Il Generale iraniano Soleimani

ISRAELE AMMETTE RESPONSABILITA’ NELL’ASSASSINIO DEL GENERALE IRANIANO SOLEIMANI 

 

Per la prima volta Israele ha ammesso di aver partecipato in maniera diretta all’operazione che ha portato all’uccisione del generale iraniano Qaseem Soleimani.

A rivelarlo, in un’intervista al Centro israeliano di intelligence, l’ex capo dell’intelligence militare, il generale Tamir Hayman.

Il generale israeliano ha confermato di essere stato personalmente coinvolto nell’azione che portò all’eliminazione del generale iraniano Qaseem Soleimani, uno dei più stretti collaboratori dell’Ayatollah Khamenei.

“La sua eliminazione fu un successo, perché ai nostri occhi il nemico principale è l’Iran. È raro che un uomo di grado talmente elevato sia al tempo stesso l’organizzatore della forza combattente, uno stratega e anche colui il quale impartisce ordini”, ha detto Tamir Hayman.

Secondo l’ex capo dell’intelligence israeliana l’ex capo della Guardia rivoluzionaria islamica “rappresentava un forte pericolo per la stabilità della Regione”, tanto da essere considerato in Israele “la locomotiva del treno dell’espansione iraniana” in Medio Oriente.

Il 3 gennaio 2020, il generale dei Quds, Qaseem Soleimani, fu ucciso in un  attacco condotto con droni statunitensi diretto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’assassinio di Soleimani ha devastato l’Iran perché il generale era  considerato nel paese un ufficiale militare molto rispettato. Il suo assassinio aveva spinto Tehran a promettere una vendetta contro gli Stati Uniti per la sua uccisione.

L’amministrazione Trump aveva accusato Soleimani di aver orchestrato attacchi contro le strutture statunitensi nella regione. (Sputnik)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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