La costruzione del gasdotto Nord Stream 2

CAMBIA LA STRATEGIA DI BIDEN SULLA QUESTIONE DELLE FORNITURE DEL GAS  ALL’EUROPA?

 

Le navi gasiere dei produttori di gas liquefatto degli Stati Uniti alla fine dello scorso dicembre sono state dirottate verso l’Europa per far fronte alla crisi dell’oro blu nel vecchio continente. Ma dietro questa scelta ci sarebbe un cambio di strategia del governo di Joe Biden.

In un articolo Sputnik analizza la nuova situazione che si è venuta a creare nel vecchio continente a causa della mancanza del gas successiva alle lentezze nell’apertura del gasdotto Nord Stream 2.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il 22 dicembre le navi gasiere con il gas naturale liquefatto (LNG provenienti) dagli Stati Uniti e dirette in Asia sono state dirottate a metà strada verso l’Europa. Il percorso è stato cambiato dopo che le quotazioni del gas si sono avvicinate a 2,3 dollari al metro cubo, un massimo storico.

“Le società statunitensi forniscono GNL a chi paga di più”, lo sostiene Khadzhimurad Belkharoev, professore associato presso l’Istituto di economia e affari mondiali in seno all’Università russa dell’amicizia tra i popoli.

I prezzi del gas sono aumentati durante l’anno scorso. In autunno e in inverno si sono susseguiti continuamente nuovi record. Tuttavia, gli statunitensi hanno preferito il crescente mercato asiatico. Soprattutto Cina, India e Giappone. “Al culmine della crisi energetica nell’UE, gli Stati Uniti hanno ignorato gli alleati strategici, inviando carburante in Asia al fine di consolidare la loro posizione nella regione e ricavare ulteriori profitti”, specifica l’esperto.

Ora che i prezzi nella regione si sono raffreddati, i produttori statunitensi di gas si sono rivolti all’Europa. Ben 20 gasiere si stanno precipitando nel Vecchio Continente seguite da altre 14. Dopo questa notizia le quotazioni del carburante blu si sono mosse al ribasso. Tuttavia, sono ancora 10 volte più alte dell’anno scorso.

“I produttori di GNL promettono di garantire la sicurezza energetica dell’Unione europea. Ma non hanno fretta di legarsi a contratti a lungo termine. Preferiscono agire in base alla contingenza. I produttori di gas nord americani sono pronti a riempire qualsiasi nicchia disponibile”, sostiene Petr Pushkarev, capo economista del Centro di informazione e analisi TeleTrade.

In questo momento stanno solo approfittando delle condizioni favorevoli, che potrebbero durare 6 mesi o più. “Ma è improbabile che i produttori e i fornitori di GNL degli Stati Uniti si aspettino seriamente di accaparrarsi una quota del mercato europeo”, sostiene l’esperto.

Gli statunitensi sanno benessimo che con l’avviamento del Nord Stream 2 la domanda europea di GNL diminuirà. ?Inoltre, i prezzi diminuiranno di 3 volte, anche tenendo conto dell’inflazione globale per i combustibili e i materiali necessari. Il GNL americano sul mercato europeo può solo far retrocedere le quotazioni dai loro valori di punta, che è quello a cui stiamo assistendo”, nota l’esperto.

L’avviamento del Nord Stream 2 è stato rinviato, questa volta a causa della burocrazia tedesca. A metà novembre l’Agenzia federale delle reti ha sospeso la procedura di autorizzazione del progetto. L’ente regolatore tedesco dell’energia ha chiesto un adeguamento dell’inquadramento giuridico della società dell’operatore indipendente Nord Stream 2 AG (con sede nella città svizzera di Zug) con la normativa locale.

Nello specifico, gli viene richiesta la creazione di una filiale tedesca al fine di vantare i diritti di proprietà e poter esercitare la gestione della parte di gasdotto che attraversa la Germania. Questa proroga ha innervosito i trader.

“Il mercato si aspettava un lancio a gennaio che avrebbe riempito i depositi sotterranei di gas europei del 26% (17,2 miliardi di metri cubi)”, dichiara Maxim Chernyaev, professore associato, nonché vice decano del Dipartimento di Economia dell’Università dell’amicizia tra i popoli.

Di conseguenza, le quotazioni del gas in Europa sono salite del 17% in un giorno. Questa tendenza continua ancora oggi.

Le richieste dei tedeschi saranno soddisfatte, ha assicurato Gazprom. Creeranno una “filiale”, adempiranno a tutti i requisiti di legge e poi ripresenteranno i documenti all’Agenzia federale delle reti. Dopodiché la Commissione europea prenderà la decisione finale.

Per questo motivo è improbabile che si riesca a partire a maggio, anche se la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 è stata completata già a settembre. Il Cremlino ci invita ad essere pazienti.

“Le autorità europee dipendono dagli accordi stretti con l’establishment degli Stati Uniti. È probabile che il ritardo nella procedura di autorizzazione sia una parte non ufficiale dell’accordo con il governo Biden. A Washington sono stati promessi da 6 a 9 mesi di forniture all’Europa agli attuali prezzi gonfiati a causa delle carenze. In cambio la Casa Bianca smetterà di mettere i bastoni fra le ruote del Nord Stream 2”, ipotizza Pëtr Pushkarev.

Quando questo periodo di transizione sarà finito, l’assenza di grandi acquisti di gas da gasdotto spot aiuterà gli europei a contrattare con Gazprom accordi a lungo termine. Naturalmente il prezzo finale sarà più alto degli anni precedenti. Ma i clienti cercheranno di ottenere condizioni favorevoli.

Ma ad oggi Gazprom riceve alcune accuse. Anche solo il sospetto che Gazprom possa aver provocato questa crisi è infondato e inaccettabile, se non “più semplicemente, bugie e menzogne”, sostiene Sergey Kupriyanov, il rappresentante ufficiale del consorzio. Gazprom è pronta a pompare ulteriori volumi di gas verso l’Europa in linea con i contratti esistenti. Le quotazioni in Europa sono più basse dei prezzi spot.

“Tutti i problemi dell’Europa occidentale sono stati creati da loro stessi e non c’è bisogno di incolpare Gazprom per questo. È meglio guardarsi allo specchio”, sostiene Sergey Kupriyanov. Questi ha anche affermato che alcuni clienti europei, in particolare francesi e tedeschi non stanno più facendo offerte, nonostante avessero già riservato i volumi in via contrattuale.

L’anno scorso la Germania ha ricevuto 50,2 miliardi di metri cubi, registrando un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente. Sono aumentate anche le forniture dirette in Italia, Turchia, Bulgaria, Serbia, Danimarca, Finlandia e Polonia.

In questo quadro di incertezza il Senatore Repubblicano Ted Cruz ha avanzato la proposta di legge che prevede ulteriori sanzioni per impedire che il Nord Stream 2 inizi le sue attività. Sembra però che i democratici non abbiano intenzione di votare questa proposta di legge.

Lo riferiscePolitico, chiarendo che il cambiamento di rotta dei dem sarebbe dettato dal fatto che l’imposizione di nuove restrizioni potrebbe impedire al presidente Joe Biden di raggiungere un accordo unitario con i partner europei, ed in particolare con la Germania.

“A questo punto è molto importante per noi lavorare a stretto contatto con i nostri alleati, poiché stiamo esaminando la potenziale azione russa in Ucraina, e la Germania è uno di quegli alleati molto importanti. E quindi penso che l’emendamento sia inopportuno”, ha detto la senatrice Jeanne Shaheen in merito al di legge di Cruz. )Sputnik)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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