Il Presidente del Cile Sebastian Pinera

IL SENATO CILENO RESPINGE L’ACCUSA DI IMPEACHMENT CONTRO IL PRESIDENTE PINERA 

 

Il Senato del Cile ha respinto l’impeachment del presidente Sebastián Piñera che concluderà il suo mandato tra 14 settimane. Questa era la seconda richiesta di impeachment che il Presidente cileno ha ricevuto durante il suo secondo mandato.

Il Senato cileno ha respinto la richiesta di impeachment contro il Presidente Sebastián Piñera che necessitava per la sua approvazione di almeno 29 voti, quota questa che l’opposizione non ha raggiunto. La richiesta di messa in accusa del Presidente era stata presentata dopo la pubblicazione dei Pandora Papers.

Secondo l’indagine chiamata Pandora Papers, Piñera è accusato di aver venduto la proprietà di Minera Dominga, durante il suo primo mandato presidenziale tra il 2010 e il 2014, attraverso una transazione nel territorio delle Isole Vergini britanniche, un paradiso fiscale.

“È incomprensibile che Piñera sia di nuovo salvata da questa accusa”, ha detto la senatrice María Loreto Carvajal, del Partito per la Democrazia (PPD), durante il suo discorso. “Non abbiamo abbastanza voti per incriminarlo costituzionalmente”. 

Da parte sua, il senatore José Miguel Insulza, del Partito socialista (PS), ha detto che avrebbe preferito che l’accusa costituzionale si verificasse in un altro momento. “È ovvio che i 29 voti non saranno messi insieme per approvare l’accusa”, ha detto. 

In precedenza, il 9 novembre, la Camera dei deputati aveva avallato l’accusa in una sessione lunga e controversa  con i 78 voti necessari affinché il processo avanzasse e raggiungesse il Senato.

Se il licenziamento fosse stato favorevole, secondo la Costituzione, si sarebbe formato un governo di transizione guidato dal ministro dell’Interno, Rodrigo Delgado, fino a quando il Congresso non avesse eletto un nuovo presidente a maggioranza assoluta.

A tale riguardo, Leal ha detto in un’intervista a RT che, indipendentemente dal processo di impeachment che non ha avuto successo al Senato, l’indagine aperta dalla Procura cilena contro Piñera “dovrebbe continuare”.

Sebastián Piñera esce indenne per la seconda volta dalla richiesta di impeachment, infatti già nel 2019, quando il Presidente è stato accusato di violazione dei diritti umani durante le proteste sociali scoppiate nello stesso anno, la richiesta è stata rifiutata.   

Il processo precedente si è svolto nel novembre 2019, quando l’opposizione ha promosso un’accusa costituzionale contro il presidente per violazioni dei diritti umani, commesse durante la repressione delle proteste contro il suo operato di governo. (RT)

L’inchiesta giornalistica denominata Pandora Papers ha rivelato che l’attuale presidente cileno Sebastián Piñera è stato coinvolto in diverse attività offshore. I figli di Piñera possedevano il 33,3% delle azioni del progetto minerario di Dominga. Nel dicembre 2010, quando Piñera era già presidente da nove mesi, la sua famiglia ha venduto i titoli della sua società mineraria all’uomo d’affari ed amico d’infanzia del presidente Carlos Alberto Délano. La vendita è stata effettuata attraverso due società di comodo registrate nelle Isole Vergini britanniche. La vendita è stata siglata con due documenti: uno firmato in Cile per 14 milioni di dollari e l’altro nelle Isole Vergini britanniche per 138 milioni di dollari. Il pagamento doveva essere effettuato in tre tranche, ma con una condizione: l’ultimo pagamento sarebbe stato effettuato solo se il governo del Cile non avesse dichiarato l’area di operazioni del progetto Dominga come santuario naturale. L’esecutivo di Piñera ha deciso di non promuovere l’iniziativa ambientale e, in questo modo, è stata erogata la terza tranche. A tale proposito il manager delle società della famiglia piñera, ha sottolineato agli investigatori che l’inquilino di La Moneda non ha partecipato, né era a conoscenza dei dettagli della vendita del progetto Dominga.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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