IL DOMBASS E’ SOTTO IL FUOCO DELL’ARTIGLIERIA UCRAINA MENTRE IL GOVERNO ELABORA UN PIANO SEGRETO PER RIPRENDERSI LA REGIONE  

Giovedì l’esercito ucraino ha lanciato un attacco militare contro le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk mentre le autorità del Donbass hanno annunciato che è in corso l’evacuazione della popolazione verso la confinante Russia.

Le tensioni tra Ucraina e le autoproclamate repubbliche del Donbass è alle stelle, gli attacchi da parte dell’esercito ucraino alle strutture civili continua senza sosta. Kiev usa ripetutamente mortai da 120 millimetri, armi queste bandite dagli accordi di Minsk, per bersagliare gli obiettivi nelle autoproclamate  repubbliche di Donetsk e Lugansk. Secondo l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione della Missione Speciale di Monitoraggio in Europa sono state registrati 222 violazioni del cessate il fuoco nella regione ucraina di Donetsk e 648 violazioni della tregua nella regione di Lugansk.

Nelle ultime ore almeno 25 mila persone provenienti dalla regione di Lugansk hanno attraversato il confine con la Russia. Le autorità delle repubbliche di Donetsk e Lugansk avevano dichiarato l’evacuazione temporanea verso la regione di Rostov, in Russia, a causa delle minacce da parte di Kiev. Per prime sarebbero state evacuate le donne, i bambini e gli anziani.

I cittadini scappati da un villaggio nel distretto di Telmanove, nella regione di Donetsk, sono stati ospitati nell’hotel Zvezda, nel villaggio di Rozhok, nella regione di Rostov (Russia). Le donne hanno raccontato a Sputnik di essere arrivate con i bambini verso le 23 (le 21 in Italia) di venerdì.

“Non è la prima volta che siamo bombardati. A volte colpivano gli orti, raccoglievamo i detriti dai cortili: fa paura. Ho due bambini piccoli, mia figlia ha 13 anni, ha i capelli bianchi per gli spari. Bombardamenti, sibili sopra le nostre teste. Corri in cantina e non sai se farai in tempo o no”, racconta una donna di nome Galya.

“E nel 2019 da noi hanno bombardato una scuola, circa 50 colpi… Ieri è iniziato di mattina, da qualche parte vicino casa, si sentivano (le esplosioni – ndr), la casa vibrava. Ci hanno proposto di evacuare e lo abbiamo fatto per i nostri figli”, ha aggiunto Natalya, una sua concittadina. 

L’Intelligence della Repubblica Popolare di Donensk è entrata in possesso del piano per l’offensiva ucraina nel Donbass, secondo quanto riferito dal leader della Repubblica Popolare del Donensk, Denis Pushilin, che ha avuto accesso al piano segreto elaborato dall’esercito ucraino, il governo della nazione centroeuropea ha intenzione di far emigrare tutti i cittadini residenti di lingua russa per poi riprendersi il controllo della regione del Dombass. Intanto il Presidente Russo Vladimir Putin ha detto ieri che il governo ucraino deve riprendere il dialogo con le autorità delle autoproclamate repubbliche per porre fine alla guerra.

Ma le azioni militari ucraine iniziate alcuni giorni fa non cessano. Due proiettili di mortaio sono caduti in territorio russo, secondo quanto dichiarato dal dipartimento di frontiera del Servizio di sicurezza federale russo (FSB. Il Dipartimento) ha confermato che sabato due proiettili sono esplosi sul territorio della regione russa di Rostov ad un chilometro dal confine con l’Ucraina.

Le autorità della repubblica di Lugansk hanno denunciato la violazione del cessate il fuoco 31 volte nell’ultima giornata  e che l’esercito di Kiev continua ad usare armi bandite dagli accordi di Minsk. Sotto un ponte adibito al passaggio degli autobus con le persone sfollate è stato ritrovato un ordigno esplosivo. 

L’ufficio di rappresentanza della Repubblica di Donensk presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento del cessate il fuoco (JCCC) ha dichiarato che altri due insediamenti nel sud dell’autoproclamata repubblica sono stati bombardati dalle forze di sicurezza ucraine. Sono decine le città ed i villaggi bombardati dalle forze di sicurezza ucraine.

Anche i giornalisti restano sotto il fuoco dei mortai dell’esercito ucraino, infatti una troupe di giornalisti di RT Arabic è finita sotto il fuoco dell’artiglieria ucraina mentre si trovava nella periferia di Gorlovka, nel territorio dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, riporta Sputnik.

La situazione nei centri abitati è drammatica: più di 40 città della Repubblica Popolare di Donensk  sono senza acqua dopo i bombardamenti alle stazioni idriche, lo riferisce l’ufficio stampa della compagnia Voda Donbassa 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info (L’acqua del Donbass).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.