di Lukashenko alla stessa Unione Europea che ha subito chiesto un aumento delle sanzioni, Posizione questa che risulta abbastanza schizzofrenica dato che mai in Europa si sono preoccupati dei migranti che, provenienti da Tunisia, Libia e Egitto, percorrendo la rotta mediterranea a bordo di improbabili imbarcazioni, arrivano sulle coste italiane. Non mi sembra che mai la nostra impotente e insensibile Europa si sia mai preoccupata troppo delle migliaia di migranti che arrivano in Italia attraverso il Mediterraneo.

Inoltre i paesi del nord Europa, Polonia in testa seguita  dalle nazioni dell’ex Patto di Varsavia, non hanno mai alzato un dito per attuare quelle politiche di buon senso che prevederebbero una equa distribuzione dei migranti che arrivano sul nostro territorio. Hanno semplicemente fatto orecchi da mercante lasciando l’onere della gestione migratoria al nostro governo.

Oggi  alla Bielorussia, che per motivi di gestione dei migranti o per questioni meramente politiche, ha deciso di lasciare liberi i rifugiati presenti sul suo territorio viene chiesta l’applicazione di nuove sanzioni. Forse è proprio l’Europa che sta usando questi disperati per chiari scopi di pressione politica verso Lukashenko e non il contrario. Infine non mi risulta che siano mai state chieste sanzioni contro la Libia, Tunisia ed Egitto che lasciano liberamente partire centinaia di imbarcazioni piene di disperati alla ricerca di una vita migliore. Vita negata nei loro paesi di origine a causa delle politiche predatorie o di guerra attuate proprio dalla nostra Europa che segue come un cagnolino al guinzaglio le mire egemoniche degli Stati Uniti. 

Evidentemente esistono confini di serie A e confini di serie B.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Un pensiero su “LA POLONIA SCHIERA I MILITARI PER DIFENDERSI DALL’INVASIONE DI MIGRANTI AI CONFINI”
  1. Condivido queste considerazioni di Andrea Puccio. Non credo alla versione dell’informazione mainstream secondo cui questi profughi vengono prelevati da Lukashenko nei vari Paesi per creare problemi all’Europa. Sembra trattarsi di profughi provenienti dall’Afganistan, Iraq, Siria, proprio da quei Paesi devastati dalle guerre Nato, che attraversano la Bielorussia per giungere in Europa. Le sanzioni europee alla Siria ed alla Bielorussia sono fuori da ogni logica e non ci sarebbe da stupirsi se presto arrivassero, con la prosecuzione delle sanzioni, anche profughi dalla Bielorussia.
    Colpisce invece l’ipocrisia e l’egoismo dell’UE che si preoccupa dei diritti di Navalny, degli Uiguri, dei cittadini bielorussi, ma ignora la negazione dei diritti umani dei Palestinesi e la colonizzazione delle loro terre da parte d’Israele, ed alza muri in Polonia, dinnanzi ai profughi causati dalle guerra Nato, decise dagli Stati Uniti con l’UE al seguito.

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