Una città in CinaUna città in Cina

IN CINA IN QUARANTENA UNA CITTA’ DI 13,5 MILIONI DI ABITANTI PER IMPEDIRE LA DIFFUSIONE DEL COVID 19

 

In Cina le autorità, in esecuzione del piano di contenimento per la diffusione del corona virus, hanno messo in quarantena alcune città tra cui Xian di 13,5 milioni di abitanti.

Nelle ultime settimane in Cina alcune città hanno registrato alcuni focolai di Covid 19 e le autorità, come del resto fatto dai primi giorni della comparsa del virus, hanno messo in quarantena quasi totale le città in cui sono stati registrati i focolai. Tra le città coinvolte nelle quarantene troviamo anche Xian, capoluogo della provincia di Shaanxi, nella Cina centrale,, una città di 13,5 milioni di abitanti.

Nella città di Xian, secondo i dati statistici, pubblicati dalla stampa locale, tra il 9 e il 20 dicembre il numero totale di positivi è aumentato di 91 unità. Lunedì sono stati registrati 42 nuovi contagi, tra cui otto infezioni asintomatiche che sono state successivamente classificate come casi confermati. I pazienti, 19 con sintomi lievi e 15 in condizioni non gravi, sono stati isolati in centri medici per l’osservazione e il trattamento.

Ieri sono stati diagnosticati altri 52 casi positivi al corona virus che portano il numero complessivo di infettati negli ultimi 14 giorni a 143. Se paragonati al numero di casi che giornalmente vengono registrati in Italia e negli altri paesi europei il numero risulta davvero irrilevante, ma come è noto il virus si propaga ad una velocità molto rapida quindi se si vuole impedire la sua diffusione occorre bloccarla sul nascere e non aspettare a chiudere le porte delle stalle quando le mucche sono già scappate. 

Le autorità sanitarie hanno quindi iniziato una campagna che prevede l’esecuzione di un tampone a tutta la popolazione. Il governo ha anche esortato i residenti a indossare dispositivi di protezione individuale, a farsi testare ed a rispettare le nuove regole volte a ridurre il contatto interpersonale per frenare la diffusione del virus. Inoltre ha invitato i cittadini a evitare le riunioni e ad uscire solo in caso di necessità urgente. A partire dall’entrata in vigore delle nuove regole, solo una persona per famiglia può uscire a giorni alterni per comprare cibo e altri beni di base.

Le scuole primarie e secondarie hanno sospeso le lezioni in presenza passando alla didattica a distanza. Le misure di restrizione che il governo cinese ha adottato rispondono alla strategia “covid zero”, che autorizza confinamenti rigorosi di intere città, quarantene, test di massa e l’uso obbligatorio delle mascherine. Misure queste che hanno reso la Cina, dove non esistono movimenti no vax che protestano per la somministrazione del vaccino e dove il tracciamento personale avviene tramite un’app che tutti i cinesi hanno sul proprio cellulare, un paese dove i casi di positivi al virus sono poche decine su una popolazione di oltre un miliardo e 400 milioni di persone.

Per arginare la diffusione del virus oltre alle misure di contenimento sopra esposte le autorità cinesi adottano tolleranza zero contro chiunque non rispetti le regole sanitarie. Più di 50 persone sono state sanzionate per aver infranto le leggi e scatenato una nuova epidemia di coronavirus nella città cinese di Dalian, riferisce il Global Times con riferimento alla dichiarazione del governo locale pubblicata lunedì, riporta RT. 

Le autorità della città di Dalian hanno rilevato che l’aumento dei casi di COVID-19 in città era dovuto alla violazione delle regole da parte di Keqiang Food Company, una società che lavora con alimenti surgelati. Si è appreso che inizialmente il virus è stato introdotto attraverso il cibo, infettato un lavoratore in una cella frigorifera dell’azienda, diffuso ad altri lavoratori e poi diffuso quindi in altri locali.

I dirigenti e il personale direttivo dell’azienda hanno gravemente violato le regole di prevenzione e controllo dell’epidemia nei depositi frigorifero, che hanno portato allo scoppio dell’infezione, secondo le autorità cinesi. Sono stati sanzionati quindi anche i dirigenti della società di trasformazione alimentare Dalian Haiqing Aquatic Products, diversi dipendenti dell’istituto di medicina, lavoratori di una società di disinfezione e 42 funzionari governativi. 

A causa di questo focolaio di infezione nell’ultimo mese sono stati registrati nella città di Dalian 346 nuovi casi di coronavirus. 

A Dongxing, al confine con il Vietnam, nella provincia di Guangxi le autorità locali hanno ordinato ai cittadini di restare in casa dopo che si era registrato un solo caso di positività al corona virus. Le scuole e le attività non essenziali  sono state chiuse ed i trasporti locali sospesi. Una misura sicuramente per noi eccessiva ma evidentemente i risultati che la Cina ha ottenuto nella gestione della diffusione del virus dimostrano che con il Covid 19 non si può scherzare anche se da noi qualcuno continua a affermare che il virus non esiste ed è solo una grossa montatura organizzata dai soliti poteri forti.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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