Mark Milley,

IL NUOVO MONDO DIPINTO DAL CAPO DI STATO MAGGIORE DEGLI STATI UNITI  

 

“Stiamo entrando in un mondo sempre più instabile e la possibilità di un grande conflitto di superpotenze internazionali è in aumento”, con queste parole il capo di stato maggiore degli Stati Uniti dipinge il futuro che ci aspetta.

Le parole pronunciate dal capo di stato maggiore degli Stati Uniti Mark Milley non lasciano dubbi su cosa ci riserverà il futuro. Parole che nella sua semplicità e schiettezza dimostrano inequivocabilmente che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di cedere la loro leadership mondiale ad altri. Si perché è proprio il declino della superpotenza statunitense a mettere in pericolo le sorti del mondo.

In varie occasioni ho scritto che le bestie quando sono ferite rappresentano il pericolo maggiore per chi gli sta intorno. La bestia statunitense è ferita al cuore ovvero nella sua leadership mondiale. Viene messo in discussione  l’ordine mondiale da loro costruito che vede gli Stati Uniti al centro, un pericolo che non possono sopportare. Di cedere o condividere la leadership mondiale con altri non se ne parla proprio.

Gli Stati Uniti devono seguire una strategia chiara per trattare con Cina e Russia, che richiede il mantenimento della prontezza al combattimento e la modernizzazione delle forze armate, ha affermato martedì il capo di stato maggiore degli Stati Uniti Mark Milley.

“Gli Stati Uniti sono a un punto di svolta geostrategico molto critico e storico. Stiamo entrando in un mondo sempre più instabile e la possibilità di un grande conflitto di superpotenze internazionali è in aumento”, ha detto Milley durante un’audizione dei rappresentanti della Commissione per i servizi armati della Camera.

“Siamo di fronte a due potenze mondiali, Cina e Russia, ciascuna con notevoli capacità militari. Ed entrambi i paesi intendono alterare radicalmente l’attuale ordine mondiale”, ha affermato il capo di stato maggiore.

La Russia e la Cina hanno avuto dunque l’ardire di mettere in discussione la visione unipolare del mondo che per decenni gli Stati Uniti, grazie ad invasioni e guerre in mezzo mondo, hanno tenuto con i denti. Quindi non pensino che dopo decenni di leadership mondiale il paese a stelle e strisce lasci senza dolore la propria supremazia mondiale ad altri.

Secondo il funzionario, è importante aumentare il budget e gli sforzi per modernizzare le forze armate in modo che gli Stati Uniti “rimangano la forza più capace e letale del pianeta”.  Inoltre, Milley ha discusso l’idea di stabilire basi militari permanenti con personale a rotazione nell’Europa orientale.  

A seguito di queste dichiarazioni non posso non ricordare tutti i proclami che venivano scritti un paio di anni fa in piena pandemia. Proclami scritti da illustri commentatori e giornalisti che dipingevano il nuovo mondo che si sarebbe creato dopo la fine della pandemia come più giusto, inclusivo e di pace perché il Covid 19 ci avrebbe fatto capire che occorreva fare una svolta epocale nelle scelte politiche ed economiche. 

Sperare in un mondo migliore non costa nulla anche se io non avevo mai creduto a queste fantasiose novelle perché semplicemente il nuovo mondo dipinto da questi ingenui sognatori non coincideva assolutamente con logica capitalistica che vede in una crisi la via per aumentare ancora di più il suo capitale.

La pandemia è finita, almeno sulla carta, e ci ha lasciato un mondo che piano piano si avvicina sempre di più al baratro dell’autodistruzione. Le dichiarazioni di Mark Milley non fanno certo sperare nel nuovo mondo dipinto durante i primi mesi della pandemia. Una guerra nel mezzo dell’Europa è quello che adesso ci troviamo a combattere di cui non vediamo la fine.

Forse una fine a breve non ci sarà proprio perché lo scopo di questa guerra non è la libertà dell’Ucraina ma sfiancare la Russia e magari anche la Cina. I due nuovi nemici occidentali. Potrei anche capire che gli Stati Uniti pur di non perdere la propria supremazia sarebbero pronti ad una guerra su larga scala, ma la domanda che mi faccio io è che cosa noi europei ci guadagniamo a seguire le ambizioni statunitensi?

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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