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UCRAINA UN PAESE SULL’OLRO DELLA BANCAROTTA IN GUERRA PERENNE

I venti di guerra in Ucraina non fanno altro che peggiorare la disastrosa  situazione economica in cui versa il paese centroeuropeo, quindi la domanda che ci dobbiamo porre è a chi fa comodo realmente questa situazione. Certamente non fa comodo alla popolazione ucraina.

L’Ucraina tra i paesi che hanno ottenuto l’indipendenza dopo il crollo dell’Unione Sovietica è quello che ha avuto la performance economica peggiore. Il reddito pro capite è crollato ed ancora non ha raggiunto i livelli del 1990. Se si prende in esame la performance economica del paese centroeuropeo tra gli anni 1990 ed il 2017 solo 18 paesi hanno registrato una crescita negativa e L’Ucraina si colloca come il terzo paese peggiore insieme alla Repubblica Democratica del Congo, al Burundi e allo Yemen, riporta Michael Roberts in un articolo che esamina la situazione economica del paese.

Attualmente l’ucraina ha un debito verso la Russia di circa tre miliardi di dollari che al momento è congelato in attesa di una ristrutturazione, un debito verso Il Fondo Monetario Internazionale di 5 miliardi ottenuto nel 2014 dopo le proteste di Piazza Maidan dal nuovo governo che aveva chiuso ogni rapporto con la vicina Russia. Debito, quest’ultimo, che ha costretto il paese a sottomettersi alle politiche di austerità applicate a tutte le nazioni che richiedono aiuti finanziari all’FMI. Il paese è stato costretto a ridurre le spese sociali che sono passate dal 20 per cento del 2014 al 13 per cento di quest’anno. Inoltre il governo deve opporsi a qualsiasi aumento dei salari nel settore pubblico al fine di compensare i tassi di inflazione ormai quasi a due cifre.

La guerra che dal 2014 è in corso in Ucraina è costata moltissimo ad un paese in una situazione economica come quella in cui si trova l’ex repubblica sovietica. Secondo il Center for Economic and Business Research (CEBR), in sei anni, dal 2014 al 2020, la perdita di PIL è stata di 280 miliardi di dollari, che equivale a 40 miliardi di dollari l’anno, mentre il conflitto in corso nel Donbas costa all’economia ucraina fino a 14,6 miliardi di dollari l’anno. Il conflitto ha poi fatto perdere almeno 72 miliardi di dollari, ovvero 10,3 miliardi di dollari l’anno, a causa di mancati investimenti stranieri, calati del 40 per cento, per la paure che la guerra produce negli investitori. 

Il calo costante delle esportazioni ha causato all’Ucraina, tra il 2014 e il 2020, perdite totali quantificabili in almeno 162 miliardi di dollari. Sono poi stimati in circa 117 miliardi di dollari i danni agli immobili causati dalla guerra nel paese sia per distruzione totale che per danneggiamenti parziali.

Le politiche di austerità che sono state imposte dal Fondo Monetario Internazionale per la concessione dei finanziamenti non si sono limitate alla richiesta di riduzione della spesa sociale ma hanno riguardato tutti gli ambiti economici. Il paese ha una crescita economica stimata intorno al 4 per cento annuo, un’inflazione che varia tra l’8 ed il 10 per cento ed una disoccupazione del 10 per cento della popolazione. Tra le privatizzazione imposte dal FMI troviamo tutte le aziende di stato, le banche e soprattutto viene chiesto la privatizzazione delle terre. In Ucraina il 14 per cento della popolazione ancora lavora nel settore dell’agricoltura essendo il paese il primo produttore di olio di girasole, oltre ad essere il quarto produttore di mais. Insieme alla soia, i girasoli e il mais rappresentano le principali coltivazioni ma con una produttività molto bassa.

Le prossime privatizzazioni fanno gola a molti investitori stranieri e fanno gioire il Fondo Monetario Internazionale. Insomma in Ucraina da quando, nel 2014, gli ultra nazionalisti hanno preso il potere grazie alla complicità dell’occidente hanno portato la nazione vicino alla bancarotta indebitandola ulteriormente lasciandola in balia delle politiche liberiste.

Ma a chi fa comodo questa guerra? Certamente non alla popolazione che continua a vivere in condizioni economiche pessime, fa comodo invece a coloro che aspettano le ulteriori privatizzazioni di quel poco che ancora resta di pubblico. Secondo la nuova riforma approvata nel 2020 le banche non potranno avere più del 25 per cento di capitale pubblico. Ma la grande fetta da distribuire agli investitori stranieri sono le fertili terre. Infatti in un momento storico in cui le materie prime, comprese quelle agricole, scarseggiano e, subiscono continui aumenti andare a fare shopping in Ucraina per le grandi multinazionali diventerà molto conveniente.

Poi le imprese belliche hanno rifornito l’esercito ucraino con miliardi di dollari di armi per buona gioia degli azionisti, soprattutto statunitensi visto che le maggiori imprese belliche si trovano oltre oceano. Continuare a mantenere alta la tensione in questa area dell’Europa in fondo fa comodo a molti.

In questo Risiko l’Ucraina, grazie alla irresponsabilità o alla complicità di coloro  che governano, continua a combattere una guerra che non potrà che aggravare ulteriormente le condizioni economiche generali della popolazione più povera. Infatti in questi ultimi anni solo i più ricchi, il 10 per cento degli ucraini, ha visto aumentare il reddito arrivando a guadagnare 40 volte più del restante 90 per cento della popolazione. 

Infine le speranze di entrare nell’Unione Europea sperando che questo possa essere l’ultimo salvagente per portare fuori dalla crisi il paese auspicato dai nazisti che stanno al governo si allontana sempre di più perché a nessuno in Europa conviene far entrare una nazioni nelle condizioni economiche in cui si trova attualmente l’Ucraina nell’unione con una popolazione di 44 milioni di abitanti pronti ad emigrare in cerca di una vita migliore.

Per concludere l’Ucraina  viene adesso usata per chiari motivi geopolitici e strategici dagli Stati Uniti per colpire la Russia e non ci dovremmo stupire se in un futuro prossimo sarà lasciata sola con i problemi economici che  l’irresponsabile guerra le ha causato.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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