Il Presidente Nicolas Maduro

TRIONFA IL PARTITO SOCIALISTA ALLE ELEZIONI IN VENEZUELA MA L’ASTENSIONISMO E’ DA RECORD 

 

Trionfa il chavismo alle elezioni regionali e comunali in Venezuela di ieri 21 novembre ma l’astensionismo raggiunge quasi il 60 per cento.

Si sono svolte ieri le elezioni in Venezuela per eleggere i governatori dei 23 stati ed i sindaci nei 335 comuni. Il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) vince 20 dei 23 governatorati, mentre l’opposizione deve accontentarsi solamente di 3 stati.

Il Partito Socialista Unito del Venezuela ha prevalso negli stati di Amazonas, Anzoátegui, Apure, Aragua, Barinas, Bolívar, Carabobo, Delta Amacuro, Falcón, Guárico, Lara, La Guaira, Mérida, Miranda, Monagas, Portuguesa, Sucre, Táchira, Trujillo e Yaracuy. La candidata del chavismo, Carmen Meléndez, ha vinto l’elezione  per il sindaco della capitale Caracas.

L’opposizione ha invece vinto negli stati di Cojedes, Nueva Esparta e nel popoloso stato di Zulia.

Dopo che i risultati sono stati resi noti il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, si è rivolto al paese e ha detto che questo è stato un “buon trionfo, una buona vittoria”. “Abbiamo ascoltato quanto riferito dal Consiglio elettorale nazionale, ci sono stati risultati schiaccianti nelle 24 entità federali che corrispondono a 23 stati più la capitale Caracas.” 

A queste elezioni hanno partecipato anche la quasi totalità delle opposizioni che avevano boicottato le precedenti consultazioni che secondo loro non garantivano trasparenza assecondando le teorie cospiratorie degli Stati Uniti e rilanciate dall’autoproclamato presidente Juan Guaidò. La partecipazione alle elezioni dell’opposizione apre una nuova pagina in Venezuela che dovrebbe rendere meno polarizzata la vita politica del paese.

In queste elezioni, a cui sono stati chiamati a partecipare 21 milioni di venezuelani, sono stati eletti 23 governatori, 335 sindaci, 253 legislatori dei consigli di stato e 2.471 consiglieri, per un totale di 3.082 cariche.

Più di 70.200 candidati hanno partecipato alle consultazioni, si prevede che il prossimo fine settimana i popoli indigeni eleggeranno i loro rappresentanti ai consigli legislativi e comunali, attraverso assemblee generali.

Ma non si può parlare di un successo completo dato che alle elezioni hanno partecipato solo il 41,8 per cento degli aventi diritto. L’affluenza alle urne nelle elezioni dei governatori dell’ottobre 2017 era stata del 61,01 per cento.

Ciò non significa che le elezioni non siano legittime ma non ci possiamo sottrarre da una valutazione critica. Un’alta astensione non è mai un bel segnale anche se più volte ci è stato detto, riferendosi alle elezioni nei paesi anglosassoni dove la partecipazione è sempre bassa, che la bassa affluenza è un sintomo di una democrazia matura. Personalmente non ho mai creduto a questa generica affermazione. Non partecipare alle elezioni è senza dubbio il sintomo di disaffezione verso la politica che porta a considerare quelli che partecipano alle consultazioni tutti uguali, che pensano solo per loro stessi, e quindi non in grado di risolvere i problemi quotidiani delle masse popolari.

Credo che il PSUV debba porsi alcune domande anche perché nelle elezioni precedenti l’astensione era richiesta agli elettori dall’opposizione quale mezzo per protestare contro il governo. Oggi quasi tutti i partiti hanno partecipato alle consultazioni quindi l’astensione non è una forma di protesta messa in atto dalla destra ma potrebbe essere il segnale di un malcontento generalizzato tra i venezuelani. Malcontento che Non bisogna però dimenticare è causato dalle numerose sanzioni economiche che gli Stati Uniti hanno applicato al paese negli ultimi anni e che colpiscono la popolazione in modo generalizzato.

Infine la bassa affluenza potrebbe essere usata quale mezzo per non riconoscere le elezioni da parte degli Stati Uniti e dalla sodale Unione Europea nonostante gli oltre 300 osservatori internazionali presenti hanno dichiarato che le consultazioni si sono svolte nella più totale tranquillità. 

In ogni caso anche nelle altre elezioni che si sono svolte ieri nel continente sud americano si è registrata una grande astensione. Si è votato  per la presidenza del Cile  ed anche qui l’affluenza è stata molto bassa assestandosi al 45,3 per cento, di poco superiore a quella venezuelana, a dimostrazione della disaffezione dei cittadini verso la politica.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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