Un incrociatore russo

UNA FAKE NEWS LA STORIA DEI   13 MILITARI UCRAINI CHE AVREBBERO PREFERITO MORIRE PIUTTOSTO CHE ARRENDERSI ALL’ESERCITO RUSSO  

 

Ieri era diventata virale sui social network la frase di alcuni militari ucraini asserragliati sull’isola di Zmeyniy che prima di farsi catturare dall’esercito russo avevano preferito morire in cui mandavano letteralmente a quel paese la Russia, ma la storia sembra essere completamente diversa.

Le guerre non si combattono solo con le armi ma anche con le notizie per catturare i cuori e le menti degli spettatori e questa sembra essere una tipica storia che ha seguito questo copione. La vicenda di 13 soldati ucraini che si trovavano nella base militare sull’isola di Zmeyniy era diventata virale sui social network a causa di una frase pronunciata dagli stessi. Alla richiesta dell’esercito russo di arrendersi i militari ucraini avevano mandato a quel paese i russi i quali avrebbero bombardato la base uccidendo tutti i militari ucraini presenti. Lo stesso Presidente Zelensky aveva affermato di aver assegnato loro la medaglia al valor militare.

Ma la storia che ha commosso il mondo sembra non essere andata proprio così, secondo quanto affermato dalle autorità russe e dall’agenzia Sputnik. I militari sono 82  non 13 e starebbero tutti bene dopo essersi arresi all’esercito russo che li ha trasportati nella città di Sebastopoli, ha annunciato la flotta russa del Mar Nero.

“Hanno deposto le armi e hanno deciso di tornare dalle loro famiglie”, ha detto il maggiore generale Mikhail Yasnikov, vice comandante della flotta del Mar Nero per la logistica.

Yasnikov ha sottolineato che la flotta del Mar Nero ha rispettato la decisione delle guardie di frontiera ucraine ed è stato predisposto un corridoio sicuro per consentire loro di lasciare l’area dell’operazione. “Dopo aver avviato procedure legali a breve termine e aver concordato con la parte ucraina, i militari delle forze armate ucraine saranno rimandati a casa in Ucraina su autobus preparati per un tale scopo”, ha aggiunto Yasnikov, secondo quanto riporta Sputnik.

Nella giornata di ieri le autorità e i media ucraini hanno affermato che 13 guardie di frontiera avevano scelto di morire “eroicamente” invece di arrendersi ai russi. Kiev ha persino dichiarato che li avrebbe onorati con il riconoscimento postumo di “eroe dell’Ucraina”. Dichiarazione questa che è stata smentita dalle autorità russe che hanno invece affermato che i militari ucraini si erano arresi. 

“82 militari ucraini hanno deposto le armi e si sono arresi volontariamente a un’unità delle forze armate russe. Al momento, viene loro chiesto di firmare un rifiuto a partecipare alle ostilità. Saranno presto restituiti alle loro famiglie”, ha detto il 25 febbraio il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.

Insomma la verità nelle guerre stenta a farsi spazio fra le innumerevoli false notizie e come sempre chi ne paga le conseguenze è chi si prodiga nel tentare di fornire informazioni verificate. In questi giorni la macchina mediatica a servizio dell’occidente continua a mettere in circolazione immagini di fantomatici bombardamenti riesumandole da vecchie guerre come quella che nessuno ricorda avvenuta alla fine del secolo scorso in Yugoslavia o usando persino immagini prese da un videogioco spacciandole per bombardamenti su Kiev. 

Le menti ed i cuori degli ignari spettatori che prendono per vero, spesso in buona fede, quanto gli viene proposto sono rapiti e diventano la base fondamentale per la costruzione della propaganda, fatta da entrambe le parti, per  ottenere il consenso alle loro azioni. Servono alla Russia  per legittimare il loro intervento militare, servono all’occidente per denunciare inesistenti azioni barbariche compiute dai russi in territorio ucraino.

E’ sempre stato così e così sarà sempre quando c’è una guerra in corso, solo un minimo di realismo e critica da parte degli spettatori può scongiurare che false notizie diventino vere e possono condizionare gli eventi futuri.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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