Hotel Saratoga L’Avana

CONTINUA LA RICERCA DI SUPERSTITI SOTTO LE MACERIE DELL’HOTEL SARATOGA 

 

Continuano i lavori di ricerca di eventuali superstiti tra le macerie dell’Hotel Saratoga de L’Avana dopo che venerdì una tremenda esplosione ha quasi completamento distrutto l’albergo situato nel centro della capitale di Cuba.   

Nel centro della capitale cubana L’Avana continuano senza sosta i lavori di ricerca di eventuali persone vive sepolte sotto le macerie dell’Hotel Saratoga che venerdì una esplosione ha quasi completamente distrutto. 

“Si sta facendo tutto ciò che è previsto per questo tipo di emergenza”, ha detto il capo dei vigili del fuoco, il colonnello Luis Carlos Guzmán Matos.

Ha aggiunto che “le nostre forze specializzate stanno facendo un’esplorazione generale nel seminterrato.  Sta andando avanti.  È un lavoro di ingegneria, che coinvolge molta scienza, e che ci costringe a essere molto prudenti e molto esigenti con il personale che lo sta facendo per evitare che la situazione peggiori”.

Ha precisato che “non è possibile al momento sapere il numero di persone che ancora si trova nel seminterrato. “ Quello che possiamo dire è che i mezzi e le risorse umane e materiali esistono per intraprendere il lavoro che si sta facendo”.

Juan Carlos Peñates, capo del Centro regionale del Distaccamento di Salvataggio e Soccorso, ha commentato che l’operazione di riscatto di eventuali superstiti è molto complessa e lunga anche se dobbiamo lottare contro il tempo.  “Ci sentiamo frustrati, perché vogliamo sempre portare a termine la missione con successo, che è salvare la vita delle persone”, aggiunge. 

L’esplosione nell’Hotel ha causato anche danni al vicino Teatro Martì. La vicedirettrice generale dell’Ufficio Storico della città dell’Avana, Perla Rosales, ha riferito  che i danni causati al teatro Martí dall’esplosione all’hotel Saratoga , sono stati rilevati.

L’architetto ha spiegato a Prensa Latina che in questo momento gli operai stanno effettuando lavori di riabilitazione e salvataggio dei materiali del centro culturale.  Rosales ha lamentato soprattutto la perdita di vite umane ed ha ricordato  i compagni scomparsi  Daniel Cruz ed Ernesto Cárdenas, i giovani che hanno lavorato alla progettazione della hall dell’hotel alla vigilia della sua apertura, prevista per il 10 maggio dopo due anni di chiusura. 

Fin dal primo momento dell’esplosione il sistema sanitario cubano si è attivato per assistere i feriti che arrivavano negli ospedali ed è stato attivato immediatamente il programma di donazione volontario di sangue.

Consuelo Macías, direttrice dell’Istituto di Ematologia e Immunologia, ha commentato che appena appreso dell’incidente mortale, i lavoratori del centro, molti dei quali donatori regolari, sono stati chiamati a fare donazioni di sangue nel servizio di medicina transfuzionale del centro stesso.  Ha spiegato che il Programma Nazionale del Sangue ha contattato l’Istituto, tenendo conto del grande numero di persone che volevano donare il proprio sangue per salvare la vita dei loro concittadini. 

Ha affermato che l’Istituto ha solo un servizio di medicina transfuzionale, con due barelle, tuttavia “abbiamo convertito alcune aree, abbiamo cercato altre   barelle nei reparti dove si eseguono trapianti e di terapia intensiva.  Abbiamo alla fine potuto ricevere più di 200 donatori”.

“Immediatamente tutto il nostro personale ha iniziato i propri compiti e sono state accettate solo donazioni che rispondevano ai requisiti necessari e con il rigore richiesto da queste procedure”, ha assicurato,  “C’era un clima di solidarietà e umanità.  Siamo onorati di questo in tempi così difficili”, ha aggiunto.

Pedro Enriquez Calzadilla, direttore di Gaviota in occidente. ha affermato che al momento dell’esplosione nell’Hotel Saratoga stavano lavorando 51 operai della sua impresa e 2 restauratori.

Secondo la nota emessa dal Ministero della Salute al momento si sono registrati 80 feriti dei quali 46 sono ricoverati in sette ospedali della capitale. Dei 46 ospedalizzati ci sono 15 bambini, 10 in condizioni normali,, tre critici e due gravi, mentre dei 31 adulti 21 risultano fuori pericolo,  sette critici e tre gravi. 

Il Ministero della Salute ha precisato che sono deceduti 26 persone delle quali  13 uomini e altrettante donne tra le quali(una donna incinta. Tra le 26 vittime quattro minorenni hanno perso la vita.

Hanno perso la vita un bambino di 10 anni di Holguín, altre due persone della stessa  provincia orientale, una giovane spagnola e gli altri 22 sono residenti de L’Avana.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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