Il presidente della Colombia Ivan Duque

SONO 300 I FIRMATARI DEGLI ACCORDI DI PACE UCCISI IN COLOMBIA DOVE ALEGGIA UNA GRAVE CRISI ALIMENTARE 

 

Con l’assassinio di Juvenal Ballén Gómez il numero  dei firmatari degli accordi di pace del 2016 tra lo stato colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) uccisi raggiunge la cifra di 300 mentre la FAO denuncia una probabile crisi alimentare per il 2022 in Colombia. 

Sono 300 gli ex appartenenti alle FARC che hanno firmato gli accordi di pace nel 2016  con il governo colombiano ad essere uccisi nel paese sud americano dalla firma degli accordi. L’ultimo a cadere sotto i colpi delle bande paramilitari che imperversano e dettano legge in Colombia è Juvenal Ballén Gómez assassinato il 30 gennaio nel comune di Saravena nel dipartimento di Arauca.

Il Consiglio politico del partito Comunes di Arauca, un gruppo politico creato dagli ex combattenti che hanno firmato gli accordi di pace, ha condannato il fatto e ha chiesto che il governo di Iván Duque garantisca la sicurezza dei firmatari. Il presidente dei Comunes, Rodrigo Londoño, ha lamentato l’omicidio di Gómez e ha dichiarato: “Questa terribile notizia è una conseguenza della mancanza di volontà politica del governo [di Iván] Duque di attuare pienamente l’accordo di pace”.

Secondo l’Istituto di Studi per lo Sviluppo e la Pace (Indepaz, Ballén Gómez faceva parte della Cooperativa Speranze di Pace (Coepaz) che operava  nella stessa città di Saravena, dove sono presenti diversi gruppi armati illegali. Nella zona dove è avvenuto l’omicidio Indepaz denuncia inoltre che le misure per” proteggere la popolazione civile  prese dal governo sono insufficienti. 

L’escalation violenta nella regione di Arauca si è intensificata nelle ultime settimane, in particolare contro i leader sociali, i difensori dei diritti umani e altre comunità della regione. La scorsa settimana ci sono stati due omicidi in meno di 24 ore contro la stessa famiglia di leader sociali. Prima Álvaro Barragán Peña è stato assassinato e alcune  ore dopo sua moglie, Rosalba Carmenza Tarazona Ortega è stata uccisa mentre stava partecipando alle esequie di suo marito.

La presenza di gruppi armati irregolari hanno portato a scontri per il controllo dei comuni di Saravena, Tame, Fortul, Arauquita, capitale di Arauca e Cubará, quest’ultima regione del dipartimento di Boyacá, confinante con Arauca.

Questi territori sono stati i più colpiti dalle violenze, quest’anno sono state registrate più di 1.000 persone sfollate. Inoltre, ci sono stati più di 40 civili uccisi, diversi rapimenti, confinamenti forzati delle comunità indigene, nonché minacce contro leader sociali, presidenti delle comunità ) e firmatari degli accordi di pace nel processo di reincorporazione.

In questo quadro di desolante violenza e abbandono internazionale la Colombia potrebbe affrontare una grave crisi di sicurezza alimentare nei prossimi mesi, ha avvertito il Programma Alimentare Mondiale (WFP) insieme all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO). Entrambe le entità hanno pubblicato un rapporto globale sull’insicurezza alimentare che mira ad analizzare la situazione attuale nel mondo della fame acuta e le ripercussioni che si avranno nel corso del 2022.

Il risultato dello studio ha rivelato che la fame acuta peggiorerà in modo critico in più di 20 paesi, tra cui anche alcune regioni come il Sahel, nei prossimi mesi a meno che non vengano attuate misure immediate e urgenti. La Colombia di Ivan Duque insieme ad Haiti e Honduras fanno parte dei 20 paesi che l’organizzazione considera in condizioni critiche, questa lista include Etiopia, Nigeria, Sud Sudan e Yemen che guidano la lista.

I ritardi nell’attuazione dell’accordo di pace del 2016 tra il governo e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia-Esercito popolare (FARC-EP) hanno portato a nuove ondate di attacchi violenti, con 61.000 nuovi sfollati interni tra gennaio e settembre 2021, tre volte i livelli del 2020.  

Secondo lo studio, le ragioni dell’aumento dell’insicurezza alimentare sono la violenza, i conflitti armati, le crisi economiche prolungate, la migrazione e il cambiamento climatico.

Secondo i criteri della FAO, entro il 2020, quasi il 65% delle persone che vivono sotto grave insicurezza alimentare si trovano in paesi in cui vi è un conflitto armato e le cifre indicano che i livelli di violenza contro i civili hanno continuato ad aumentare nel 2021 anche in Colombia.

 

Tra le cause per cui anche la Colombia è stata inserita tra i paesi che potrebbero registrare una crisi alimentare non bisogna dimenticare che i ritardi nell’attuazione dell’accordo di pace del 2016 tra il governo e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia-Esercito popolare (FARC-EP) hanno portato a nuove ondate di attacchi violenti, con 61.000 nuovi sfollati interni tra gennaio e settembre 2021, tre volte i livelli del 2020.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.