Il Consiglio d’Europa

MENTRE VENGONO APPROVATE ALTRE SANZIONI ALLA RUSSIA IN CRIMEA ERA PRONTO UN ATTENTATO CONTRO UNA CHIESA 

 

Sanzioni, sanzioni e poi altre sanzioni alla Russia, questo volevano gli Stati Uniti e sembra proprio ci siamo riusciti appoggiati sempre dai sodali europei mentre in Dombass la guerra non si ferma ed il nostro Ministro degli Esteri dichiara pieno sostegno all’Ucraina.

I Ministri delle Finanze dei 27 paesi facenti parte dell’Unione Europea si sono trovati d’accordo sulla nuova serie di sanzioni da applicare alla Russia dopo che lunedì il Presidente Putin aveva deciso di riconoscere le due repubbliche di Donetsk e Lugansk. Joe Biden festeggia e ringrazia gli alleati europei che anche in questa occasione non gli hanno voltato la schiena affermando che sono pronte ulteriori sanzioni se la situazione dovesse ulteriormente aggravarsi.

I ministri degli Esteri dell’UE hanno concordato la decisione di imporre la prima parte delle sanzioni che colpiranno i deputati della Duma di Stato della Federazione Russa, che hanno votato per il riconoscimento dell’indipendenza, per un totale di 351 parlamentari. Sono previste sanzioni anche per il settore bancario e sindacale che hanno rapporti con il Donbass. Inoltre, l’elenco includerà anche 27 individui e organizzazioni, inclusi rappresentanti dei media.

L’inclusione nell’elenco delle sanzioni dell’UE significa il divieto di ingresso nel territorio dell’Unione Europea e il congelamento dei beni nel territorio dell’Unione per le persone fisiche, nonché il congelamento dei beni delle persone giuridiche. Ai cittadini e alle organizzazioni nell’Unione Europea è inoltre vietato trasferire fondi alle persone nell’elenco, secondo quanto pubblicato da Sputnik

Sulla stessa linea sanzionatoria anche Canada, Australia e Giappone che si sono affrettati, per non infastidire l’amministrazione statunitense, ad approvare sanzioni contro la Russia. Intanto in Dombass la guerra non si ferma ed profughi continuano a scappare verso la vicina Russia sperando di sfuggire all’artiglieria ucraina che tempesta le due repubbliche con colpi di cannone e mortaio.

Il Presidente ucraino Zelensky ha dichiarato lo stato di emergenza nel paese per un mese prorogabile, se necessario, per un ulteriore mese alla scadenza. Ieri aveva pure dichiarato di voler romper le relazioni diplomatiche con la Russia.

Il Servizio di Sicurezza Federale russo ha comunicato di aver arrestato sei individui di nazionalità russa che stavano preparando un attentato in una chiesa ortodossa in Crimea. Il Servizio di Sicurezza non ha ancora fornito il nome delle persone arrestate ma ha confermato di aver trovato nel garage di uno di loro materiale adatto a confezionare ordigni esplosivi e che appartenevano ad un’organizzazione di estrema destra ucraina. I sei arrestati si stavano preparando a far esplodere una chiesa nella penisola della Crimea. 

Intanto il nostro governo, per bocca del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, condanna fermamente la decisione di Putin di riconoscere le repubbliche del Dombass. Riferendo in Senato sulla crisi ucraina Di maio ha detto che” Condanniamo la decisione di Mosca di inviare nei territori delle due repubbliche separatiste un contingente di truppe con sedicenti funzioni di peacekeeping”. 

“È un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa”, sottolinea il capo della Farnesina, ricordando che la presenza militare russa lungo i confini con l’Ucraina è stimata tra 170 e 190mila unità.

Per Di Maio, la doppia mossa di Putin di riconoscere “le pretese di Donetsk e Lugansk sul territorio di tutto il Donbass”, quindi anche sui territori controllati dall’esercito ucraino, e a sua volta di chiedere il riconoscimento “dell’annessione illegale della Crimea”, rischia di “aprire la strada ad un’operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina”.

Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere lo stretto coordinamento già in atto con i partner dell’Unione Europea e con gli Alleati della Nato, riporta Sputnik.

Ieri Luigi Di Maio aveva affermato che il nostro governo fornirà alL’Ucraina  aiuti economici  perché la nazione si trova in evidenti difficoltà finanziarie a causa della crisi. Insomma verranno usati i soldi dei contribuenti per aiutare il governo di Zelensky a bombardare i civili nel Dombass e poi quando viene chiesto di aumentare le spese in sanità ci viene detto che i soldi non ci sono. Ma non possiamo deludere il nostro padrone di oltre oceano, se c’è da stringere la cinghia per tutelare gli interessi di Joe Biden anche noi dobbiamo fare la nostra parte, poco importa se per avere una visita medica occorrono sei mesi se va bene, l’importante è fare il nostro dovere.

Il governo è compatto sulla linea di condanna verso la Russia. Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini in un’intervista al Corriere della Sera spiega la posizione del nostro paese affermando che non ci sarà “Nessuna esitazione da parte dell’Italia”.

L’Italia contribuisce al mantenimento degli strumenti di deterrenza della Nato, con “le attività sul terreno dei nostri militari in Lettonia, con l’air policing in Romania, con la sorveglianza marittima nel Mediterraneo orientale e con le ulteriori misure d’innalzamento della prontezza operativa che in queste settimane sono state implementate”, riferisce Guerini.

Per il ministro, queste misure non sono offensive, ma vanno intese come “stimolo a un vero confronto costruttivo”, difficile da credere.

Guerini condanna con fermezza il riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, ritenendo la “violazione dell’integrità territoriale” inaccettabile e una “minaccia alla pacifica convivenza fra i popoli”. Posizione abbastanza discutibile perché non mi sembra che nessuno abbia proposto sanzioni alle nazioni che hanno riconosciuto l’isola di Taiwan come stato indipendente tra le quali troviamo anche Guatemala e Honduras. 

Continua però a ritenere che la via diplomatica sia la strada maestra, sebbene “questo non significa che non occorra una risposta ferma”, precisa il ministro che non sembra avere le idee troppo chiare su come vadano condotti i negoziati diplomatici. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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