Migranti al confine con la Polonia

L’UNIONE EUROPEA ESPRIME SOLIDARIETA’ ALLA POLONIA PER LA POSSIBLE INVASIONE DI MIGRANTI ’ 

 

In mezzo alla crisi dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia l’Unione Europea esprime solidarietà al governo polacco ed insinua il solito complotto russo invece di assumersi le proprie responsabilità.

Di fronte alla crisi dei migranti ai confini tra Bielorussia e Polonia il Presidente del Consiglio d’Europa Charles Michel invece di analizzare i motivi che hanno generato la crisi non sa fare altro che esprimere la propria solidarietà e quella dell’Unione Europea al Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki.

“Sono arrivato qui oggi per esprimere la mia solidarietà e la solidarietà dell’Unione Europea alla Polonia, che sta affrontando una crisi seria”, ha detto Michel in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki a Varsavia.

Il capo del Consiglio UE ha quindi definito la crisi un “brutale attacco ibrido” congeniato dal Presidente bielorusso Alexander Lukashenko per attaccare l’Unione Europea.

“Solo con la fermezza, l’unità ed anche la promozione dei nostri valori fondamentali si potrà rispondere a quanto sta accadendo”, ha sottolineato il funzionario europeo.

La crisi sarebbe stata progettata dal governo bielorusso con la partecipazione della Russia di Putin che avrebbe visto in questa azione il modo per mettere in difficoltà l’Unione Europea. Nel complotto orchestrato da Lukashenko con la complicità di Putin entrerebbe anche la compagnia aerea di bandiera della Russia Aeroflot che avrebbe prestato i suoi voli per il trasporto dei migranti a Minsk. In risposta il governo russo ha dichiarato che se verranno applicate sanzioni contro Aeroflot la Russia potrebbe impedire il sorvolo del suo spazio aereo ai voli civili occidentali, secondo quanto riporta RT.

Le migrazioni provenienti, da Siria, Iraq ed Afganistan sono la logica conseguenza delle politiche messe in atto, negli ultimi decenni contro questi paesi. Paesi sottoposti a guerre infinite che hanno ridotto le popolazioni alla fame e che fuggono dalle loro nazioni alla ricerca di una vita più degna. Azioni belliche progettate dagli Stati Uniti ed avallate dagli alleati europei.

Oggi la Polonia, sempre contraria alla modifica del trattato di Dublino che impedisce la redistribuzione dei migranti nei paesi europei, resta prigioniera dei suoi stessi dictat. A Varsavia sanno benissimo che tutti i migranti che poseranno i loro piedi sul territorio polacco resteranno per sempre lì e quindi giocano la classica carta dell’invasione europea. Invasione, se davvero di questo si tratta, sempre negata quando Italia, Grecia e Spagna chiedevano una equa ridistribuzione dei migranti provenienti dalle rotte mediterranee che raggiungevano con improbabili imbarcazioni le loro spiagge.

L’Unione Europea pur di non assumersi le proprie responsabilità e di assecondare le manie di persecuzione statunitensi che vedono nella Russia il nemico da combattere compie una giravolta di 360 gradi nei confronti della Polonia. Paese questo da tempo accusato di non garantire ai propri cittadini uno stato di diritto a causa delle recenti leggi approvate che limitano i diritti della comunità lgbt riceve la solidarietà per la sua prossima invasione. Invasione che ha una evidente valenza politica e non umanitaria: a nessuno importa niente, in Europa, delle sorti di una decina di migliaia di profughi che vengono invece usati quale mezzo di pressione verso il governo bielorusso.

Infine la solerte Europa dimentica che il governo di Lukashenko non riceve un Euro per la gestione dei flussi migratori a differenza della Turchia a cui sono stati elargiti oltre 6 miliardi di Euro per tenersi sul suo territorio i migranti provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia centrale. Proviamo a dare qualche Euro a Lukashenko per gestire i disperati che arrivano sul suo territorio e magari l’invasione viene scongiurata. Dimenticavo che il governo bielorusso è un governo dittatoriale mentre la Turchia è la culla della democrazia.

A proposito: non mi sembra che l’Unione Europea abbia mai considerato le decine di migliaia di migranti arrivati sulle coste italiane ogni anno un’invasione e non mi sembra abbia mai espresso solidarietà né al nostro paese né alla Spagna ed alla Grecia. Evidentemente esistono confini di Serie A e di serie B oppure, come sempre accade, certe crisi vengono gestite con la classica logica dei due pesi e due misure, pratica questa non nuova nella gestione delle crisi internazionali.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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